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giro di vite

Raffica di chiusure per i bordelli svizzeri

In Ticino le case chiuse sono nel mirino per motivi di ordine pubblico. Ennesima tegola per un settore in crisi

Matteo Pandini

Matteo Pandini

Nato a Lecco ma cresciuto a Bergamo, ho lavorato anche per il Giorno, E Polis e altri quotidiani e agenzie varie. Vivo tra Milano e le Orobie. A Libero mi occupo prevalentemente di politica, in particolare di Lega Nord e argomenti simili. Mi vanto di lavorare con Alessandro Giorgiutti e con il grafico Ciro Iafelice. Sono interista-integralista. Stimo moltissimo anche i colleghi del sito Claudio Brigliadori e Andrea Tempestini, sotto la cui dettatura sto scrivendo il mio curriculum per la quinta volta (prima non gli andava bene perché non li avevo citati). Ora posso riavere la mia merendina?
Raffica di chiusure per i bordelli svizzeri

Una vacca svizzera

Ci sono notizie che non vorremmo mai dare. La chiusura di decine di bordelli in Ticino, scattata negli ultimi giorni, è una di queste. Disperati i pendolari del sesso e gli appassionati di serate eleganti in genere. Esultano solo gli ottici. In Svizzera, patria di libertà e civiltà, hanno fatto scattare un giro di vite dopo una rissa con tanto di accoltellamento fuori da un locale. Probabilmente gli elvetici hanno sentito puzza di criminalità (soprattutto italiana?) e hanno deciso controlli a raffica. Circa 400 ragazze setacciate. 25 locali su 30 visitati dalle forze dell’ordine e chiusi in un baleno. La polizia cantonale sta anche battendo le strade per verificare che le professioniste non provino ad adescare clienti in auto. Per il momento, scrivono i giornali svizzeri, la situazione sarebbe sotto controllo. Già a maggio si erano diffuse notizie preoccupanti per il comparto: causa flessione dei consumi (dovuta sia all’euro debole che dall’aumento della concorrenza) i bordelli segnalavano affari meno proficui rispetto al passato. E l’epicentro di questa inversione di tendenza sembrava essere proprio la Svizzera. La novità degli ultimi giorni rischiano di afflosciare il settore, mentre in Italia l’ipotesi di riaprire le case chiuse non è all’ordine del giorno. Tira di più il dibattito sul matrimonio gay.

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