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Complimenti per la trasmissione

Se sto classico uccide la nostra infanzia

le strane parodie dei Italiauno

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
ruffini  ulisse con barba

C’era una volta in televisione una leggenda canterina: il Quartetto Cetra della Biblioteca di Studio Uno. Chi ha più di trent’anni ha ancora negli occhi la loro straordinaria parodia dell’Odissea con Felice Chiusano con parrucchino che fa Ulisse e canta “Ritorno a Itaca petrosa/dove attende Penelope mia sposa” . E Tata Giacometti nel ruolo di Telemaco mentre intona al capo dei Proci Virgilio Savona, sulle note del Torero Olè di Carosone, pretendente della madre Penelope: “O guerriero sollevati da’ capa sto pensiero/ nun fare o’ prepotente e ‘o masnadiero”.

Chi si ricorda di quella tv non può che guardare con un velo di tristezza Sto Classico -martedì Italiauno prime time- dove “i comici di Colorado reinterpretano in chiave ironica storiche fiabe e d opere”, dice la brossure del programma. Nella brossure si evita , giustamente, la parola “parodia”. Perché la parodia impone grande conoscenza dei classici (i classici sono essenziali, scriveva Calvino). E perché, vedendo Paolino Ruffini nei panni di un Ulisse presunto gay e dedito agli aperitivi e alle feste in stile Hollywood milanese anni 80, ti rendi conto che sia le parodie del Quartetto Cetra che perfino quelle, negli anni 90, di Gerry Scotti e Marco Columbro per Canale 5  sono quanto di più lontano dalle intenzioni degli autori. Per intenderci: nella versione d’antàn Calipso era Milva e cantava come Milva; qui c’è Elettra Gorietti presentata da Dj Angelo.  Col Quartetto Cetra le scenografie erano in comune con Cinecittà, qui l’incontro tra Ulisse, Atena, Circe e la nevrotica Penelope è una citazione di Uomini e donne della De Filippi. Per non dire delle canzoni. Coi Cetra cantavano, plasmando testi famosissimi, Modugno, Rascel, Arigliano,  Nilla Pizzi; qui intonano brani rivisitati con insulsi arrangiamenti Nicoletta Romanoff, i Ditelo Voi e Gem Boy. Poi ci sono i testi. Altro che Calvino. Per dire, nella “rivisitazione” di Pinocchio, a Geppetto/Biagio Izzo è attribuito: “Vi scrivo dalla pancia della balena e voglio subito precisare che sono entrato dalla bocca”. Che, insomma, magari non servirà a far affezionare i giovani che pensano che Dumas sia la marca di un deodorante; ma è perfettamente in linea con la media delle gradevolezze di Colorado. Quel stupisce è che gli autori, per questioni anagrafiche, i Cetra li hanno vissuti…

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • francescospecchia

    01 Giugno 2012 - 15:03

    Gentile lettore, bisognerebe informarsi prima di spararale. Nessuno ha mai scritto che Calvino faceva ridere, non era un cabarettista. Ma semplicemente un grande scrittore -più bravo forse come saggista che come narratore- che produsse un quarantennio fa "Perchè leggere i classici", sull'importanza dei grandi cult,da Omero in su. Ogni epoca ha il suo modo di ridere, ma questo è sbagliato (a detta di tutta la critica peraltro, s'informi...). Ma se il suo problema è Calvino, se fosse massone o addirittura comunista, be' non cambia nulla. E se cambia per lei mi conseta di dirle che la paranoia è la sua... fs

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  • Teseotesei

    31 Maggio 2012 - 11:11

    Ma chi ha scritto questo commento paranoico a base di Calvino e Quartetto Cetra? Ogni epoca ha il suo modo di ridere. Passi per i Cetra, ma Calvino... non ha mai fatto ridere nessuno con le sue menate da falso ingenuo (come tutte le ispirazioni massoniche). Ma via, non fate più scrivere questi commenti su Libero. Il giornale non li merita.

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