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Il corteo della Fds

Ferrero: sparare ad Adinolfi non è terrorismo

L'infelice frase del leader comunista e alcuni fatti sui cui Bersani dovrebbe riflettere

Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.
Il corteo della manifestazione promossa oggi a Roma dalla Fds

 

Oggi a Roma c’è stato il corteo della sinsitra neo-comunista. Federazione della Sinistra, Partito comunista dei lavoratori e tante altre sigle. La manifestazione era tutta contro il governo e il suo premier.  Ecco alcuni slogan (per la cronaca, qui): 'E ora e' ora di cambiare governo” “Monti te ne devi andare” “Monti attento ancora fischia il vento”. E poi cartelli con la faccia di Lenin e il Che, striscioni con falce e martello. Insomma, l’immancabile armamentario della nostalgia rossa.

Mi permetto di suggerire a Pier Luigi Bersani due dati su cui riflettere. Il primo è che al corteo c’erano anche esponenti di Sel e Idv. Cioè di quei partiti con cui il segretario del Pd vorrebbe convincere la maggioranza degli italiani che l’alternativa è il Pd. Quindi, tornare al governo. Oggi, pezzi di Sel e Idv, hanno sfilato contro il governo voluto e sostenuto da Bersani. E anche contro le misure, i provvedimenti, le ricette in una parola la visione della società del Pd. Il tutto in compagnia di un vetero comunismo sopravvissuto ai disastri della storia e a quelli combinati nelle aule parlamentari.

Il secondo elemento su cui Bersani dovrebbe meditare merita ancora più attenzione. Ma non è slegato al primo. E' una frase pronunciata da Paolo Ferrero, portavoce della Fds. La riporta qui il sito di Repubblica. Gli hanno chiesto cosa ne pensasse  dell'agguato al manager di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. Ferrero, che non dimentichiamolo è stato ministro di questa Repubblica, ha risposto che "il clima è difficile, spero che siano solo fenomeni isolati e però dico che non si può parlare di terrorismo per ogni accadimento”. Io voglio pensare che Ferrero si sia espresso male. Perché la frase riportata o è infelice o è inaccettabile.

Cosa vuol dire  “che non si può parlare di terrorismo per ogni accadimento”? Vuol dire che “l’accadimento” dell’attentato ad Adinolfi non è terrorismo?  Vuol dire che provare “piacere” a premere il grilletto, coma hanno scritto i criminali che hanno rivendicato l’attentato, non è terrorismo? Vuol dire che annunciare di aver pronte altre 7 azioni, come hanno ancora scritto, non è terrorismo? Vuol dire che se spari alle gambe e non al cuore non è terrorismo? Ferrero ci può spiegare cos’è, per lui, terrorismo?

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Commenti all'articolo

  • sparviero

    14 Maggio 2012 - 10:10

    anche sparare su Ferrero non è terrorismo. L'Ungheria insegna.

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  • ambro de ambris

    13 Maggio 2012 - 23:11

    Che differenza c'e' tra i rappresentanti della sinistra e gli altri della Casta, se un senatore di sinistra fa sparire 20 milioni ? Lo fanno in nome dei loro lavoratori in difficolta' ? E poi Lusi e' solo la punta di un Iceberg sommerso... Capisco che bisogna protestare per tutto il marcio che c'e', ma e'inutile continuare a sperare soccorso dal nostro comunismo, e' come mettere una maglia numero 9 ad uno zoppo, ormai nella Casta si e' piazzato molto bene anche il caro colore Rosso, anzi in percentuale anche meglio di molti altri.... A giudicare pero' in giro per il mondo, non vorrete mica che la storia si ripeta ?

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  • ambro de ambris

    13 Maggio 2012 - 23:11

    Che differenza c'e' tra i rappresentanti della sinistra e gli altri della Casta, se un senatore di sinistra fa sparire 20 milioni ? Lo fanno in nome dei loro lavoratori in difficolta' ? E poi Lusi e' solo la punta di un Iceberg sommerso... Capisco che bisogna protestare per tutto il marcio che c'e', ma e'inutile continuare a sperare soccorso dal nostro comunismo, e' come mettere una maglia numero 9 ad uno zoppo, ormai nella Casta si e' piazzato molto bene anche il caro colore Rosso, anzi in percentuale anche meglio di molti altri.... A giudicare pero' in giro per il mondo, non vorrete mica che la storia si ripeta ?

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