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Complimenti per la trasmissione

Report contro la Finanza

Istruttiva la puntata a favore dell'economia

dall'Italia all'Argentina quando l'economia si fa virtuosa
Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
milena gabanelli

 

Vivere senza finanza: il giornalismo che ti godi come una fiction

 

 

 

I miracoli accadono, basta crederci, diceva J.L. Borges. In Argentina dieci anni fa, ai tempi dei “tango-bond”, era l’apocalisse: la crisi aveva desertificato il mercato e messo sulla strada intere famiglie, le madri piangevano. Tutti gli dei erano dispersi nella pampa.

 

Oggi, in Argentina, 250 imprese si sono riunite in cooperative (“Senza che nessun partito o sindacato glielo avesse chiesto”) dove manovali, impiegati d’albergo, contadini guadagnano il doppio, si tassano, e con gli utili migliorano i propri quartieri; e 5000 famiglie sono tornate alla vita. Questo, tenendo conto che “può esistere un’economia senza finanza”. Ed è da tale ottimo reportage che Report –Ratre, domenica prime time- nella puntata Smarcamenti in campo –titolo fumoso, l’unico neo- ha messo il dito nella piaga: come può l’Occidente uscire dalla crisi? Risposta: senza la finanza e le sue metastasi speulative, e rimettendo l’uomo al centro dell’economia. L’inchiesta è tuttora una delle più cliccate nel web; e si snoda dalle origini del iperliberismo concepito dalla Commissione Trilaterale – Usa, Europa,Giappone - voluta da Rockefeller nel 1973 per “disegnare il futuro del mondo” fino ai nuovi modelli di sviluppo nel mondo. Per esempio, a Minneapolis c’è la banca di Otto Brener che restituisce il 92% dei profitti alla comunità, e le industrie così li ridistribuiscono ai dipendenti e gli operai possono comprarsi tutti la casa e far studiare i figli. Crescita perpetua in barba allo spread. A Nantes il Comune elimina la moneta, bypassa le banche, non produce inflazione e spinge le aziende a sostenersi. In Baviera i cittadini hanno creato una ragnatela di produttori d’energia che consente di fare a meno del petrolio.  Judith Poeringer della Demokratische Banck commenta banalmente: “L’idea fondamentale della Banca democratica è che il denaro è un mezzo. La sua importanza dovrebbe essere ridimensionata: non più una mucca sacra idolatrata per far moltiplicare il suo valore attraverso interessi e interessi composti…”. Sembra fantascienza, in un mondo terrorizzato dalle ordalie di Moody’s e Standard & Poors

 

Perfino in Italia, a Capannori, Lucca, il sindaco col bilancio in attivo chiede ai compaesani in quali opere spendere gli accantonamenti; ed essi rispondono con referendum popolari, e si sentono tutti come ateniesi nell’età di Pericle. Giornalismo da godersi come una fiction…

 

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Commenti all'articolo

  • francescospecchia

    06 Giugno 2012 - 18:06

    (anche se il mondo ha visuuto per anni senza la finanza)

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  • doveteandarvene

    03 Maggio 2012 - 17:05

    anch'io sono a favore, il problema pero' e' che il mondo dovrebbe andare avanti, sempre avanti, invece cosi,si tornerebbe indietro di secoli....solo un mio pensiero....

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