Cerca

Al verde

Il megalomane Obama non ha più un dollaro

Mancano i fondi per le iniziative previste: la corsa elettorale di Barack è mutilata

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Mancano i fondi, la raccolta va male, e il Comitato Nazionale Democratico, incaricato di organizzare l’evento dell’anno, la Convention per la Nomination di Obama, ha cancellato oggi la prima serata che era in programma al Charlotte Motor Speedway, in Carolina del Nord per i primi di settembre. Il budget necessario per le giornate del convegno, precedute dalla serata di spettacolo, era di 36,6 milioni di dollari, ma ne mancano quasi 27, e con i meno di dieci finora raccolti il taglio è stato inevitabile. Naturalmente, come si conviene in casi del genere, il comunicato ufficiale del Comitato ha ipocritamente spiegato la debacle finanziaria con scuse di convenienza, ma è evidente che Obama e il suo staff, nello scegliere il sontuoso programma nella Carolina del Nord, avevano fatto il passo più lungo della gamba. “Mentre ci spiace di aver spostato la CarolinaFest via dai nostri partner del Charlotte Motor Speedway e della città di Concord, siamo eccitati dall’opportunità che deriva dal fatto di ospitare l’evento a Uptown Charlotte”, ha detto Dan Mirrey, direttore esecutivo della Convention. “Per facilitare le riunioni, massimizzare l’accesso, i trasporti e la vicinanza di tutti gli ospiti abbiamo deciso che spostare CarolinaFest nella città di Charlotte è il modo migliore di raggiungere l’obiettivo”. Come dire: volevamo fare la Festa di New York a Central Park con ricevimento alla Carnegie Hall, ma è più pratico fare tutto nella stessa sede del convegno politico dei giorni successivi, in un anonimo centro convegni (che costa un decimo). Per chi ci crede…

A gennaio Steve Kerrigan, il Ceo dello stesso Comitato, disse che i Democratici avevano accorciato la Convention  da 4 a 3 giorni “per fare spazio, nel primo giorno, alla organizzazione e celebrazione dei due Stati della Carolina del Nord e del Sud, della Virginia, e del Sud con l’evento di lancio all’autodromo Charlotte Motor Speedway il 3 settembre, giorno della Festa del Lavoro”.  

Il partito di Obama dice che fatica a raccogliere i soldi anche perché si è autoimposto una limitazione: non accetta contributi diretti dalle aziende, per poter dire che è diverso dal GOP. In realtà, anche questa è una patente ipocrisia. Il Comitato Democratico di Charlotte, che ha formalmente vietato i soldi delle aziende e ha messo il tetto di 100 mila dollari per i contributi individuali, ha fatto sì che i Democratici locali di Charlotte costituissero un secondo Comitato, New America City Inc, registrato presso la Commissione Federale per le Elezioni, abilitato a ricevere fondi dalle corporation. Ma, evidentemente, i tre anni abbondanti della politica obamiana antibusiness si stanno dimostrando deleteri in termini di simpatia dagli imprenditori. Il GOP, che non ha fatto la manfrina di porre dei limiti, ha raggiunto il target di 55 milioni per la Convention di Tampa, in Florida, anche con le donazioni di Coca Cola, At&T e Microsoft. 

La rinuncia all’autodromo di Charlotte, famoso per le corse Nascar, è una sconfitta d’immagine: Obama, conosciuto come appassionato di golf, voleva lanciare un messaggio populista-sudista abbracciando un tempio dell’America profonda che, appunto, ama le corse del circuito del Nascar. La stessa scelta della Carolina è ovviamente politica, per farsi notare in uno stato tra quelli decisivi per il bis e che è nel gruppo di quelli che non hanno una legge che obbliga ad essere tesserati del sindacato per poter trovare lavoro. Questo voleva essere una strizzata d’occhio agli operai locali bianchi e neri, che sono contenti di non essere sindacalizzati per forza come in tanti altri stati. Ma si è rivoltata contro Obama quando il suo Comitato ha bussato ai sindacati nazionali per avere contributi per Charlotte, dove gli hotel hanno personale senza tessera. E le union hanno risposto molto tiepidamente.  

di Glauco Maggi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog