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Il Papa in Emilia. Dolore e speranza ricordando don Ivan

La visita ai terremotati e in memoria del parroco che morì tentando di salvare la statua della Madonna

Caterina  Maniaci

Caterina Maniaci

Caterina Maniaci, nata a Padova, ma da anni in giro per l'Italia, da Padova a Roma, da Milano e di nuovo a Roma. Giornalista da almeno vent'anni, con una particolare attenzione per i temi religiosi, per Libero segue il Vaticano. Ama particolarmente la poesia e la pittura e ha deciso, nel suo piccolo, di "promuovere" la storia e la cultura di popoli emarginati e penalizzati dalla Storia, come gli armeni e gli etiopi.
Il Papa in Emilia. Dolore e speranza ricordando don Ivan

Domani il Papa andrà in visita nelle zone colpite dal terremoto, in Emilia- Romagna. Il Pontefice farà tappa nella chiesa Santa Caterina di Alessandria, a Rovereto di Novi, dove il parroco morì sotto le macerie mentre tentava di portare in salvo la madonnina conservata nella cappella.

Il programma della visita prevede che il Benedetto XVI parta alle 9 in elicottero dall'eliporto vaticano e atterri alle 10.15 nel campo sportivo di San Marino di Carpi, dove sarà accolto dal prefetto e capo della Protezione civile, Franco Gabrielli. Andrà subito a Rovereto di Novi, passando per la 'zona rossa', per la visita alla chiesa. Poi arriverà nell'area degli impianti sportivi dove, fra autorità civili, vescovi, parroci, rappresentanti delle realtà imprenditoriali e fedeli, saluterà il presidente della Regione, Vasco Errani, e terrà quindi un discorso. Ripartirà alle 12. Macerto il momento più denso di significati e anche di commozione sarà la visita a Rovereto, passando davanti alle rovine della chiesa dove un uomo, un sacerdote, è morto mentre tentava di salvare una statua della Madonna. Chissà quanti hanno pensato che un gesto simili è pura follia...Cercare di salvare una vita umana, allora sì, ma una statua... Eppure in quel gesto c'è una grandezza, il senso di un'intera vita, il mettere avanti a se' qualcosa di più grande. Quella morte non è stata invano, non è follia, e ci commuove profondamente.

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