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Verso la Casa Bianca

Il decalogo di Ryan, il vice Romney

Il candidato repubblicano ha scelto il suo numero due. Che si presenta: più coraggio, più attenzione alle imprese, speranza nella ripresa e deciso cambio di registro rispetto alla fallimentare gestione Obama

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Mitt Romney e Paul Ryan

Mitt Romney e Paul Ryan

L’America comincia a conoscere Paul Ryan, il nuovo personaggio della politica, balzato alla notorietà nazionale per essere stato scelto come candidato vice-presidente dal Repubblicano Mitt Romney. Questi sono dieci passaggi chiave del primo discorso, il Decalogo della sua investitura, che ha fatto oggi a fianco di Romney in Virginia, ripreso da tutte le televisioni. Attacchi a Obama, ma soprattutto proposte e impegni per far rivivere il sogno americano. 

1) “Mitt Romney è un leader che ha le capacità, il retroterra e il carattere di cui il nostro Paese ha bisogno in questa fase cruciale della sua storia. Dopo quattro anni di fallita leadership, le speranze del nostro paese, che ha ispirato il mondo, stanno diventando confuse e deboli; hanno bisogno che qualcuno le rivitalizzi. Il governatore Romney è l’uomo per questo momento. Lui ed io condividiamo questo impegno: faremo rinascere i sogni e la grandezza di questo paese”. 

2) “Per gli ultimi 14 anni ho orgogliosamente rappresentato il Wisconsin in Congresso. Lì, mi sono focalizzato a risolvere i problemi che ha di fronte il nostro paese, a trasformare le idee in azione, e l’azione in soluzioni”.

3) “Lasciatemi dire qualcosa sull’uomo che Romney rimpiazzerà. Nessuno contesta che il presidente Obama ha ereditato una situazione difficile. E, nei primi due anni, con il suo partito in completo controllo a Washington, ha fatto passare praticamente tutto ciò che aveva in agenda. Ma ciò non ha fatto andare meglio le cose. In realtà, ci siamo ritrovati in una nazione che ha davanti debiti, dubbi e disperazione”. 

4) - *Questa è la peggiore ripresa in 70 anni. La disoccupazione è sopra l’8% da oltre tre anni, il periodo più lungo dalla Grande Depressione. Abbiamo i più grandi deficit e il più grande governo dalla Seconda Guerra Mondiale. Circa uno ogni sei americani è in povertà. I redditi delle famiglie sono calati di oltre 4mila dollari nei 4 anni passati. Qualsiasi sia la spiegazione, quali che siano le scuse, questo è un risultato che è un fallimento”.

5) “Rappresento una parte d’America che comprende ghetti, aree rurali, sobborghi e città industriali. Nel corso degli anni ho visto e sentito un sacco di cose dalle famiglie, da chi conduce piccole aziende, da gente che è in stato di bisogno. Ma ciò di cui sento parlare negli ultimi tempi è ciò che mi deprime di più. C’è qualcosa di diverso nelle loro voci e nelle loro parole. Ciò che sento da loro sono sogni svaniti, aspettative ridotte, futuri incerti. Sento certa gente dire che questo 'è solo la nuova normalità'. Alta disoccupazione, redditi in calo, e debito opprimente non sono la 'nuova normalità'. Sono il risultato di politiche mal guidate. E il prossimo gennaio la nostra economia avrà una rimonta con il Piano Romney per una Forte Classe Media, che porterà a più posti e a paghe più sostanziose per i lavoratori americani”.

6) “Credo che la mia storia di uno che sa raggiungere risultati in Congresso sarà un complemento molto utile al successo del Governatore Romney in qualità di dirigente del settore privato fuori Washington. Io ho lavorato strettamente con i Repubblicani così come con i Democratici per far andare avanti un programma di crescita economica, di disciplina fiscale, di creazione di posti di lavoro. Lui alla Bain ha lanciato nuove imprese, e ha risanato quelle fallite - aziende come Staples, Bright Horizons e Sport Authority per citarne solo alcune. Mitt Romney ha creato lavori e ha mostrato come funziona una economia libera. E alle Olimpiadi (di Salt Lake City) ha preso in mano una impresa che stava fallendo e ne ha fatto l’orgoglio della nostra nazione”.

7) “Sono fiero di stare al fianco di un uomo che capisce che cosa serve per sviluppare la creazione di posti nel nostro paese, qualcuno che sa dall’esperienza diretta che se tu hai una azienda, sei stato tu a crearla” (in polemica con la infausta frase di Obama ai piccoli imprenditori: “se avete una azienda, non siete stati vuoi a costruirla”, con una allusione dirigista-socialista  allo Stato Mamma che fa le strade e paga i maestri NDR).

8) “Noi americani guardiamo al successo di un’altra persona con orgoglio, non con risentimento, perché sappiamo che se più americani lavorano duro e prendono i loro rischi, più gente prospererà, le nostre comunità ne avranno benefici, e i livelli di vita degli individui saranno migliorati ed innalzati”.

9) “L’impegno che prendiamo Mitt ed io è il seguente: non ci ritireremo di fronte alle questioni più dure, ma faremo da leader; non daremo la colpa agli altri, ma ci assumeremo le responsabilità; non rimpiazzeremo i nostri principi fondanti, ma li riapplicheremo. Vi onereremo, cittadini, dandovi il diritto e l’opportunità di fare la scelta: in quale paese vogliamo vivere? Che genere di gente vogliamo essere? Noi possiamo ribaltare questa situazione. Soluzioni reali possono essere conquistate. Ma bisogna prendere la leadership, e avere il coraggio di dire la verità”.

10) “I vostri diritti vengono dalla natura e da Dio, non vengono dal governo”. 

twitter @glaucomaggi

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