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Pasticci di governo

Hanno sciolto un ente inutile
ma Catania gli gira nuovi fondi

Ennesima gaffe in un decreto del ministro dell'Agricoltura

Fatto rivivere con i soldi del ministero l'Inran, che lo stesso governo ha abolito trasferendio ad altri le competenze. Se è così che funziona la spending review, siamo a posto!
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Mario Catania

il ministro e il suo decreto che stanzia fondi all'ente disciolto

Fatto rivivere con i soldi del ministero l'Inran, che lo stesso governo ha abolito trasferendio ad altri le competenze. Se è così che funziona la spending review, siamo a posto!

Il decreto è arrivato in Parlamento prima della pausa estiva e ha fatto strabuzzare gli occhi a molti. A firmarlo il ministro dell'Agricoltura, Mario Catania, che ha ripartito i pochi contributi che aveva in bilancio fra soli tre enti finanziati. Peccato però che la parte del leone (dil 75% dei fondi) fosse stata assegnata dal ministro all'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran), che lo stesso governo ha deciso di cancellare, accorpandone per decreto le strutture a quelle del Cra. consiglio per la ricerca in agricoltura. Con la destra il governo di Mario Monti ha fatto la faccia feroce, elminando grazie alla spending review un ente ritenuto non più utile. Con la sinistra, zitto zitto però gli ha girato pochi giorni dopo nuovi fondi. Niente male come distrazione. Certo, con tagli della spesa fatti così, si capisce perchè poi i conti pubblici vanno peggio di prima...

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Commenti all'articolo

  • LauraRossi

    11 Settembre 2012 - 14:02

    Ovviamente tutto questo senza considerare le competenze acquisite, il contributo alla salute pubblica, il fatto che in Europa la nutrizione e la prevenzione sono settori della ricerca che vengono promossi. Ci piacerebbe che si parlasse più di questo che di fondi vecchi e nuovi che servono a tamponare situazioni di emergenza di cui certo non sono responsabili i dipendenti che non prendono lo stipendio. Stipendio che è un diritto fondamentale del lavoratore, un diritto che è stato gravemente offeso. Per questo con il sostegno di tutte le sigle sindacali nonchè della RSU interna oggi abbiamo manifestato sotto al MIPAAF. La FLCGIL di cui sono dirigente sindacale è in prima linea in questa battaglia con un sostegno pratico, legale, logistico e di presenza ai tavoli di contrattazione. Forse è utile andare a sentire i lavoratori.

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  • LauraRossi

    11 Settembre 2012 - 14:02

    I dipendenti non sanno nulla di ufficiale a parte quello che dicono gli estratto conto e ti assicuro non è confortante. Da ricercatore ho sofferto per la chiusura di un Ente che era un progetto di vita, da cittadino ti dico però che un ente cosi piccolo che costava così tanto era insostenibile. E l'alto costo non era certo il costo della ricerca, tutta finanziata con i progetti che con fatica ci cerchiamo, ma delle sovrastrutture che ti invito a investigare. Abbiamo visto negli anni il nostro Ente essere recipiente di interessi lontani dalla ricerca e questo è stato difficile da sopportare per tutti. Ora ci hanno soppressi e messi dentro un altro Ente che chiede la copertura finanziaria per questa operazione, richiesta legittima che però non può essere pagata da chi con uno stipendio non ricco deve pagare il mutuo e mandare avanti la famiglia spesso con un solo reddito. Per non parlare dei colleghi precari che rischiano seriamente il posto di lavoro.

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  • LauraRossi

    11 Settembre 2012 - 14:02

    Caro Bechis, mi sorprende leggere il tuo commento. Ci siamo conosciuti in una tavola rotonda da te moderata, nella quale hai apprezzato il mio lavoro di dipendente INRAN. Come dice chi mi ha preceduto i dipendenti INRAN sono senza stipendio pure continuando a lavorare; già infatti pur avendo presidiato la sede, manifestato ovunque, cercato di avere copertura stampa, non ce l'abbiamo fatta a bloccare le attività di progetti da cui dipende il salario dei colleghi precari. Ma il nostro istituto è stato soppresso lo stesso e noi siamo senza stipendio, tutti, precari e strutturati, caso abbastanza unico nel pubblico impiego ma tant'è! In questo quadro la notizia sono i nuovi fondi? a parte che non si tratta di niente di nuovo ma di denaro che spettava all'Istituto e che è stato sbloccato, forse, per le contingenze, che è molto diverso. Ma soprattutto è quel "forse" che è imbarazzante.

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Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero

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