Cerca

Complimenti per la trasmissione

Mistero, sei personaggi in cerca di un (buon) autore

Quando la Barale ha il malocchio

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
foto di gruppo in un inferno



 “Mistero è ciò che esula dalla capacità razionale”, dicono i nostri eroi  con sguardo occluso, che fa tanto Mago Casanova.

Il giovedì sera su Italiauno si consuma una tragicommedia pirandelliana. Ci sono sei personaggi in cerca d’autore (di un buon autore…) – Daniele Bossari, Marco Berry, Andrea Pinketts, Nicole Pelizzari, Jane Alexander più sexy che mai e Paola Barale meno sexy che mai- che si materializzano sul palcoscenico del Teatrino di Corte della Villa Reale di Monza dietro una cortina di fumo che nasconde enigmi e totale mancanza d’originalità. Ognuno di essi contrattualmente, ha una battuta da fare e/o un servizio da svolgere. La Barale dice all’Alexander: “Jane tu credi al malocchio?”, “No, Paola”; “Io sì e sono andata in Puglia a farmelo togliere”.

Dopodichè parte il servizio da un fantomatico paese della Puglia presso una vecchina che toglie le male magie col metodo pugliese delle gocce d’olio. Olio pugliese, bello denso come questa puntatona. E nel servizio, una Barale travolta dal botulino galoppa per le stradine, ferma la gente, entra nei bar del “paese” pugliese (nessuno dice quale paese: di prim’acchitto si vede Ostuni, poi la telecamera si sposta nel barese), intervista il sindaco del paese per capire se il malocchio di una persona invidiosa la perseguita. Il tutto intramezzato da spezzoni alla Lino Banfi tipo “Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio”, il che manda in vacca qualsiasi tentativo di serietà e sputtana la vecchina-sciamana. La quale, come premio, si trova a togliere il malocchio alla Barale . Ecco, questo è il pezzo più intenso di quel guazzabuglio di paranormale di Mistero. (Uno, dopo, si chiede: ma come, c’eravamo liberati di Raz Degan e voi ci appiopate la Barale? Cos’è un franchesing di famiglia?) Dopodichè ecco  sopraggiungere: i “consulenti biometrici” che analizzano foto di fantasmi; Berry che parla di Caravaggio (ma che c’entra?); un tecnico Nasa che ci mette in guardia sul surriscaldamento globale; Jane Alexander a Londra che indaga sulla misteriosa morte delle rockstar a 27anni; Bossari che finisce in un tunnel che lo porterà, forse, nella misteriosa città di Agarthi. Il migliore di tutti resta Andrea Pinketts, autoironico nel lanciare la rubrica del papà dei supereori Stan Lee. Mistero, rispetto a Voyager che avvolge spettri, maledizioni Maya e alieni d’aloni pseudoscientifici, è una sarabanda disperata.  E si guarda con lo stesso spirito con cui l’empirista Conan Doyle guardava alle comparsa delle fate: sai che è una cazzata, ma continui a seguirla nella speranza di crederci…

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog