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Le altre "femministe", di talento

Cristina Rossello ha creato l'associazione Progetto Donne e Futuro che promuove le eccellenze "in rosa"

Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.
L'avvocato Cristina Rossello

 

In comune con le femministe del comitato Se non ora, quando? c'è forse solo questo rosa pastello che è il colore scelto per fare conoscere in rete, sui pieghevoli, ovunque, l'azione e la forza del movimento chiamato Progetto Donne e Futuro. E chissà se la scelta del rosa uguale è casuale. Di sicuro la fondatrice, Cristina Rossello, avvocato cassazionista e patrimonialista, una delle donne più importanti e influenti del Paese secondo il Corriere della Sera, non è mai stata in piazza a invocare la parità dei sessi e a gridare contro il maschio drago e tiranno che sfrutta le povere vergini indifese. Più che in piazza, Rossello è una che combatte per affermare le eccellenze femminili nelle aule di tribunale, nei convegni, nel mondo dell'alta finanza e dell'imprenditoria. Tutto un altro stile, insomma. Che l'ha portata in breve tempo, dalla provincia un po' timida di Savona, alla ribalta nazionale come professionista: prima a Milano, dove ha ereditato lo studio del suo mentore, Ariberto Mignoli, e dove da 15 anni è segretario del Patto di sindacato di Mediobanca, poi a Roma e un po' nel resto d'Italia, forse anche per via di quel suo essere considerata <l'avvocato che cura gli interessi di Berlusconi nella causa di divorzio da Veronica Lario>. (Anche se lei precisa: <Sono una tecnica, la mia attività non ha colore politico>). Una che è arrivata, quindi, seguendo il motto della prozia santa: "Cuore a Dio, mani al lavoro". Che ce l'ha fatta a guadagnare come e di più dei colleghi maschi. Che ha fatto causa ad Antonio Di Pietro e lo ha costretto alle scuse, e in genere non sbaglia un colpo, pur mantenendosi femminile, austera e per niente aggressiva. A vederla: il legale della porta accanto.

Ieri Cristina Rossello era a Roma a presentare anche nel Lazio la sua associazione già così ben radicata al nord. Con lei una platea di economiste, galleriste, giornaliste, imprenditrici, professoresse, sportive. L'idea è quella di aiutare le giovani donne a imporsi nel mondo del lavoro, anche con borse di studio. Non solo pari opportunità da difendere con le unghie e con i denti contro il predominio maschile come gridano le più arrabbiate, ma un percorso di tutoraggio e mentoring (buone maestre) capace di riconoscere i giovani talenti delle ragazze e portarli ad affermarsi nei rispettivi campi di attività. Pupil e madrine: il merito prima di tutto, assicura Rossello. E poi la "rete rosa", cioè la solidarietà tra donne che è sempre il traguardo più arduo da raggiungere. Magari stavolta si può tentare.      

 

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Commenti all'articolo

  • perfido

    12 Maggio 2012 - 22:10

    l'avv. Cristina ROSSELLO, Le chiederei: quando ha fatto causa all'innominato P.M., quale codice penale/civile contemplava la pena delle "scuse"?. Grazie e Saluti.

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