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Un passato torbido

Quel maestro comunista di Obama
e il nudo della madre di Barack

Negli Usa un film e un libro sul presidente svelano retroscena che la stampa "per bene" tiene insabbiati: dall'indottrinamento alla relazione clandestina

Il comunista Frank Davies allevò il piccolo presidente. Pornografo, ritrasse la madre nuda. Il sospetto: è lui il padre di Barack?
Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Barack Obama

 

di Glauco Maggi

Vedrete mai in Italia il film “2016” su Obama, che per la terza settimana è nei primi 10 più visti negli Usa anche se è un documentario low budget, costato poco? Speriamo, perché spiega un po’ chi è stato e chi è il presidente, che cosa ha nel suo DNA ideologico, come ho scritto giorni fa in un mio articolo su Libero in edicola. Ora vi racconto di un altro libro “The Communist. Frank Marshall Davis: The Untold Story of Barack Obama’s Mentor (Il Comunista. Frank Marshall Davis: La storia mai detta del mentore di Obama), di Paul Kengor, professore universitario e storico, e di un film, sempre sull’ Obama “questo sconosciuto”, dal titolo “Dreams from My Real Father”, girato da Joel Gilbert. Di queste opere si parla poco pure negli stessi Stati Uniti, anche se il libro è nelle librerie e il film è stato proiettato in un cinema di Tampa durante la Convention Repubblicana della settimana scorsa, dove ha fatto imbestialire i delegati del GOP verso la stampa “mainstream”, che non ha avuto neppure il coraggio di recensirlo. Eppure sono un testo e un documentario, con nomi, interviste, dati storici e - questo il punto della censura – prove irrefutabili sulla fede comunista di Frank Marshall Davis e sulla sua relazione di “maestro” di Obama, se non di più (come insinua il film di Gilbert). 

Chi è Davis? E’ stato un giornalista, poeta, attivista politico molto noto in America nel secolo scorso (morì nel 1987) che è anche citato nel film “2016” come influente guida di vita e di pensiero del giovane Barack. Nel 1948 Davis, allora 43enne, si era trasferito da Chicago a Honolulu con la seconda moglie, di 19 anni più giovane di lui. Vi aveva avviato un piccolo business editoriale, ma soprattutto aveva animato la scena cultural-politica nei circoli della sinistra radicale locale: l’FBI lo teneva d’occhio perché era un iscritto, con tessera N. 47544, del Partito Comunista Usa (PCUSA). 

Che Davis fosse una figura di rilievo negli anni giovanili di Obama, da quando aveva 9 fino a 18 anni, è certo. Nella sua biografia, Barack fa 22 riferimenti a “Frank”, a cui era stato presentato dal nonno bianco, anche lui di sinistra, che aveva pensato bene di affidare il nipotino mezzosangue ad un “intellettuale” afro-americano doc per avere una figura paterna della stessa razza del padre che aveva abbandonato mamma bianca e figlio praticamente dopo il concepimento. 

“Loro ti addestreranno così bene, che tu comincerai a credere a quello che ti diranno a proposito delle uguali opportunità e della via americana e di tutte quelle str..ate”, per esempio, è una delle frasi “educative” che Obama ricorda di aver sentito da Frank. Era a proposito del rischio di indottrinamento da parte dei bianchi verso i giovani neri da cui il mentore voleva metterlo in guardia.  

Kengor, per il suo libro, ha sviluppato una doviziosa ricerca dei tanti articoli di propaganda di Davis, e ha scoperto una impressionante somiglianza con le parole dell’allievo Barack anni dopo: una continuità che è per la verità quasi ovvia, visto che se la tua ideologia è il marxismo non è che dici cose tanto diverse contro l’America e il capitalismo con il passare degli anni. Se mai, dopo essere arrivato da diciottenne comunista forgiato da Davis all’Occidental College di Los Angeles, Barack ha poi “affinato” il suo terzomondismo e la sua avversione all’imperialismo frequentando la organizzazione degli studenti socialisti alla Columbia e, poi, i terroristi del “compagno” di Chicago Bill Ayers, il cui gruppo è stato protagonista di attentati al Pentagono, al Parlamento di Washington, e alla sede della polizia di New York. In America, un passato così avrebbe impedito a un bianco di avere un posto da impiegato al ministero dell’agricoltura, ma Obama ha goduto di un passaggio “protetto” alla Casa Bianca, perché non c’è nessuno della stampa “per bene” che se la sente di gettare per primo il sasso nello stagno. Del resto, passarono 10 mesi perché arrivasse sul New York Times la verità sacrosanta del National Enquirer, rivista di gossip, sul candidato democratico John Edwards: aveva messo incinta l’amante segreta dopo aver lasciato la moglie malata di cancro, ma guai a scrivere della tresca. Oggi sono tutti concentrati a smascherare Ryan che ha detto d’aver fatto la maratona in 3 ore e invece ce ne aveva messe 4, ma c’è silenzio tombale sulla vita vera del presidente. Saranno gli storici, dunque, a discutere tra 20 o 30 anni da dove venivano le idee antiamericane e socialiste del primo presidente nero. Importante che il coperchio, ora, tenga ancora per 60 giorni. 

