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La battaglia

Nel Wisconsin inizia la rivoluzione della scuola Usa

L'asse di ferro tra le Union sindacalizzate e il partito Democratico potrebbe sgretolarsi

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Nel Wisconsin inizia la rivoluzione della scuola Usa

La battaglia del Wisconsin (su Libero del 7 giugno l’articolo sulla vittoria del governatore del Gop Scott Walker e la sconfitta politica di Obama) può rappresentare una svolta epocale per il mondo della scuola negli Stati Uniti. Dov’è la relazione, è presto detto. Il personale delle scuole pubbliche americane è nella quasi totalità sindacalizzato, e le Union dei maestri sono di fatto una forza politica che condiziona le politiche locali. La parentela tra queste Union in particolare e il partito Democratico è un fatto consolidato, perverso, basato sull’interesse corrotto. I sindacati, con i soldi delle tessere, pagano le campagne elettorali dei consiglieri comunali e dei parlamentari statali Democratici e piazzano così nei posti di potere personale “fidato”, che ricambia votando leggi e norme di favore e privilegi.  

Non sono solo soldi in più, o contributi assistenziali da pagare in meno, rispetto al mondo dei lavoratori privati. Sono anche salvaguardie scandalose, tipo quella che impedisce ai provveditori di licenziare i professori incapaci, e persino quelli sospettati di avances sessuali ai loro studenti: a New York, per esempio, esiste un ufficio cittadino dove questi “docenti”, allontanati dalle classi, passano le loro giornate, regolarmente pagati, facendo i fatti loro. Quindi, ecco dove una vergogna sindacale che costa milioni ai contribuenti diventa anche una concreta politica contraria agli interessi degli allievi: troppi maestri, intenti a curare i propri privilegi sindacali, non solo mettono in secondo piano l’eccellenza nell’insegnamento, ma arrivano a usare gli scolari come arma politica contro gli avversari delle loro rendite di posizione. In Wisconsin sono stati documentati vari episodi in cui i professori-sindacalisti hanno usato le loro scolaresche per le proteste. Una maestra di quarta ha portato i suoi bambini al raduno davanti al Parlamento occupato per settimane dai dimostranti, e li ha fatti cantare slogan politici anti Walker, come piccole Guardie Rosse. Centinaia di studenti dei licei sono stati “cammellati” dalle Union, e a un reporter che chiedeva perché fossero in corteo uno ha detto “mah, non so, penso che stiamo protestando”.  Il Consiglio della Associazione degli Insegnanti del Wisconsin, a proposito di servizio pubblico, ha persino indetto una serie di “giorni di malattia del personale”: cioè uno “sciopero” truffaldino che penalizzava solo gli scolari. Il voto di sostegno a Walker è una denuncia di questo andazzo. Il governatore aveva preso di petto le Union dei dipendenti pubblici firmando la legge che vieta al personale pubblico di contrattare con le amministrazioni aumenti di stipendio e migliorie normative. 

Inoltre, i maestri devono ora versare di persona i soldi per le tessere sindacali per essere iscritti, e non sono più ammesse le trattenute automatiche in busta da parte delle scuole. Ciò ha dimezzato il numero degli aderenti, perché ora che le Union non possono più fare il bello e il cattivo tempo trattando con i politici, che scopo c’è a pagare per le tessere? Anni di questo costume degenerato ha peggiorato la credibilità degli insegnanti nell’opinione pubblica in generale: secondo un sondaggio di Harvard sulla Politica della Educazione e la Governance, il giudizio positivo della gente sugli insegnanti è sceso di sette punti dal 2010, quando erano il 29% degli intervistati a darlo, al 22% del 2011. Hanno tirato troppo la corda, e i nodi sono venuti al pettine in Wisconsin. Non a caso Romney ha lanciato la sua battaglia per i voucher per le scuole private e le charter schools de-sindacalizzate. E sull’esempio di Walker ora altri governatori potrebbero andare all’assalto dei privilegi dei dipendenti pubblici, facendo bene alle casse statali e dando ai sindacati una lezione di etica professionale e civile. I loro privilegi sono un ostacolo grave alla riforma della scuola, e adesso in America si sa anche come rimuoverlo.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • wavettore

    07 Giugno 2012 - 07:07

    Se e' vero che tutte le strade portavano a Roma troveremo l'ex presidente George Bush ancora una volta nel libro del Destino. Il Dittatore del Nuovo Ordine del Mondo diverra' presto parte della nostra realta' a meno che non sorga un nuovo movimento che sara' coordinato in ogni Paese ed operato con strategico tempismo per portare un nuovo Rispetto dell’Uguaglianza a ciascuna persona. Esiste una sola soluzione. http://www.wavevolution.org/it/index.html

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  • arturo deroma

    06 Giugno 2012 - 23:11

    Sembra l' Italia

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