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Abete corre in soccorso dell'Inter: tutto prescritto!
Tavaroli: spiato anche Moggi.

Luciano Moggi

Luciano Moggi

Luciano Moggi nasce il 10 luglio 1937 a Monticiano, in provincia di Siena. Manager e dirigente sportivo del mondo del calcio, è noto al grande pubblico per aver ricoperto dal 1994 al 2006 la carica di Direttore Generale della Juventus. Attualmente è collaboratore del quotidiano Libero
Abete corre in soccorso dell'Inter: tutto prescritto! 
Tavaroli: spiato anche Moggi.
Abete corre in soccorso dell'Inter: c'è la prescrizione - I tifosi dell'Inter erano già stati tempestivamente tranquillizzati dal legale del club, l'avv. Fabio Iudica, che escludeva qualsiasi ripercussione in sede sportiva della sentenza del tribunale di Milano che ha condannato Inter e Telecom per lo spionaggio ai danni di Christian Vieri, sbandierando la solita prescrizione. Ma a porre il definitivo sigillo sulla questione è arrivato a tambur battente, con una solerzia degna di miglior causa, senza nemmeno attendere l'imbeccata del fido Petrucci, il presidente federale Abete, sempre pronto a procedere a braccetto con il club di Moratti: "La giustizia sportiva sul caso Vieri? E' una valutazione che, se richiesta, sarà fatta dagli organi competenti. Comunque parliamo di fatti per cui la prescrizione sarebbe scattata a livello societario nel 2007 e per quanto riguarda le persone fisiche nel 2010. Siamo al primo grado e non diamo valutazioni per quello che attiene i processi civili in cui esiste un raccordo diverso con la giustizia sportiva. Nei processi penali la federazione può chiedere gli atti. Nei processi civili questo non avviene". Eh sì, si tratta dello stesso Abete che, non più tardi di una decina di giorni fa, dissertava sulla separazione dei poteri come garanzia di democrazia nello sport: ma allora si trattava di Conte... Son passati pochi giorni, di scena è l'Inter e questa 'democratica separazione dei poteri' deve aver repentinamente fatto la fine dell'etica, morta e sepolta, anzi, mai nata. 
La prescrizione non è competenza di Abete e della Figc: che si son detti incompetenti anche quando lo erano; e che anche nel caso dei processi penali, sempre in relazione ai dossiers illegali, si sono ben guardati dall'acquisire gli atti. E adesso hanno fretta di chiudere la questione: che non se ne riparli mai più; e i Palazzi, di vetro o in carne ed ossa, intercettino il messaggio: e vissero felici e contenti "non essendo emerse fattispecie di rilievo disciplinare procedibili ovvero non prescritte". Non c'è speranza, quello del circolo della caccia è un mondo che non ha in sé alcuna possibilità di redenzione etica: l'unica soluzione è l'azzeramento, per ricostruire tutto dalle fondamenta.

Tavaroli: Fu Moratti a chiedere di controllare Vieri - "Di controllare Vieri me lo chiese Moratti di persona, non al telefono. Le operazioni poi sono state fatte da un fornitore, la famosa agenzia di Cipriani. Sono due episodi, 2001 e 2003. Il primo riguardava l'Inter, la verifica del rispetto contrattuale dei comportamenti di certi giocatori, non solo Vieri. Il secondo invece riguardava la Pirelli perché Vieri doveva fare il testimonial. In questo caso abbiamo controllato il suo traffico telefonico". Così Giuliano Tavaroli, ex capo della Security Telecom, alla trasmissione radiofonica 'La Zanzara' su 'Radio 24', mette un punto fermo sul mandante dell'attività di intelligence che dal giudice Spera è stata punita con un risarcimento di un milione di euro (tra Inter e Telecom). La cosa non si era dunque fermata al solo Vieri, come ben hanno lasciato intendere anche le parole dell'avvocato Danilo Buongiorno,legale di Bobo Vieri ('Preferisco non dire i nomi degli altri intercettati perché altrimenti creerei nuove iniziative giudiziarie'), e Tavaroli ne ha dato conferma: "L'attività di controllo sulla vita degli atleti era parecchio diffusa all'epoca, diversi giocatori nerazzurri furono seguiti in quel periodo, ma non hanno fatto causa. Va' a sapere perché. Forse non hanno accusato inquietudine e ansia come Vieri. I nomi? Non me li ricordo, sono passati troppi anni. C'era un regolamento di squadra sulla vita dell'atleta che andava rispettato, il problema era il rispetto di questo regolamento. Furono sicuramente commessi degli abusi sul traffico telefonico di Vieri".
Dunque oggetto di attività illegale di controllo furono più calciatori; solo loro? E Moggi?
"Su Moggi non esisteva un dossier, ma ci fu la richiesta di verificare alcune informazioni date all'Inter da un arbitro su presunti comportamenti di Moggi. Moratti mi disse: abbiamo ricevuto queste informazioni, vogliamo vedere se sono credibili. Parte degli accertamenti vennero svolti con attività illecite". Informazioni da un arbitro. Perché l'Inter parlava con gli arbitri. L'Inter, non il mostro Moggi. 
 Fonte : ju29ro.com
facebook.com MoggiOfficial  - twitter @lucianomoggi

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