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Complimenti per la trasmissione

Mela Verde e la leggenda del rognone trifolato

il botto d'ascolti di Raspelli & C.

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Mela Verde e la leggenda del rognone trifolato

i due melomani

Edoardo Raspelli , critico gastronomico più inflessibile d’Italia  nonché Falstaff del desco militante, ha una cattiva abitudine.
Già prima dell’avvento di Twitter e Facebook usava inviare via sms tutte le notizie che lo riguardavano, come una specie di Ansa di sé stesso. Legittimo, per carità. Ma leggere delle chilometriche performance  di Mela Verde (Rete4 ore, domenica ore 12) e delle straordinarie prestazioni degli addetti alle tonnare in Sicilia, della raccolta delle fave in Puglia o dei farcitori di ravioloni nel basso modenese con tanto di appendice d’audience, be’, non è il miglior modo d’iniziare la giornata. Oddio, neanche il peggiore ad essere onesti. Ma probabilmente la pertinacia di Raspelli nello sponsorizzare le sue “le straordinarie meraviglie della nostra penisola con i suoi piccoli, inimitabili tesori fatti di tradizione ed ingegno, di amore e devozione per mestieri antichi e nuovi” –come narra la brossure di Rete 4- deve aver ipnotizzato, a lungo andare, gli spettatori. Che da due settimane premiano Mela Verde come programma più visto della domenica (prime time escluso): un 12/13% fisso che produce nel barbone lanuginoso di Raspelli un’increspatura simile a un sorriso, e nella sua partner, la deliziosa Ellen Hidding, il miracolo di una conversazione in un italiano decente (l’olandese Hidding è da vent’anni in Italia e, come molti stranieri parla ancora come Mal o Don Lurio…). Mela Verde è la risposta Mediaset a Linea Verde: l’oasi dell’Italia agricola, ecologica che adatta il suo ritmo a quello lento della semina e delle stagioni. Il viaggio nella penisola dei buoni sapori non è nulla di nuovo: la faceva già Mario Soldati agli albori della Rai.
Ma Raspelli, ex cronista di nera alla Notte, con quel suo enorme ventre che si dilata come una fisarmonica,  riesce a darti le ricette della cassoleula d’oca o del rognone trifolato con una simpatia contagiosa, raccontandone il backstage e la vita come fossero quella di una rock star. La Hidding fa l’inviata nelle terme dove si inventano massaggi al cioccolato, nelle sagre paesane, tra gli antichi mestieri come quello del signor Giacinto ultimo scalpellino della pietra nella valle vicino al torrente Grigna che le intima: “Sto lavorando, non abbia fretta, la pietra è dura, ci vuole pazienza e passione: se ce l’ha le viene fuori una cosa decente…”. Che, se vogliamo, è un pò la metafora della televisione…

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