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Fallimenti

Gli Usa hanno la loro Grecia: in California

Lo Stato di Hollywood sta per essere travolto dai debiti. Cittadini in fuga dal fisco

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Gli Usa hanno la loro Grecia: in California

Gli americani hanno la loro Grecia in California, ma possono permettersela (ancora per quanto, non si sa) soltanto perché, scrive The America Spectator, “non è abitata solo da gente che pratica il lavoro a tempo pieno di evadere le tasse come è il caso della Grecia”. I numeri della situazione economico-fiscale dello Stato di Hollywood, della Silicon Valley (high tech) e della Napa e Sonoma Valley (vino) parlano chiaro sulla gravità dell’esposizione debitoria, paragonata alla nazione sull’Egeo. L’economia californiana, con un PIL a circa 1900 miliardi di dollari è grande più di sei volte di quella greca. A 90 miliardi, il budget dello Stato (escludendo le centinaia di miliardi di dollari federali distribuiti lì) è soltanto il 60% della dimensione del budget nazionale greco. Ma il deficit del budget californiano, stimato a 16 miliardi per il corrente anno fiscale rappresenta un impressionante 17,5%  di buco e un enorme aumento, quasi il raddoppio, rispetto ai 9,2 miliardi di deficit previsti in gennaio. La Grecia, ora, sta prevedendo un deficit del 7% sul proprio PIL, un problema che, matematicamente almeno, appare inferiore di quello californiano. 

“Mentre entrambi i posti sono pieni di iscritti ai sindacati e di socialisti focalizzati a prevenire i tagli nelle spese pubbliche”, ironizza The America Spectator,  la California ha solo il vantaggio citato sopra non essere popolata da evasori a tempo pieno. Ma le misure studiate dal governatore democratico Jerry Brown non arresteranno il trend negativo. Brown sta pensando a qualche riduzione di spese (con tagli ai costi dell’educazione superiore e a programmi per i poveri) come anche a massicci aumenti di tasse: dallo 0,25% in più sulla imposta alle vendite all’innalzamento dal 10,3% al 13,3% per chi ha un reddito sopra i 250mila dollari. Contemporaneamente, però, nel suo budget ci sono, alla fin fine, spese pubbliche più elevate dell’anno prima, il 5% in più. Nella lista degli impegni spicca il 16% in più alla voce “scuole pubbliche”, il che sta per maestri sindacalizzati, la vera forza politica organizzata che tiene in pugno la classe politica locale dominata dai democratici. 

La California, come la Grecia, ha più un problema di spese pubbliche in eccesso, e il volerle finanziare con le imposte sta producendo un esodo di persone, talenti, e lavori.  Il demografo Joel Kotkin lo ha documentato sul Wall Street Journal: “Circa 4 milioni hanno lasciato il Golden State negli ultimi due decenni al netto di quelli arrivati da altri Stati. E’ un drastico dietrofront dagli Anni 80  quando entravano ogni anno 100mila persone da altri Stati in più di quante non lasciassero la California. E la maggior parte di chi va via oggi ha una età tra i 5 e i 14 anni e tra i 35 e i 45 anni”.  (La crescita della popolazione da 20 anni a questa parte è dovuta interamente agli immigrati dall’estero e alle nascite in loco). 

A spingere i californiani attivi a fuggire sono soprattutto le tasse. L’aliquota maggiore è seconda solo a quella delle Hawaii, e chi guadagna tra 37.005 dollari e 46,766 dollari paga l’8% di tassa statale, che con il costo della vita in California è un salasso proibitivo a questo livello di entrate annue.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • darkstar

    18 Maggio 2012 - 14:02

    ...che crolla. evidentemente milioni di immigrati messicani ed africani non hanno fatto altro che ricreare esattamente la situazione del paese da cui sono provenuti.

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  • darkstar

    18 Maggio 2012 - 14:02

    ...che crolla. evidentemente milioni di immigrati messicani ed africani non hanno fatto altro che ricreare esattamente la situazione del paese da cui sono provenuti.

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