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Complimenti per la trasmissione

Quelle tristi Notti Europee

L'inutile post Europeo di Raiuno

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Gnocchi /Fusco versione calcio

Non abbiamo ancora capito cosa diavolo sia, di preciso, il “magma index”.
Ci dicono un software. Che calcola “statisticamente” le prestazioni dei calciatori (come se il calcio non fosse fato e imprevedibilità...), creato da Adriano Bacconi un signore con gli occhiali che sembra un agente immobiliare e ride sempre circondato da una scenografia di schizzi viola in movimento. Ma noi il magma ce l’immaginiamo come l’essere vendicatore di quel famoso film Blob-fluido mortale: un enorme budino azzurrino che irrompa negli studi di Notti Europee (Raiuno ogni sera, seconda serata) e sommerga i conduttori; e la terribile scenografia in chroma key; e Iacopo Volpi trasformato con gli anni da cronista a bordi campo a commentatore irresistibile; e Serse Cosmi somigliante sempre più a un personaggio di Guzzanti; e Andrea Fusco e Simona Rolandi, conduttori piantati come ombrelloni nella sabbia dell’ovvietà. Notti europee non è la solita sarabanda di commenti di fine partita. É qualcosa di più tragico e inutile. Perfino Gene Gnocchi, che su Sky riesce a trasformare la propria surrealtà alla Woody Allen in un grimaldello di sorrisi, qui risulta piatto, dalla battuta sminchiata, quasi costretto nel tentativo di sdrammatizzare il nulla.  Per dire: l’altro ieri Gnocchi, nel commentare Francia /Inghilterra, foto di Malgioglio sul tavolo, ha esordito con «L’arbitro di porta non serve a nulla, non decide mai da solo è un Angelino Alfano qualsiasi»; per proseguire con « la partita è stata talmente noiosa che il quarto uomo ha alzato il tabellone scrivendo “che palle”»; per finire introducendo ospiti stralunati tipo la titolare di un bagno a Rimini che avrebbe come cliente Prandelli, e un signore che compone finti inni nazionali, e una cubista Alina Rubik (Rubik come il cubo, da qui il calambour...) che ha trovato in discoteca il giubbotto di Giovinco. Tutta roba che Gianni Ippoliti faceva meglio. Vent’anni fa.
Gnocchi, a volte  geniale, in realtà qui s’è adeguato alla mediocrità dell’insieme. Per dire: accanto a Cosmi sono in bella mostra due bottiglie d’acqua etichettate. Una forma così triste di marketta, qui chiamata product placement non s’era mai vista. Speriamo sempre nel magma vendicatore.




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Commenti all'articolo

  • uycas

    17 Giugno 2012 - 17:05

    E' il Bacconi vero oppure l'imitazione di Ubaldo Pantani? Il cromakey è usatissimo nelle tv locali con pochi studi, ad esempio telenova lo usa moltissimo ed il bianco delle camice, fogli e cravatte diventano identiche allo sfondo. Ti sei dimenticato della bellissima è giovanissima presentatrice del prepartita. Non ha una ruga e sembra disegnata da un chirurgo plastico

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  • Pillo2000

    17 Giugno 2012 - 08:08

    Con tanti terreni incolti possibile che non si poteva trovare una occupazione migliore a Gene Gnocchi e soci? Pensare che ci obbligano a pagare l'abbonamento Rai per assistere a tristi notti europee....

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