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Alla faccia della crisi

Obama da record, ha fatto cento partite di golf in tre anni

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Obama da record, ha fatto cento partite di golf in tre anni

Obama ha fatto 100. Con quella di ieri a Chicago ha raggiunto la cifra tonda di partite di golf durante la sua presidenza. Contando le ore spese per ogni uscita (spostamenti da casa al campo e ritorno, preparazione prima e dopo la partita, e le 5 ore del gioco, in pratica quasi tutto il giorno) Keith Koffler del Daily Caller ha scritto che Barack ha dedicato tre mesi dei suoi tre anni da presidente per questa passione innegabilmente elitaria. Per la statistica, Obama ha fatto 28 partite nel 2009, il primo anno, e poi ha aumentato a 30 nel 2010 e a 34 nel 2011. Quest’anno, sarà perché è concentratissimo nella attività di fundraising, gli eventi per la raccolta di fondi tra i fans più facoltosi da New York alla California, ha rallentato un po’, e domenica è stata “solo” la sua ottava uscita dell’anno. Con lui, al Beverly Country Club, c’erano due vecchi amici dell’Illinois, Eric Whitaker e Marty Nesbitt, oltre all’abituale compagno di green, Marvin Nicholson, direttore dei viaggi della Casa Bianca. 

Obama evidentemente non teme di pagare alcun prezzo politico nel farsi vedere impegnato frequentemente sui campi da golf, mentre ci sono milioni di disoccupati, e diverse decine di migliaia di militari in azione in Afghanistan. Bush smise di giocare nel 2003 per la guerra in Iraq dicendo che era immorale farlo con il paese in divisa e i soldati che morivano. “Non voglio che qualche mamma il cui figlio è morto in missione recentemente veda il comandante in capo che gioca a golf. Io sento di avere il dovere verso le famiglie di essere in solidarietà con loro al meglio che posso”, spiegò Bush la sua decisione a Politico.com. “Penso che giocare al golf durante una guerra vuol dire mandare il segnale sbagliato”. 

Barack non è tipo che sacrifica il suo “privato” per questioni di etichetta. Del resto, con la moglie Michelle che non si nega nessuna occasione di fare vacanze esotiche, dai club al mare in Spagna alle piste da sci esclusive del Colorado, e con l’abitudine consolidata dell’intera famiglia di andare d’estate a Martha Vineyard, la Portofino Usa nel Massachusetts, che senso avrebbe non praticare uno degli sport più costosi per i civili, sfruttando le “facilitazioni” che vengono con la carica? Per di più, Obama pensa di essere “capito” appieno dall’opinione pubblica per questa passionaccia (ma non era il basket il suo sport preferito? Si è anche fatto una palestra nella Casa Bianca…) perché confida che la stampa di sinistra non tocchi mai il tasto del “golf di Obama”. E non certo perché di sport&politica  non parlino i giornaloni del mainstream. Il New York Times ha appena  montato un caso da prima pagina, con largo approfondimento all’interno, sulla moglie di Mitt Romney, Ann, perché è stata ed è ancora una provetta cavallerizza e può permettersi la comproprietà di una fattoria con cavalli e fantini di ottima qualità. Era “uno sguardo nel rarefatto mondo frequentato dai Romney”, ha spiegato il New York Times. In effetti, sono molti anni che Ann fa il dressage, avendo iniziato a cavalcare per terapia contro la sclerosi multipla. Ma ora ci saranno sicuramente altri “focus” sulla passione per l’equitazione della moglie del candidato repubblicano, dal momento che il cavallo di Ann, Rafalca di 15 anni, e il cavallerizzo che lo allena, Jan Ebeling, si sono guadagnati, arrivando terzi nella corsa decisiva per la selezione dal Comitato Ippico Olimpico Usa, un posto tra quelli che rappresenteranno l’America ai Giochi di Londra. 

Per le elezioni ci sarà dunque un derby, inevitabilmente squilibrato: i conservatori dei siti radicali della destra e qualche commentatore di Fox Channel probabilmente cercheranno di sfottere Obama che insiste a gioca a golf invece di risanare l’economia. Ma il New York Times e gli altri giornali liberal, con il coro delle Tv di vario grado liberal (Cbs, Abc, Nbc e Cnn) non passeranno sotto silenzio il nesso soggettivo tra Romney (anche se Ann) e il dressage, roba da nobili. 

Poi, magari, l’aspirante First Lady ti vince una medaglia, e l’averla accusata di elitaria distanza dal popolo diventa un autogol. Una Romney che emerge alle Olimpiadi, quelle Olimpiadi che Michelle e Barack non erano riuscite a portare a Chicago.

di Glauco Maggi 

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