Cerca

Complimenti per la trasmissione

Matrix e la lezione del gelataio Grom

puntata educativa sui giovani e il lavoro

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Matrix e la lezione del gelataio Grom

Federico Grom e Guido Martinetti, re del gelato



Tambureggia nel web una puntata di Matrix, Giovani e lavoro, che insuffla un po’ di speranza in chi di speranza è rimasto a corto.
La puntata, in sé, non si discosta  da mille altre che affrontano il tema “né giovani né sfigati”: ci sono Myrta Merlino e Luca Telese, bravi colleghi de La7 che essendo mediamente giovani e sanno di economia e politica, vengono invitati a Canale 5 (probabilmente tra i colleghi Mediaset pochi mediamente giovani sanno di economia e politica…); c’è il viceministro supergiovane Michel Martone, buon figlio di famiglia, quello che ha vinto un concorso universitario superando chi aveva più punteggio di lui e che ora, concedendogli la Fornero abbastanza tempo libero, bazzica i talk; c’è il sindacalista Raffaele Bonanni. E gli argomenti sono ritriti: la crisi di oggi che somiglia a quella del ‘29 e del ’92; e “in Italia non c’è lavoro”, signora mia; e una studentessa che lavora come cassiera la domenica; e i vecchi che hanno scippato il futuro ai giovani; e Alessio Vinci che narra la sua esperienza negli States dove a chiunque è concessa una possibilità –a Vinci, anche in Italia-. Storie già viste. Finchè, dopo 72 minuti, uno dei ospiti, Guido Martinetti, cofondatore della catena gelatiera Grom, spiega perché le cose vanno davvero male in Italia: “Vedete, il ragazzo alla mia destra (Stefano, ospite sconosciuto, giovane, naturalmente ndr), mi ha detto: ti mando un curriculum. Io gli ho risposto: no, mandalo ai miei direttori commerciali. Io li ho scelti e so che decidono in autonomia…”. A quel punto Vinci interviene: “Tu magari, però, avvertili i tuoi …”. E lì Martinetti, torinese educato e operosa scatta: “Eh, no perché il giorno in cui io scavalco i miei direttori, loro si sentono delegittimati, e non è giusto, rovina il circolo virtuoso…”.
Alchè quasi tutti in studio, avezzi alla “segnalazione”, hanno un sussulto. A Martone, addirittura, si appannano gli occhialetti. E Martinetti prosegue: “Il vero problema sono certi dirigenti che, una volta promossi, vuoi per età, stanchezza o arroganza non danno più l’esempio: quelli devono essere subito rimossi  perché demotivano i dipendenti e danneggiano l’azienda…”. I dirigenti devono essere cacciati per primo. Martinetti ha detto una cosa normale. Ma allora perché Telese s’è alzato e l’ha baciato; e a noi è venuta una voglia irresistibile di applaudire e acquistare due tonnellate di gelato gusto Grom, qualunque sia il gusto del mese?...

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • uycas

    07 Giugno 2012 - 08:08

    Un laureato in Agraria non poteva avere certo l'idea di aprire una catena di PC oppure creare nel proprio garage un pc che avrebbe rivoluzionato il mondo. Inoltre una delle lauree ottenute nelle facoltà di agraria sono requisiti base per aprire un locale dove si somministrano cibi senza dover fare corsi.

    Report

    Rispondi

  • uycas

    06 Giugno 2012 - 23:11

    all'estero qualunque gelateria made in italy sarebbe un prodotto di successo come le caffetterie. L'unica attività made in italy aperta negli USa che è stata un flop negli ultimi anni è stata l'editoria

    Report

    Rispondi

  • uycas

    06 Giugno 2012 - 22:10

    alla prova del cuoco lo trovo abbastanza antipatico. Solo il fatto che lavora in tv nello stesso programma dove il padre giudica le ricette può essere una coincidenza od un buon viatico per farsi pubblicità

    Report

    Rispondi

  • francescospecchia

    06 Giugno 2012 - 17:05

    vero, aveva il capitale. Però ciò non toglie che abbia avuto successo in un settore compeltamente diverso;e che il suo atteggiamento sia stato da applauso (poi vai a vedere davvero se accetta o no raccomandazioni...) f

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog