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Sobrietà beffa

Fra Rai e Roma il 1 maggio
ci costa un milione

Lorenza Lei ha versato 600 mila euro alla triplice sindacale per il concertone

Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero
Fra Rai e Roma il 1 maggio 
ci costa un milione

Il concertone del primo maggio 2010

Non ci sono solo i 240 mila euro di costi pubblici che il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, chiede a Cgil-Cisl e Uil per il concertone del primo maggio. Dalle tasche degli italiani arrivano anche i 600 mila euro di contributo che il direttore generale della Rai, Lorenza Lei, ha versato agli organizzatori della manifestazione. I sindacati sostengono di averle venduto i diritti tv, ma non avevano la coda fuori dalla porta. E' un regalo che la Rai fa a loro, a cui vanno aggiunti anche i costi tecnici di ripresa e di trasmissione. Quest'anno il menù canoro del concertone non valeva nemmeno un decimo di quella somma. Ma nemmeno con Vasco Rossi sul palco l'evento riuscì a tenere la media di ascolto delle reti Rai. Negli ultimi cinque anni trasmettendo il concertone in media la Rai ha perso più di un punto di ascolto medio, che vale milioni di euro. Questo significa che fra costi organizzativi (traffico, straordinari vigili urbani, pulizie etc..) e Rai romani e italiani pagano in tasse un milione di euro per lo spottone che si fa la triplice sindacale. Il concertone costa naturalmente molto più di quella somma, e in tempi come questi ci si attendeva che i sindacassi usassero con più sobrietà anche le risorse a loro disposizione. Magari accantonando spese non proprio utilissime per qualche iniziativa più seria a favore di giovani disoccupati...

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Commenti all'articolo

  • demaso

    01 Maggio 2014 - 18:06

    Se il sindacato non fosse come quello che sta in Italia, cioè al servizio dei partiti, forse le cose andrebbero meglio ma si sa siamo in italia e le tessere fanno soldi e potere.....

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