E uscirà mai, per le orecchie del largo pubblico, la “bomba” più fragorosa esplosa da Gilbert nel suo film? Cliff Kincaid, su GOPUSA, sito conservatore ma non affiliato al GOP o alla campagna di Romney, ha scritto una presentazione del film di Gilbert. Vi si legge che il regista “ha viaggiato nelle Hawaii diverse volte per condurre ricerche sul campo. Ha ottenuto accesso agli archivi della polizia e ha intervistato detectives di Honolulu in pensione e ex amici di Davis. Il film mostra esempi choccanti della pornografia di Davis (era un appassionato fotografo e ha scritto una novella hard core pornografica “Sex Rebel: Black” NDR), comprese foto della madre di Obama nuda. Il che suggerisce una relazione illecita tra la madre di Barack e Davis, che porterebbe alla accusa più choccante: che, in realtà, Frank fosse il vero padre di Obama”. 

 

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Commenti all'articolo

  • Tasso1000

    05 Settembre 2012 - 14:02

    È solo gossip per mettere in cattiva luce Obama. A novembre vedremo se gli americani sono un popolo consenziente di quello che fa o meno. Voteranno Obama? Bravi, avranno ulteriore possibilità di vedere finalmente un welfare state nel loro paese (Paese che è simbolo di benessere ma non ha ancora uno stato sociale) e c'è una possibilità che si realizzino altre riforme importanti. Eleggeranno Romney? Allora che si preparino alla guerra in Iran (non ne hanno abbastanza di guerre?) a tenere figli non desiderati (dato che vuole proibire l'aborto) e a rimanere sempre nelle stesse condizioni sociali.

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  • iltrota

    05 Settembre 2012 - 09:09

    Certo che in Italia siamo fortunati ed abbiamo di meglio rispetto ad un Obama qualunque: noi abbiamo Silvio!! Rileggiamo al sua biografia e prepariamoci a votarlo come prossimo Presidente della Repubblica.... Silvio, il marcio che avanza!

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  • liberal1

    05 Settembre 2012 - 07:07

    hanno scoperto l'acqua calda il problema è che gli Americani si sono rincoglioniti stanno lì ad ascoltare springsteen bon jovi reford e tanti altri democratici che noi chiamiamo comunisti con i soldi tipi alla fornero napolitano barca passera riccardi bersani d'alema uguali gente che affamano i popoli usando la scusa del risanamento. Il mondo è in mano alla speculazione che sta per far scoppiare una guerra hanno in mano un burattino che sta facendo morire di fame l'America e il mondo perché sapete se l'America ha il raffreddore noi abbiamo la polmonite. Bisogna guarire e solo gli Americani possono farlo votare Romney se vinceranno i Repubblicani vinceremo anche Noi. Spero che i NERI AMERICANI siano consapevoli che obama non ha lavorato per loro ma per la speculazione ha ragione romney l'America è forte se non si uccide il sogno Americano perché anche da un piccolo negozio può nascere benessere oppure da un garagedi casa un innovazione vedi Apple windows e tanti altri

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  • saritaboni

    04 Settembre 2012 - 19:07

    ....dicono negli USA alludendo alle "buongustaie" che preferiscono i ragazzi di colore. Si parla da tempo di questo Davis,comunista, poeta ecc. e del libro porno che scrisse sotto pseudonimo.Dovrebbe essere lui il famoso Frank citato da Obama nel suo libro "dreams of my father" Sembra che i suoi gusti sessuali spaziassero dalla pedofilia alla bisessualita'.Un bel personaggino davvero. Le foto della madre di Obama nuda sembra siano le sue.

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