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Complimenti per la trasmissione

Italia Coast 2 Coast
un'occasione sprecata

le tv locali trattate male da Raidue

Ce n'era davvero bisogno?
Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
trio medusa e barriales

Poteva essere un bell’afflato di nostalgia.
Italia Coast2Coast (Raidue giovedì prime time), poteva essere un omaggio al cuore delle tv locali, alla sperimentazione che alberga nelle pieghe dei mille campanili, alla nicchia di talenti spesso nascosti che glorificano lo Strapaese tanto amato da Malaparte, Enzo Tortora o Renzo Villa (il glorioso inventore di Antenna Tre Lombardia). Invece il suddetto programma, pur condotto dignitosamente dal Trio Medusa e da una Laura Barriales dalla terrificante mise a fiori, non solo è crollato negli ascolti -821.000 spettatori, share 3.19%.-. Ma ha pure ceduto alla tentazione del trash e dei luoghi comuni sulla scarsa qualità della produzione della cosiddetta “televisione del sommerso”. Ed ecco quindi, alla presenza di ospiti Diego Abatantuono e Massimo Boldi -provenienti dalla tv locali- sfilare davanti al Trio Medusa i calabresi di Sn48 col vecchio Nando che canta Calabresella mia come in un film di Mario Merola; Joanna Golabek “un gioiello di donna , una donna per gioiello”, la teleimbonitrice sexy di Telecampione capace di vendere qualsiasi manufatto a colpi di décololleté e silicone; due finti cyborg vestiti come i Rockets da un’emittente di Frosinone; brani illuminanti della Masseria su Canale Italia antireality pugliese dove transessuali, drag-queen, bisessuali, malati cronici e porno attori vengono trattati come meraviglie della scienza.

Certo in questa giostra di facce, accenti e mostruosità autorali si ritrovano anche pregevolezze come gli sketch del  notissimo (in Puglia) Uccio De Santis, il quale dalle frequenze di TeleNorba diverte col garbo di Raimondo Vianello. Ma si tratta di felice eccezione. Italia Coast2Coast mostra, con fastidiose punte di snobismo, soltanto quanto di inadeguato emerge dalle televendite, dai cartomanti della notte, dai balli per le feste di piazze che sono lo zoccolo duro degli ascolti di Antennatre o Canale Italia.
La verità è che le tv locali meritano rispetto. Spesso con due lire fanno le nozze coi fichi secchi e producono gioielli di originalità: il talk politico Nero su bianco condotto dall’ivoriano Laurent de Bai sul Tef Channel perugino; il social show Versus di Antennatre Nordest; QSVS, l’ideona del calcio senza immagini di Fabio Ravezzani su Telelombardia, ecc... Invece qui si mandano in onda i pnesionati ballerini e i trans di provincia come i Freaks di Barnum. Mah.




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