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Le signore

Il confronto tra le donne nere più potenti d'America

Condoleezza Rice versus Michelle Obama: un duello a colpi di stampa

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Condoleezza Rice

Le due donne nere più importanti d’America a confronto nello stesso giorno sui media, ma su due piani molto diversi. Condoleezza Rice appare con un intervento sul Financial Times in cui vola alto e declama che “l’America è un paese eccezionale nella sua chiarezza verso la libertà degli individui e dei mercati”,  e il popolo americano  deve tornare a guidare il mondo. Michelle Obama è intervistata e appare sulla copertina del mensile dei Genitori (Parenting) , e torna a parlare dell’obesità infantile, il suo chiodo fisso, anche ammiccando però al bestseller erotico “50 sfumature di grigio”. Forse per Condi è un rientro calcolato in politica, magari perché si appresta a fare la vice di Romney. Di certo, per Michelle è il cercare di rafforzare la propria immagine di mamma premurosa della salute dei bambini, ma anche sexy, per aiutare la famiglia Obama a tornare alla Casa Bianca.

“Gli Stati Uniti devono ricordarsi che non sono un paese come gli altri”, ha titolato l’ex segretario di Stato Rice in diretta polemica con l’approccio obamiano, che dal suo primo giorno in carica ha negato che l’America abbia una speciale responsabilità nel mondo. “Gli Usa devono superare la riluttanza a guidare. Dobbiamo sostenere e promuovere il potere e la promessa dei liberi mercati e dei liberi popoli”, ha scritto Condi, “e affermare che la preminenza americana è una salvaguardia e non un impedimento al progresso globale. La lista delle sfide in politica estera è lunga e ci sarà la tentazione di rispondere tatticamente ad ognuna di esse. Ma i titoli di giornali di oggi e il giudizio dei posteri spesso divergono. Il compito alla nostra portata ora è di rafforzare i pilastri della nostra influenza e agire con in mente il lungo arco della storia”. La Rice è poi passata a suggerire come si debba “usare il nostro aiuto, esperienza e influenza” per favorire la creazione di istituzioni democratiche nel Medio Oriente,  anche considerando “di armare i ribelli in Siria”. Ma è il messaggio generale del coinvolgimento più diretto Usa a marcare la massima distanza dall’ Obama “che guida da dietro”, come fu per la Libia. “Non possiamo permetterci di stare da parte; i poteri regionali perseguiranno le loro strategie che potrebbero esasperare le divisioni confessionali”, ha aggiunto Condi con riferimento a Damasco dell’alawita Assad contro i sunniti, ma anche a Bagdad, che Obama ha abbandonato prematuramente, e dove il peso di Washington è ormai quasi nullo, sostituito dalla crescente influenza degli sciiti iraniani. Condi continua ad essere chiacchierata come la possibile vice di Mitt Romney nel ticket repubblicano, anche se lei ha sempre smentito questa possibilità. Ma un proclama lanciato dalle colonne del Financial Times nelle ore in cui Romney, a Londra, promette che “il busto di Winston Churchill tornerà ad adornerà la Stanza Ovale”, dopo essere stato sfrattato in malo modo da Barack appena eletto nel 2009, è una coincidenza di comune sentire sul ruolo dell’America, e sull’asse privilegiato con l’alleato occidentale più stretto, che conferma una stretta sintonia politica tra i due in politica estera. Se non farà la vicepresidente, Condi potrà essere l’ideale braccio destro di Mitt alla Segreteria di Stato.  

Tutta domestica, al contrario, è l’uscita di Michelle sulla copertina di Parenting di agosto. Ha in mano un  salutista frappé e a fianco una bimbetta che mangia una fetta d’arancia, simbolo della dieta nella lotta alla obesità che ha assorbito di fatto tutto il suo impegno civico-politico nel primo mandato. (I risultati? Per ora, sono statisticamente identici a quelli ottenuti dal marito in tutti gli anni spesi a fare l’attivista democratico di quartiere a Chicago “aiutando” la comunità dei ghetti neri: i crimini e le violenze continuano a infestare la South Side della città, che ha registrato più omicidi quest’anno dei morti tra i soldati Usa in Afghanistan). Il buon senso di Michelle, comunque, è inattaccabile: “Penso che ci siano regole valide a prescindere dal reddito e da dove vivi: elimina le bevande zuccherate e cucina un po’ di più”, ha detto. Come non essere d’accordo? L’apparizione di Michelle sul magazine famigliare, però, non si limita ai consigli per la tavola. In un piccolo richiamo di copertina c’è il titoletto “50 sfumature di <Non Ci Provare>. Perché non devi averne neppure una”. Poiché del libro soft-erotico “50 Shades of gray” (Cinquanta Sfumature di Grigio) sono state vendute oltre 20 milioni di copie negli Usa (oltre 30 in tutto nel mondo), per il 99% a donne, madri di famiglia comprese, il riferimento è esplicito anche per il pubblico di Parenting. Infatti, all’interno c’è un sondaggio tra 2400 genitori, con il commento di esperti, sulle abitudini sessuali delle coppie, e uno speciale riferimento alla caduta di attrazione romantica dopo la nascita di un figlio. In una foto, si vede una donna avvinghiata ad un uomo, presumibilmente il legittimo partner, con una nota “Suvvia mamma, metti giù quel biberon”. La First Lady, insomma, ha accettato di farsi associare alla promozione del sesso in famiglia, sia pure attraverso l’ammiccamento ad un libro erotico improntato ad un sado-masochismo “sano”, medicalmente corretto. Gli strumenti della propaganda che portano alla Casa Bianca sono infiniti e Michelle, a tre mesi dal voto, ha fatto cadere l’ultimo velo.

di Glauco Maggi

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