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La prof di economia coi soldi altrui

Elsa for Nero, con la sua riforma le scuole musicali rischiano l'illegalità

Nazzareno Carusi

Nazzareno Carusi

Pianista, nato a Celano, vive a Ravenna per amore. Ha suonato in tutto il mondo e il Washington Post ha recensito un suo concerto come “una serata d'arte mozzafiato”. Fra le istituzioni che lo hanno ospitato ci sono anche il Teatro alla Scala di Milano, la Carnegie Hall di New York, il Teatro Colon di Buenos Aires, il Toronto Centre for the Arts, la Brahms Gesellschaft di Amburgo, la Toyo Hall di Tokyo e la Federation Hall di Melbourne. I suoi dischi sono pubblicati dalla Emi. (foto by Daniele Cipriani)

https://twitter.com/@NazzarenoCarusi

La ministra Elsa Fornero

di Nazzareno Carusi La Fornero sembra una secchia sulla luna, una di quei bravissimi che alle feste del liceo non distinguevano una sigaretta dalle canne. 

L'intervista di domenica alla Stampa era il ritratto dell'economista coi soldi altrui. Dio santo, la nostra università è tra le peggio al mondo civile e noi ci affidiamo ai professori? Vabbè. Secondo lei “il governo ha risanato il Paese, ora le imprese investano. La riforma va calata nel tessuto sociale per migliorare produttività e competitività. A tal fine serve un monitoraggio”. 

Bene, a parte il dove prendere soldi da investire dopo la razzia del 55% di ogni reddito, ma lo sa, madonna Elsa, che le banche non scuciono un quattrino manco a frignare come lei? E poi caliamola, dài, la riforma, nel tessuto sociale e vediamo se migliora qualche cosa. Per esempio, quelle poche scuole musicali private che finora lo facevano, non sapranno più come lavorare legalmente. Forse le è sfuggito che i loro allievi frequentano le lezioni (e le interrompono) a puro piacimento, perché la ministra ha fatto in modo che i titolari possano assumere gli insegnanti solo a tempo indeterminato e per un fisso d'ore a settimana. Chiunque (credo) acchiappa al volo il risultato dell'ideona, ammesso che qualcuno stipuli contratti simili: stipendi in bianco ridotti quasi a zero e pagamento del maggior numero di lezioni (nei mesi fortunati) in nero. O peggio: la scuola smetterà di stare al sole e si darà completamente all'ombra come fanno, da sempre, quasi tutte (e io l'ho detto qui su Libero un anno fa). 

La professoressa vuole dirci, quindi, come possa un giovane musicista contribuire alla crescita del paese? Oltre a quanto detto, la partita Iva e il contratto professionale gli sono preclusi perché il fatturato deve superare 18mila euro all'anno e lui non ci arriverà mai. In più, previa imperscrutabile dimostrazione d'essere altamente qualificato, l'impossibile totale delle sue fatturazioni dovrebbe derivare da più datori di lavoro, pena la supposta frode che il suo sia un incarico (mascherato) a tempo indeterminato. Per finire alla neurodeliri, sono poco chiari anche i nuovi requisiti dei contratti a progetto, che continuano a esistere ma con stringentissimi paletti d'assunzione, il più discutibile dei quali pare dica che il contratto stesso non possa riguardare il lavoro proprio dell'impresa datrice d'impiego. Vulgo: un novello pianista non può usare la partita Iva né avere un cocoprò per insegnare il suo strumento, nessun privato lo assumerà a tempo indeterminato e, dunque, finirà a tenere falsi corsi di cucina in aule casualmente dotate di pianoforte. Sennò, tutto in nero. 

E il bello è che sto casino vale solo per chi non ha un albo professionale e, tanto per dire, non sfiora neanche di striscio i portaborse parlamentari che continueranno a lavorare brevi manu. Elsa Fornero: Elsa for Nero. Nomen omen. 

PS: uno studio di progettazione che per statuto fa progetti, come farà ad assumere a progetto un giovane ingegnere non ancora iscritto all'albo?

(Articolo pubblicato su Libero il 21.08.2012)

 

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