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ennesimo mal di pancia

Leghisti nervosi per la segretaria di via Bellerio

Nadia Dagrada, intercettata al telefono con Belsito, era delegata al congresso lombardo ed è ancora al suo posto

Matteo Pandini

Matteo Pandini

Nato a Lecco ma cresciuto a Bergamo, ho lavorato anche per il Giorno, E Polis e altri quotidiani e agenzie varie. Vivo tra Milano e le Orobie. A Libero mi occupo prevalentemente di politica, in particolare di Lega Nord e argomenti simili. Mi vanto di lavorare con Alessandro Giorgiutti e con il grafico Ciro Iafelice. Sono interista-integralista. Stimo moltissimo anche i colleghi del sito Claudio Brigliadori e Andrea Tempestini, sotto la cui dettatura sto scrivendo il mio curriculum per la quinta volta (prima non gli andava bene perché non li avevo citati). Ora posso riavere la mia merendina?
Leghisti nervosi per la segretaria di via Bellerio

I congressi di Lombardia e Veneto non hanno rasserenato il clima, nonostante i maroniani abbiano messo a segno una doppia vittoria con il successo di Matteo Salvini a Bergamo e di Flavio Tosi a Padova. In parlamento la pattuglia padana è ancora attraversata da nervosismo, e non solo per alcune osservazioni post-congressi. La bossiana Paola Goisis, per esempio, ha così commentato l’assise veneta su Facebook: “Per Tosi è una vittoria amara: doveva essere candidato unico e vince con il 57% dei voti, vuol dire che una buona metà del partito non si riconosce nella sua linea. Considerando che la candidatura di Massimo Bitonci è stata costruita in pochissimo tempo, il risultato del gruppo Bossiano è ottimo. E abbiamo la maggioranza nel collegio dei probiviri , il che significa che non ci potranno essere epurazioni”. Gli spifferi, però, raccontano che il clima più pesante si sta respirando a Palazzo Madama. Tra gli argomenti più gettonati c’è la presenza della segretaria Nadia Dagrada tra i delegati al congresso lombardo. L’argomento era finito al centro di una riunione, qualche settimana fa, tra i senatori e i triumviri. E non erano mancate richieste di espulsione – o quantomeno di allontanamento da via Bellerio – per la signora pizzicata in alcune intercettazioni col tesoriere Francesco Belsito. Al di là di alcune generiche rassicurazioni dei triumviri, non solo non è successo nulla. Addirittura – notano alcuni leghisti – la Dagrada è stata all’assise lombarda con un ruolo importante. Inutile ricordare che la pattuglia padana a Palazzo Madama è ancora scossa per l’espulsione di Rosi Mauro e per l’addio di Lorenzo Bodega, quest’ultimo in aperta polemica con Roberto Maroni. Alla Camera, da alcuni giorni, stava invece circolando l’indiscrezione di una possibile candidatura del capogruppo Gianpaolo Dozzo al congresso federale del trenta giugno-primo luglio. Ma è uno spiffero che, al momento, va archiviato alla voce “fantapolitica”. Salvo sorprese clamorose, ci sarà un unico candidato. Maroni. Che però, non si sentisse ormai obbligato, lascerebbe volentieri ad altri l'incombenza...

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