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Origini tradite

Obama, il presidente afroamericano
che di Africa non sa nulla

Scivolone di Barack sugli schiavi. E lo storico lo boccia: "Tradisce la sua ignoranza sul passato del continente nero"

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Barack Obama

L’ignoranza di uno troppo fiducioso in sé è una qualità pericolosa in un leader. Caustica la frase di Thomas Sowell, afro-americano intellettuale e storico, che apre così un suo commento sull’American Spectator dedicato al carattere e allo stile di governo di Obama. Il giudizio va oltre la nota familiarità che ha avuto il presidente, fin dai suoi anni giovanili, con estremisti ed organizzazioni della sinistra radicale americana. Su questi contatti stretti abbiamo fornito già la documentazione quando abbiamo riferito, su Libero in edicola e su questo Blog, degli ultimi libri e film usciti sulla vera biografia di Barack (“The Communist. Frank Marshall Davis: The Untold Story of Barack Obama’s Mentor -Il Comunista. Frank Marshall Davis: La storia mai detta del mentore di Obama, scritto da Paul Kengor, professore universitario e storico. E i film “Dreams from My Real Father”, girato da Joel Gilbert, e “2016 L’America di Obama”, diretto da Dinesh D’Souza). Le frequentazioni sono importanti, argomenta Sowell, ma è il carattere di una persona, se basato sulla sicumera e sull’assenza di curiosità e di apertura mentale, che fa più paura. Dopotutto anche Sowell, come tanti altri intellettuali, è partito marxista e, pur avendo come docente Milton Friedman all’università, che era stato marxista pure lui quando era un ragazzo, non è stato folgorato da alcun mentore, da alcun indottrinatore. “Nessuno ha convertito Friedman, né in economia né nelle sue vedute politiche. La sua propria ricerca, le analisi e l’esperienza l’hanno convertito”, aveva scritto Sowell in occasione del centenario della nascita di Friedman. “Come professore, lui non cercò di convertire gli studenti alle sue idee politiche. Io non feci mistero del fatto di essere un marxista quando ero uno studente nella classe del professor Friedman, ma egli non fece alcuno sforzo per cambiare le mie vedute. Una volta disse che non valeva la pena convertire qualcuno che era facile a convertirsi. Io ero ancora un marxista dopo aver finito il corso del professor Friedman. È stato lavorare come economista in un posto governativo che mi ha convertito”. 

Scriveva Sowell sull’American Spectator del 4 settembre: “Dopo aver letto il libro di Obama "Sogni da mio padre" è apparso dolorosamente chiaro che lui non stava cercando la verità, perché aveva dato per assunto da un’età molto giovane che lui aveva già trovato la verità, ed ora era solo una questione di riempirla di dettagli e di decidere come modificare le cose”. Sowell parte dai fatti, in questo caso le parole scritte di pugno da Barack, per concludere che “Obama era già un dogmatico in tenera età, e male informato, o del tutto disinformato in storia ed economia”. E passa a elencare gli svarioni più gravi, tra i quali ne riportiamo un paio sulla schiavitù. Obama scrive che i bianchi andarono in Africa per “trascinare via in catene i conquistati”? Sowell lo boccia perché questa frase “tradisce la sua ignoranza della storia africana. L’era del commercio atlantico degli schiavi e l’era dei conquistatori europei attraverso il Continente dell’Africa sono state ere differenti. Durante l’era del commercio atlantico degli schiavi, la gran parte dell’Africa era governata da africani, che vendevano una parte dei loro schiavi agli uomini bianchi. Le conquiste europee in Africa dovettero attendere fino a quando gli europei trovarono il modo di sopravvivere alle mortali malattie africane. Solo dopo che la scienza medica aveva imparato a trattare queste malattie l’era delle conquiste europee si sparse per l’Africa sub-sahariana. Ma il commercio atlantico degli schiavi, a quel punto, era finito da un pezzo”. Prosegue Sowell: “Quando Obama scrive che molte persone <sono state rese schiave solo per il colore della loro pelle> sta ripetendo un ritornello comune di grossa disinformazione. Per migliaia di anni la gente rendeva schiavi altra gente della propria stessa razza, sia in Europa sia in Asia, in Africa e nell’emisfero occidentale. Gli europei avevano reso schiavi altri europei per secoli prima che il primo africano sia stato portato in catene nell’emisfero occidentale”. 

Sowell, per conoscere e criticare Obama, ha fatto insomma per bene il suo compito, leggendo un suo libro. Obama non ha fatto mai altrettanto con chi la pensa diversamente, non è animato dalla curiosità di conoscere la verità dai fatti e dai confronti con la realtà. “Convertito” marxista da giovanissimo, gli basta e avanza. E si vede da come governa.

di Glauco Maggi 

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