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Tra nuovo statuto e congresso

La Lega fa il punto sulle espulsioni

Le regioni vogliono continuare ad avere voce in capitolo, senza lasciare l'esclusiva al consiglio federale. E sulla candidatura a leader di Maroni...

Matteo Pandini

Matteo Pandini

Nato a Lecco ma cresciuto a Bergamo, ho lavorato anche per il Giorno, E Polis e altri quotidiani e agenzie varie. Vivo tra Milano e le Orobie. A Libero mi occupo prevalentemente di politica, in particolare di Lega Nord e argomenti simili. Mi vanto di lavorare con Alessandro Giorgiutti e con il grafico Ciro Iafelice. Sono interista-integralista. Stimo moltissimo anche i colleghi del sito Claudio Brigliadori e Andrea Tempestini, sotto la cui dettatura sto scrivendo il mio curriculum per la quinta volta (prima non gli andava bene perché non li avevo citati). Ora posso riavere la mia merendina?
La Lega fa il punto sulle espulsioni

Venerdì 22 giugno si radunerà in via Bellerio il comitato federale che si occupa del nuovo statuto della Lega Nord, la cui bozza è stata inviata alle varie regioni (nazioni, nel vocabolario padano) e che tornerà sui tavoli della sede milanese con alcune osservazioni. L’obiettivo è approvare il documento prima del congresso federale del 30 giugno-primo luglio a Milano, quando il Carroccio sceglierà il nuovo leader (tutti scommettono su Roberto Maroni, che però non ha ancora ufficializzato la candidatura). Tornando allo statuto, sembra che dalle regioni vogliano modificare il nuovo meccanismo delle espulsioni, che nella bozza diventerebbe un’esclusiva del consiglio federale. In pratica, i territori vorrebbero continuare ad avere voce in capitolo, come accaduto fino a oggi, fermo restando che l’ultima parola spetterà al massimo organismo decisionale dei lumbard. Con in più – altra novità - il parere di Umberto Bossi. Che potrà esprimersi sull’eventuale allontanamento dei militanti da più di vent’anni. La nuova Lega dovrebbe prevedere una gestione molto più collegiale, con ampio coinvolgimento delle regioni (una scelta che sembra fatta ad hoc per placare i possibili malumori dei veneti, storicamente allergici all’eccessivo centralismo della “Lega di Milano”). Il nuovo segretario federale avrà poi la facoltà di scegliersi uno staff di fedelissimi, senza alcun tipo di vincolo. Nelle ultime settimane, prima dei congressi in Lombardia e Veneto, Maroni stava già ragionando sulla sua squadra e - tra gli altri – insisteva con Matteo Salvini immaginandolo vice-segretario federale, ma poi l’europarlamentare è diventato leader del partito in Lombardia battendo lo sfidante Cesarino Monti. Ultima nota a proposito del congresso federale. Gira voce che la Lega potrebbe annunciare, prima dell’assise, la volontà di schierare un candidato unico che sarebbe ovviamente Maroni. L’ex ministro dell’Interno, parlando coi fedelissimi, ha escluso questa possibilità. Alcuni pretoriani spiegando la contrarietà perché «sarebbe un segnale di debolezza». Di più. Come si potrebbe negare a un semplice militante, una volta raccolte le firme, di aspirare al comando di via Bellerio? In questo clima di incertezza, Bobo potrebbe annunciare la discesa in campo settimana prossima.

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Commenti all'articolo

  • associazionekatyn

    19 Giugno 2012 - 19:07

    Le mele marce ci sono dapperutto, purtroppo. Non si possono giudicare i partiti dalle mele marce. Ma dalla loro politica e dai loro valori. E, al di la' di tutto, la Lega porta comunque dei valori superiori alla media. Incomparabilemnte migliori della sinistra, che porta centri sociali, noglobal, notav, matrimoni gay, eutanasia, islamismo, ecologismo fanatico, paraocchi ideologici, demagogia da cretini, tifo per i regimi dittatoriali (come Cuba) e tutta una serie infinita di altre stronzate. Insomma: finiamola di criminalizzare la lega. Venite nella Milano di Pisapia per vedere come si sta bene con le sinistre, fra Leoncavallo, Macao, lavavetri, arcigay, graffitari, rom, punkabestia, ecc....

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