Cerca

Green Economy

"Il global warming, un'ossessione di sinistra"

Si riaccende lo scontro sul riscaldamento globale in vista del Rio +20

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

"Il global warming, un'ossessione di sinistra"

 

Gli scettici del Global Warming tornano alla carica in occasione del prossimo appuntamento del Rio +20, il meeting internazionale che discuterà, per l’ennesima volta, di riscaldamento globale. Bjorn Lomborg (www.lomborg.com), il direttore del Copenhagen Consensus Center (www.copenhagenconsensus.com), ha scritto un articolo su Newsweek (http://www.thedailybeast.com/newsweek/2012/05/27/bjorn-lomborg-on-the-rio-green-summit-poverty-pollutes.html) in cui si dice soddisfatto che la sessione straordinaria preparatoria che si è appena tenuta a New York si sia conclusa con un nulla di fatto, cioè senza alcun accordo tra i vari paesi. La sua tesi è che è normale che non ci siano intese tra i paesi del Nord e del Sud del mondo, poiché il “problema” del global warming è una ossessione della sinistra delle aree sviluppate, ma non tocca il resto del pianeta, che ha ben altri ostacoli da superare, reali e micidiali. Per ogni persona che perde la vita a causa del riscaldamento globale, sostiene Lomborg, “ce ne sono 210 che muoiono per l’inquinamento dell’aria e dell’acqua”. Ma ecco, per ripristinare le priorità che l’umanità deve affrontare, stralci dell’articolo di NewsWeek  nella presentazione che ha diffuso lo stesso Centro di ricerche scientifiche di Copenhagen il 13 giugno. Particolarmente presa di mira la “Green Economy”.  

“Si è conclusa la scorsa settimana la sessione straordinaria delle negoziazioni Rio + 20 a New York, ma non è stato raggiunto alcun accordo ancora fra i paesi. Nel commentare questo ovvio caos a qualche giorno dall’inizio del Rio + 20, Bjorn Lomborg ha detto <non mi sorprende che non abbiano raggiunto alcun accordo, ma ciò potrebbe essere un vantaggio . C’è una grande divergenza fra i problemi ambientali che preoccupano l’elite globale e ciò che realmente uccide le persone. Per ogni persona che muore a causa del riscaldamento globale circa 210 persone muoiono per l’inquinamento dell’ aria e dell’ acqua. Mentre i paesi sviluppati si preoccupano del riscaldamento globale e sono infatuati da seducenti soluzioni quale la Green Economy, ci sono problemi ambientali molto più urgenti da discutere per il Terzo mondo” , ha aggiunto lo scienziato. “Concentrandosi sulla Green Economy, i paesi sviluppati aiuterebbero a prevenire la morte di una persona. E questo potrebbe anche andare bene finché non si capisce che ciò significa che 210 persone in paesi poveri moriranno inutilmente - perché le risorse che li avrebbero potuti salvare sono state spese per mulini a vento, pannelli solari, carburante biologico e altre ossessioni dei paesi sviluppati. Non mi sorprendo che non abbiano raggiunto alcun accordo. Potremmo prevenire circa sei milioni di morti ogni anno se spendessimo i fondi per combattere l’inquinamento atmosferico e dell’acqua.” 

Gran parte dei negoziati si è concentrata nel rendere il terzo mondo partecipe alla “Green Economy”, definita così dall’Europa e dagli Stati Uniti. Ma Lomborg sostiene che questo approccio è sbagliato e aggiunge che “i Paesi hanno ragione a non rimanere affascinati/ammaliati alla parola "Green Economy". Finora le politiche della Green Economy hanno ridotto di pochissimo l’emissione del monossido di carbonio ad un costo altissimo. Promettono lavoro,  ma solo con enormi sussidi – e ciò comporta un incremento dei costi per il resto dell’economia causando un numero di disoccupazioni uguale o maggiore ovunque”. Lomborg ribadisce che generalmente “queste negoziazioni fallite dimostrano che è finita l’era delle discussioni infiorettate sull’ambiente. Speriamo che adesso i problemi veri del terzo mondo vengano presi in considerazione. Questo sarebbe il risvolto positivo.”

di Glauco Maggi

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog