Cerca

All'angolo

C'è puzza di Watergate anche per Obama

Lo scandalo Fast & Furious si abbatte sul presidente. E tra i democratici c'è aria di rivolta

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Eric Holder e Barack Obama

Il ministro della Giustizia e il presidente

C’è un’aria di rivolta nel partito democratico di Obama che tradisce il nervosismo montante via via che si avvicina il voto di novembre. Venti parlamentari democratici dovrebbero addirittura votare giovedì 28 la mozione di censura per disprezzo contro il ministro della Giustizia Eric Holder, che si è rifiutato di fornire al Comitato delle Indagini sugli atti del governo tutte le carte relative allo scandalo Fast & Furious. Se sarà censurato per una accusa che mai era stata portata verso la carica dell’Attorney General, depositario della legalità, Holder trascinerà con sé  il presidente, che ha messi i sigilli del privilegio esecutivo, di fatto sequestrando i documenti dagli occhi degli americani. 

C’è puzza di Watergate in questa procedura di copertura, per azioni di cui prima Holder, e poi lo stesso Obama, dissero per mesi di non sapere niente. Ma ne sono passati oltre quindici da quando la morte di un agente della polizia di frontiera Usa in un conflitto a fuoco con i trafficanti di droga messicani ha fatto venire a galla l’improvvida operazione segreta di consegna di mitra ai narcos, e lo staff di Holder ha già fatto la figuraccia di ammettere che la prima versione della estraneità del ministero era falsa. Di qui le distanze che stanno prendendo diversi deputati democratici, di cui quattro sono già emersi allo scoperto con molti altri pronti a seguirli in aula, che non vogliono presentarsi al voto per essere riconfermati a novembre con la macchia di aver coperto una Casa Bianca che nasconde qualcosa di grave. Se Holder fosse veramente estraneo al caso, e se Obama o chi per lui non ne sapevano davvero nulla, qual è il motivo di fare muro contro il Comitato che indaga? Ma giovedì è anche il giorno del giudizio su ObamaCare della Corte Suprema. Fosse dichiarata incostituzionale la parte fondamentale del mandato obbligatorio che serve a finanziarla, la batosta del presidente che ha dedicato i primi due anni a ottenere la riforma sarebbe enorme. 

Anche su questo tema, quatti quatti ci sono tutta una serie di parlamentari democratici moderati, soprattutto negli Stati ballerini, che sicuramente non verseranno lacrime per la sorte della riforma. Si sa che una maggioranza di americani vorrebbe che fosse abolita, perché andare contro vento? Altre defezioni, oltre una dozzina, si segnalano infine per l’appuntamento solenne di settembre alla Convention Democratica che incoronerà Obama in Nord Carolina: hanno già fatto sapere che non saranno presenti, e la presa di distanza da Barack in un momento tanto solenne non potrebbe essere più clamorosa. Tutti questi casi di fronda dimostrano che non solo i repubblicani e la maggioranza degli indipendenti, ma anche una fetta di moderati del partito democratico sono in una guerra più o meno sorda con il presidente. Se loro sono critici “da destra”, vanno poi aggiunti i dissidenti “da sinistra”, Jimmy Carter in testa, che accusano Obama di non aver chiuso Guantanamo, di usare troppo i droni, di non ritirare subito tutti i soldati da Kabul. Obama, insomma, è in un difficilissimo equilibrio.

I sondaggi indicano che il vantaggio su Romney c’è ancora ma si assottiglia mese dopo mese: oggi quello del Wall Street Journal ha registrato un vantaggio di soli tre punti, dai 6 o 7 della primavera, ed è lo stesso vantaggio della media nazionale dei sondaggi registrata da RealClearPolitics, 46,9 a 43,9. Tre punti sono, tecnicamente, all’interno della forbice dell’errore, così i tecnici considerano la situazione di sostanziale parità. Peraltro, chi approva il lavoro di Obama (il 47,9%) è allo stesso livello di chi lo disapprova (47,7%). Ma se le previsioni sono volatili, i membri del suo partito che lo abbandonano sono fatti concreti.

di Glauco Maggi 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog