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Dopo la Guerra fredda

L'ultima farsa dell'Onu e il dovere di Obama di condannarla

A settembre nuova buffonata del Palazzo di Vetro: 120 paesi "non allineati" si riuniscono a Teheran per applaudire il "loro" presidente Ahmadinejad. Ci saranno pure Russia e Cina...

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

L'ultima farsa dell'Onu e il dovere di Obama di condannarla

 

Si avvicina settembre, il mese delle buffonate al Palazzo di Vetro, quando la solita parata di dittatori e rappresentanti di Stati con una fede forte nella NON democrazia accuserà l’America di ogni crimine contro l’umanità, anche adesso che c’è Obama. Ma quest’anno c’è un anticipo di “associazionismo” delirante, perché il Movimento dei Paesi Non Allineati tiene una delle sue periodiche conferenze in cui avviene il passaggio della presidenza da un paese ad un altro. Capisco lo sconcerto di chi stenta a credere che esista ancora oggi un Movimento di Non Allineati, che nel 1961 fu il parto di 5 leader (lo jugoslavo Tito, l’indiano Nehru, l’egiziano Nasser, il ghanese Nkrumah e l’indonesiano Sukarno) intenti, allora, a ritagliarsi uno spazio di indipendenza dai due blocchi guidati da Washington e Mosca, in “guerra fredda” tra di loro. Tito, comunista che si sentiva minacciato dal Kremlino, cercava una collocazione internazionale per tenere lontano i carri armati sovietici.

Oltre mezzo secolo dopo, l’ “equidistanza” (altro termine che connotava gli aderenti al movimento) tra America e Russia non ha più alcun senso. E, infatti, non è più questa partita che va in scena dietro la sigla dello schieramento dei “non allineati”.  Ma se a quel tempo porsi a metà strada tra “capitalismo” e “comunismo” poteva sembrare un tentativo sincero di terza via (di fatto, era comunque più un “non allineamento” con gli Usa che non con la Russia, sia ideologicamente sia per gli indirizzi economici socialisteggianti nelle nazioni promotrici), la versione 2012 del movimento è una farsa. Tragica, ma una farsa. Cominciamo con il dire che toccherà a Teheran ospitare il meeting di fine agosto, e che il presidente Mahmoud Ahmadinejad lo presiederà e, da protocollo, diventerà il presidente del gruppo per i prossimi 3 anni. Con questa veste, si presenterà qualche settimana dopo a New York alla Assemblea delle Nazioni Unite e parlerà a nome non solo suo, ma dei 120 membri del Movimento. Con l’Iran che è colpito da anni dalle sanzioni, votate in Consiglio di Sicurezza, come punizione per aver violato svariate direttive a proposito dei suoi piani di armamento nucleare, sarà un bel momento per la credibilità dell’Onu quello in cui il padrino del siriano Assad farà il suo discorso contro l’imperialismo degli Usa e di Israele. 

Dei 190 paesi circa che sono membri dell’Onu, 120 saranno lì ad applaudire il loro “presidente”. Tanti, infatti, sono le nazioni appartenenti al movimento non allineato, che ha anche 21 paesi “osservatori”. Tra i membri ufficialmente iscritti, non manca nessuno della gang dei paesi “NON democratici”, e la definizione è generosa: da Cuba alla Corea del Nord, dallo Zimbabwe alla Siria, dalla Palestina all’Arabia Saudita, dal Sudan al Venezuela per citarne alcuni. Da che cosa si distanzino, che cosa voglia dire il loro “non allineamento” non è un mistero: dall’America e da Israele soprattutto, ma in generale dalla democrazia e dalla cultura occidentale. 

Basta vedere chi sarà presente a Teheran, ripulita dai barboni nelle strade (scrive il New York Times) e piena di bandiere sulla Conferenza, a rimarcare ciò che sarà il ritornello della propaganda di Ahmadinejad. “L’Iran non è affatto un paese isolato diplomaticamente come trama l’America, e noi abbiamo il diritto di perseguire i nostri piani di sviluppo atomico pacifico”, dirà il presidente che vuole cancellare Israele dalla terra. Fa già un po’ di sensazione che ad “osservarlo” con la loro presenza diretta a Teheran ci saranno Vladimir Putin e un rappresentante di Pechino (Russia e  Cina sono tra i paesi “osservatori”: ma non erano proprio loro il secondo blocco contro il quale era nato il movimento?) . Ma se ci sarà, come ha assicurato, il segretario generale dell’Onu Ban-Ki-moon, anche i ciechi avranno una ennesima visione della degenerazione galoppante della diplomazia politicamente corretta del Palazzo di Vetro: costosissima, fuorviante, e dannosa più che inutile. Una tragica farsa. Speriamo che Obama la denunci: le poche settimane che mancano al voto gli daranno il coraggio di mettere la sordina al suo innato multiculturalismo del “tutti sono moralmente uguali”?

 

 

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Commenti all'articolo

  • sparviero

    16 Agosto 2012 - 22:10

    Un branco di fanatici pazzi guerrafondai che si incontrano per parlare di.....pace. Si, credici.

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