Cerca

L'uscita di Barack

Obama e i gay, una posizione di comodo

Tutte le piroette del presidente sugli omosessuali (e sulle tasse)

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Tutte le piroette del presidente sugli omosessuali

New York. Nel 1996 Obama disse, volendo diventare senatore dello Stato dell’Illinois: “Io sono a favore della legalizzazione del matrimonio tra omosessuali”. E divenne senatore in Illinois. Nel 2004 Obama disse, volendo diventare senatore degli Stati Uniti a Washington per lo stato dell’Illinois: “Il matrimonio è tra un uomo e una donna” (la stessa frase che ha sempre detto George Bush). E divenne senatore al Congresso di Washington. Nel 2008, volendo diventare presidente, Obama si limitò a dire, senza sostenere la legalità delle nozze omosex, che sarebbe stato un “severo e forte difensore dei diritti dei gay”. E divenne presidente. Nel 2010, da presidente, disse: “Sul matrimonio gay i miei feelings si stanno continuamente evolvendo”. Un po’ poco per galvanizzare gli elettori di sinistra e pro gay che si aspettavano da lui azioni concrete in Congresso e hanno avuto invece solo la eliminazione della legge che bandiva dall’esercito gli omosessuali dichiarati: la “Don’t ask ,don’t tell” (non chiedere, non dire) con la quale Bill Clinton aveva sistemato la questione con pragmatica ipocrisia una quindicina di anni fa. Così, nel 2012, volendo diventare presidente una seconda volta, Barack ha detto in Tv ieri sera: “Io penso che le coppie dello stesso sesso dovrebbero avere la possibilità di sposarsi”. 

Poi ha afflitto il pubblico con i dialoghi da autocoscienza attorno al tavolo della cucina che avrebbe tenuto recentemente con la moglie Michelle e le due figlie sull’argomento. “Sono passato attraverso una evoluzione su questa faccenda. Sono sempre stato cristallino sul fatto che gay e lesbiche dovessero essere trattati con correttezza ed eguaglianza. A un certo punto ho concluso che, per me personalmente, è importante andare avanti e affermare che io penso che le coppie dello stesso sesso dovrebbero essere nella condizione di potersi sposare”. Più che di una evoluzione, il travaglio sul tema espresso da Obama è un doppio salto mortale carpiato, o più semplicemente una rotatoria che ci riconsegna oggi lo stesso politico di 16 anni sul problema delle nozze gay. Nel mezzo, la sbandata bushana del “matrimonio tra un uomo e una donna”. Insomma, un personaggio senza scrupoli, radicale e di sinistra dentro, ma sempre più che disposto alla abiura se serve per muovere sicuri passi verso le sedie del potere. Dice nel 2012 ciò che disse nel 1996 e smentì nel 2004, per il semplice motivo che 16 anni fa sapeva che in quella campagna poteva vincere tirandosi dietro i liberal di Chicago. Nel 2008 giudicò prudente stare nel gruppo dei contrari a legalizzare le nozze gay, e come John McCain si disse contro il matrimonio omosex. Ora punta al bis da presidente impostando ancora una volta una campagna nettamente di sinistra. 

Sulle tasse e l’attacco ai ricchi si è visto da tempo, da quando ha sposato OWS, Occupy Wall Street. Ma adesso che mancano sei mesi urge anche coprire bene la cosiddetta agenda sociale, in cui spiccano i diritti ( e i soldi per i finanziamenti della sua campagna) dei facoltosi gay. Il suo insomma non è un banale flip- flop del politico che ribalta una posizione. Come John Kerry sull’Iraq, per esempio. Quello di Barack è un flip-flop-flip, che soltanto i fans e i media adoranti accettano di comprare come “evoluzione”. Quest’uomo dice di tutto, a seconda del posto e del tempo in cui si trova, per riuscire a passare da incarico a incarico. Del resto, la stessa propensione  all’adeguamento del pensiero all’audience la ritroviamo a proposito della riforma della salute: negli Anni Novanta si espresse nettamente per la mutua alla europea, con lo stato ente centralizzante che funziona da pagatore unico ed ultimo di tutti i costi sanitari. Una volta presidente, essendo impresentabile la socializzazione totale dell’assistenza per l’opposizione dei repubblicani ma anche di molti democratici in Parlamento, Barack si è convertito alla formula del “mandato obbligatorio” per cittadini e imprese di comprare polizze sanitarie, pena il pagamento di una multa. Ora aspetta la sentenza della Corte Suprema sulla costituzionalità del “mandato”. Ma se sarà bocciato dai giudici e promosso a novembre dagli elettori, scommettiamo che nel secondo turno “evolverà” verso la mutua unica di governo che sosteneva 15-20 anni fa?

di Glauco Maggi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • peroperi

    11 Maggio 2012 - 02:02

    ..segue scegliere come comportarsi. Il minore deve essere reso consapevole il piu' presto possibile di essere stato adottato o affidato a due persone che hanno desiderio di amarlo e prendersi cura di lui sotto ogni profilo etico, morale ed economico e che ha i diritti di qualsiasi figlio fino all'eta' stabilita da un giudice che immagino possa essere la maggiore eta', rinnovabile poi sino al conseguimento della laurea ed infine se i tre sono d'accordo per il resto della vita. Il minore, specialmente negli anni sino alla pubertà , dovrebbe essere seguito da uno psicologo che lo segua nella crescita psicologica naturalmente a spese della coppia che se non se lo puo' permettere non potra' adottare figli senza farne carico alla comunità. Riterrei giusto che le Unioni Civili possano vedersi affidati o possano adottare un massimo di due figli. Le associazioni dovranno poi trovare nuovi termini che sostituiscano la parola madre o mamma. Questo il mio pensiero.

    Report

    Rispondi

  • peroperi

    11 Maggio 2012 - 02:02

    L'etimo di matrimonio significa unione di un uomo ed una donna allo scopo di generare figli. I gay dovrebbero trovare una parola adatta e nuova che identifichi le loro desiderate unioni civili con tutti i diritti e doveri che ne conseguono. Anche la parola gay non esisteva. Per cui demanderei a tutte le associazioni gay europee e mondiali ( lasciandone fuori gli etero quindi rendendoli estranei alla creazione del nuovo sostantivo) di trovare un nome adatto che non sminuisca la tradizione della parola matrimonio peculiare dell'unione etero. Potrebbe essere un modo per accelerare l'attenzione dei governi su questa esigenza ed un passo avanti in Italia specialmente per chiarire con la Chiesa che non si vuole usurpare un sacramento. Cominciate così e chiarite subito che in caso di adozione o affido di minori non saranno considerati chi è il papà e chi la mamma ma che il minore possa portare il cognome di uno solo dei due compagni sino alla maggiore età, quando potra' ..segue

    Report

    Rispondi

blog