Cerca

Stile & stiletto

La tuta di «Amici» diventa fashion

Daniela Mastromattei

Daniela Mastromattei

Daniela Mastromattei è caposervizio di Libero, dove si occupa di attualità, costume, moda e animali. Ha cominciato a fare la giornalista al quotidiano Il Messaggero, dopo un periodo a Mediaset ha preferito tornare alla carta stampata

La tuta di «Amici» diventa fashion
Un tempo era la «tuta» da danza, poi è diventata la divisa di aspiranti cantanti e ballerini di Amici. Il passo successivo era scontato: i più giovani l'hanno adottata come abito per il tempo libero. Quei pantaloni in morbido cotone larghi sulla coscia che si stringono sulla caviglia hanno preso il posto di jeans, magliette e felpe con il logo (ben in vista) «Amici» o «Freddy» fanno il resto perché i ragazzi si sentano nella tribù dei concorrenti del programma di Maria De Filippi. Gli adulti più fashion, per fortuna, fanno scelte più mature e indossano la tuta Freddy per la palestra o per correre nel parco. Carlo Freddi, giovane imprenditore, ha saputo trovare il giusto mix tra volume utile per i movimenti di chi fa sport, cavallo basso per arrotondare il lato B dell'universo femminile e tessuto piacevole al tatto come jersey stretch o popeline stretch. E se i colori possono essere brillanti, la tinta più glamour è senz'altro il fango. «Il brand ha sempre manifestato un particolare sostegno al mondo dello sport, in particolare a quello della ginnastica artistica», spiega Freddi, «ha appoggiato come sponsor e fornitore ufficiale la Federazione Ginnastica d'Italia negli ultimi due quadrienni olimpici accompagnando la Federazione alle Olimpiadi 2012, ma ha anche vestito le squadre Olimpiche italiane in tutte le manifestazioni ufficiali, da Pechino 2008 alle Olimpiadi invernali di Vancouver 2010». Dal 2005 Freddy è fornitore ufficiale del Corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano e dal 2008 anche del Royal Ballet di Londra. Un marchio lanciato negli anni '80, diventato protagonista di palestre frequentate da manager e donne in carriera; era il periodo dei primi passi dell'aerobica e Carlo propose la sneaker alta, lo stivaletto da aerobica e una serie di collezioni di activewear che per la prima volta sconfinarono nel guardaroba urbano. «Oggi siamo in tutto il mondo con tremila negozi sportivi di abbigliamento e department store», spiega, «e oltre ad essere presenti in Italia, siamo anche in Francia, Spagna, Gran Bretagna, Germania, Portogallo, Romania, Svezia, Norvegia, Bulgaria, Australia, Cipro, Israele, Giappone, Corea e Usa, dove i pezzi più cool sono impreziositi da dettagli femminili amatissimi dalle star hollywoodiane». Perché il termine slounge campeggia anche al posto del brand? «È l'unione di sport e loungewear: vuol dire essere in movimento più che fare movimento». Piaccia o no, veicolato da un programma tv national popolare come Amici, Freddy ormai è arrivato al grande pubblico.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog