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Penelope

Niente sesso con questa legge elettorale

La rivolta delle donne del Togo contro il presidente "blindato" al governo

Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.
Nude ma caste

 

 E' sempre colpa della legge elettorale. Su questo Italia e Togo possono andare a braccetto. Da noi i partiti litigano un giorno sì e l'altro pure e fanno annunci di accordi che poi non si traducono mai in pratica, da loro, invece, in Africa, l'odiatissima legge elettorale ha scatenato la rivolta sociale: donne in campo con lo sciopero del sesso. I maschi sono avvertiti. E lì pare che siano molto sensibili al tema. Ma perché le signore congolesi avrebbero deciso di non darla più a mariti e compagni minimo per una settimana? La questione è presto detta: ce l'hanno con il presidente del Togo Faure Gnassingbé. Non lo vogliono più. E poiché hanno capito che chiederne le dimissioni non basta, sono passate alla protesta del letto. L'idea è venuta alle attiviste del gruppo "Let's Save Togo" (Salviamo il Togo) sulla scorta di quanto avevano già fatto le colleghe della Liberia nel 2003, che in quell'occasione vollero predicare la castità in favore della pace. Questa volta, invece, il motivo è molto meno nobile, e punta a smantellare la recente riforma della legge elettorale che, secondo il collettivo guidato dalla pasionaria togolese Isabelle Ameganvi, favorirebbe il partito di Gnassingbe, al potere dal 2005 (prima ancora c'era il padre che ha governato per 38 anni) nelle prossime elezioni di ottobre. Nel Paese, comunque, c'è tensione, e la singolare forma di protesta sta creando già qualche problema tra i movimenti femministi. Intanto perché non si sa come verificare bene che lo sciopero del sesso sia stato messo in atto e poi perché qualche attivista ha attaccato direttamente l'ideatrice Ameganvi: <Per lei è facile parlare, non è neanche sposata>. E da noi, quante donne sarebbero pronte a imitare la rivolta del Togo pur di cacciare il loro odiatissimo governante? Neanche le compagna di Se non ora quando sono arrivate a tanto quando sono scese in piazza contro B....
 

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Commenti all'articolo

  • darkstar

    27 Agosto 2012 - 18:06

    non penso che i mariti africani accetterebbero lo "sciopero" e reagirebbero facendo "sesso africano" (stupro)

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