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Penelope

I ragazzi di Cesare in campo per noi

La nazionale di calcio di Prandelli dedica una partita contro la violenza sulle donne


Allo stadio Tardini di Parma la partita "del cuore" si giocherà il 29 maggio
Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.
Campioni

Da sinistra il Ct Cesare Prandelli, Gigi Buffon e Andrea Pirlo

 

Cosa c'è di più maschio della partita di pallone? Cosa è sempre stato, storicamente, feudo dell'uomo e dei suoi istinti anche più volgari e rozzi da dividere solo con gli amici, rigoramente uomini, lontani dagli occhi severi di mogli e compagne che non capiscono, no a volte proprio non capiscono, la potente attrazione del correre dietro a una palla in mutandoni e fare goaaaaaaaaaal. Piaceri sublimi per i signori. Riti della domenica impossibili da evitare perfino per l'amore più romantico. Ma oggi il divario si è assottigliato, le donne partecipano complici allo spettacolo della squadra del cuore di lui, sono perfino diventate più tifose, non si perdono un match, il calcio unisce, in tutti i sensi. E adesso che la guida della nazionale italiana è quel Cesare Prandelli, che invita a sdoganare i gay nel nostro calcio, ci sa fare anche con i giovani campioni più intemperanti e viziati e ama perdutamente le donne (ricambiato), sembra tutto più facile. Il calcio e il gentil sesso non sono più due pianeti lontanissimi e irragiungibili, accostati solo per parlare di flirt, balletti e veline. Adesso, grazie al mister Prandelli e ai suoi ragazzi, la nazionale azzurra di calcio sarà in campo contro la violenza sulle donne. Per dire stop al "femminicidio" (anche se Clio Napolitano bacchetta le femministe: non chiamiamolo così). Per fare capire che c'è della tenerezza perfino nello sport più falloso e maschilista del mondo, quello dei tacchetti usati per dare pestoni agli avversari. Delle scazzottate in area e dei rigori da rissa. La nazionale di Prandelli, per volere della Figc, ha aderito alla campagna sociale contro la violenza sulle donne: Italia-Lussemburgo, in programma martedì 29 maggio allo stadio Tardini di Parma, sarà dedicata a questo impegno per condividere proposte e programmi che varie organizzazioni e movimenti di opinione stanno portando avanti in tutta Italia. Così, forse, lo capiranno anche i maschi più duri e violenti. Anzichè dare un calcio a una donna, datelo a un pallone, e via camminare.  

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