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Le Unions

Altra scoppola per i sindacati Usa: ora sono all'angolo

La Corte Suprema sta con Dianne Cox e boccia le sigle

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Altra scoppola per i sindacati Usa: ora sono all'angolo

Altra scoppola per i sindacati americani dopo quella delle urne in Wisconsin che hanno confermato governatore Scott Walker, il castigamatti delle union del settore pubblico. Questa volta il colpo è arrivato dalla Corte Suprema, e con un a decisione netta di 7 giudici contro 2, che ha quindi raccolto oltre ai 4 voti vicini ai conservatori anche quello del tradizionale giudice fluttuante e persino di due magistrati vicini ai liberal. La Corte ha infatti comunicato oggi di aver dato ragione a Dianne Knox e ad altri lavoratori pubblici, non iscritti al sindacato, in una disputa contro la locale sezione n.1000 del Seiu (Service Employees International Union), in California. L’ Union aveva deciso un incremento di 12 milioni di dollari in contributi a carico dei dipendenti pubblici, rappresentandoli tutti a prescindere dal fatto che siano membri o meno. Il denaro richiesto sarebbe stato destinato ad una campagna politica. Knox e gli altri si erano rivolti alla magistratura sostenendo il doppio diritto ad essere avvisati con tempestività del fatto che sarebbe arrivata la richiesta e a potersi chiamare fuori, cioè rifiutare di pagare il balzello. Il sindacato, invece, aveva sostenuto che la comunicazione fatta una volta all’anno era sufficiente, e il Nono Circuito d’Appello gli aveva dato ragione. Giunta al grado supremo di giudizio, però, la tesi sindacale non è stata condivisa dai giudici. “Quando un sindacato del settore pubblico impone una speciale contribuzione o aumenta le sue commissioni deve fornirne notizia fresca … e non può riscuotere nessun fondo da coloro che non sono iscritti al sindacato senza che vi sia un loro specifico assenso”, ha scritto Samuel Alito nella motivazione che ha raccolto i 5 voti “non liberal”. Per Alito, anche un incremento della tariffa sindacale deve essere comunicato in anticipo, quando viene deciso, per consentire all’iscritto di valutare se rimanere membro o meno alle mutate condizioni. Sempre negativa contro la Seiu, ma solo per la richiesta di un contributo politico, la posizione degli altri due giudici della maggioranza. 

“Quando un sindacato del settore pubblico impone un rincaro speciale inteso a finanziare soltanto una campagna lobbistica, il Primo Emendamento richiede che il sindacato fornisca ai non membri una opportunità di chiamarsi fuori dalla contribuzione dei fondi”, ha scritto Sonia Sotomayor, la prima giudice ispanica della Corte, nominata da Obama, nel disposto contrario alle Union,  approvato pure dall’altra collega di sinistra Ruth Bader Ginsburg. 

Difficile non leggere nell’esito di questa vertenza legale un clima che si sta facendo sempre più pesante per i sindacati Usa, soprattutto per quelli dei dipendenti pubblici. Anche qui, come nel caso del Wisconsin, al centro c’era la questione dei soldi. Il governatore Walker aveva fatto passare la legge che aboliva la pratica della automatica riscossione dei costi d’iscrizione al sindacato da parte delle amministrazioni pubbliche, che poi versavano il denaro alle union. E ha stravinto quando i sindacati hanno raccolto le firme per fare elezioni speciali nella speranza di sostituirlo con un Democratico. In California, il Seiu è stato costretto a difendersi contro la causa dei lavoratori, per di più non iscritti, che si sono ribellati alla imposizione di dover finanziare il sindacato per una campagna politica (nella fattispecie, ovviamente, era pro Democratica, ma non è questo il punto sul piano costituzionale).  E ha perso senza appello anche questa battaglia.

di Glauco Maggi 

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