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Anche a sinistra sono convinti:
Obama? Un fallimento (in 14 punti)

L'Huffington Post stila l'elenco delle questioni economiche (irrisolte) insabbiate da Obama. E non sono nemmeno tutte...

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

Barack Obama

Quando l’Huffington Post, sito-bandiera dei liberal DOC, pubblica “le 14 cose in economia che Obama non vuole che tu sappia” vuol dire una cosa chiara. Anche a sinistra, e anche se non sempre per gli stessi motivi che scaldano l’opposizione repubblicana, si sono convinti che il presidente è stato un fallimento. Che il paese, e le famiglie, non stanno meglio ora di 4 anni. Che di promesse (o di “favole” come le aveva bollate Bill Clinton nel 2008 durante le primarie tra Barack e Hillary)  ne aveva fatte tante ma al dunque si è rivelato un bidone. Le riportiamo volentieri tutte e 14 perché sono fatti e non opinioni, e aggiungiamo due altri record freschi, che Obama non sventolerà di sicuro in campagna elettorale.

1) Malgrado l’impegno di picchiare duro su Wall Street, il numero di procedimenti contro le frodi finanziarie è ai minimi da 20 anni sotto Obama. Meno processi ora che sotto Bush. Lo ha calcolato un gruppo di attivisti e ricercatori sulla giustizia.

2) Le diseguaglianze di reddito sono peggiori sotto Obama che sotto Bush. I ricchi hanno portato a casa una fetta dei guadagni in America tra il 2009 e il 2010 più grossa che tra il 2002 e il 2007, secondo una analisi del professor  Emmanuel Saez di Berkeley, California. Il gap tra poveri e ricchi era minore sotto Bush che sotto Obama.

3) Obama vuole abbassare la tassa sugli utili aziendali dal 35 al 28% (e questo per la sinistra è male NDR), mentre le maggiori corporation Usa hanno pagato meno di zero tra il 2008 e il 2010, grazie alle esenzioni ed elusioni, secondo un rapporto del novembre 2011 del Centro per la Giustizia Fiscale.

4) ObamaCare non renderà meno cara l’assicurazione della salute per la grande maggioranza degli americani. Quando entrerà in vigore, le assicurazioni dovranno pagare per milioni di persone che prima non erano coperte e trasferiranno sui consumatori i maggiori costi per assicurare i nuovi pazienti. Verità banale, né di destra né di sinistra, ma Obama non lo ammette.

5) Il programma di aiuti per le abitazioni promosso dal governo è stato finora, largamente, un fallimento. Obama si è vantato dell’accordo da 25 miliardi sui mutui raggiunto sotto i suoi auspici tra le banche e 49 Stati per sistemare i prestiti malgestiti. Come parte dell’accordo le banche dovevano scontare sui mutui 10 miliardi a vantaggio dei proprietari, ma mesi dopo la firma le banche sono troppo lente nel mollare i soldi.

6) I Democratici hanno ricevuto un sacco di soldi dalla Bain Capital (la società di investimenti privati di cui Romney è stato capo) mentre la additavano al ludibrio come “killer” di posti di lavoro. Per il Boston Globe, i candidati democratici hanno incassato il doppio del GOP dai dipendenti della Bain dal 2008 fino al maggio scorso. 

7) Goldman Sachs e le altre maggiori aziende di Wall Street sono uscite “non punite” per il ruolo avuto nella crisi. Il Dipartimento di Giustizia ha annunciato un mese fa che non avrebbe incriminato la Goldman. 

8) Molti attuali e passati membri della pubblica amministrazione sono arrivati da Wall Street, e vi sono poi rientrati, con la nota tecnica delle “porte girevoli”. La lista comprende Peter Orszag (era capo del bilancio alla Casa Bianca)  e due capi di staff, Jacob Lew (attuale) e Bill Daley (suo predecessore). 

9 Sotto Obama le Banche “troppo grandi per fallire” sono diventate ancora più grandi. Secondo Bloomberg, alla fine del 2011, cinque grandi banche tra cui Bank of America e JPMorgan Chase detenevano il 56% dell’economia americana contro il 43% di 5 anni fa, quando c’era Bush. 

10) Delle 10 società con più dipendenti che hanno donato a Obama durante questa campagna ci sono tre grandi banche,  JPMorgan Chase, Citigroup e Goldman Sachs, e tra le aziende Microsoft e Google, secondo il Center for Responsive Politics. A proposito di corporation che sfruttano i lavoratori. 

12) Gli Usa hanno guadagnato un mucchio di lavori, ma a bassa paga. Molti dei lavori persi durante la recessione pagavano stipendi medi, mentre la maggior parte di quelli creati durante la ripresa sono posti a paga bassa, secondo uno studio del National Employment Law Project.

13) I redditi si sono abbassati di più durante la ripresa obamiana (la recessione è finita nel giugno 2009) che durante la recessione. Il reddito medio delle famiglie è sceso del 6,7% tra il giugno 2009 e il giugno 2011, secondo uno studio del Censo. E’ oltre il doppio rispetto alla caduta del 3,2% durante la recessione stessa, tra il 2007 e il 2009. 

14) I Democratici in Congresso manovrarono a fine 2011 per avere uno sconto nel 2012 sulle tasse in busta paga, di cui stanno beneficiando 122 milioni di lavoratori. Ora per la prossima scadenza di dicembre lo sconto sparirà, secondo il Wall Street Journal, perché la Casa Bianca non intende prolungare ancora la riduzione per il 2013.

Ai 14 “punti dolenti” dell’Huffington Post ne aggiungiamo noi un paio, di strettissima attualità.

15) Giorni fa il ministero dell’agricoltura ha comunicato che il numero di persone che percepiscono Buoni Pasto governativo perché “povere” è balzato a 46 milioni e rotti, da 33 che erano nel 2009.

16) A proposito di 16, il debito pubblico Usa ha tagliato i 16 trilioni durante la Convention democratica. Obama, prima di finire il primo mandato, ha gonfiato il debito più di quanto l’aveva aumentato Bush in otto anni. 

di Glauco Maggi 

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