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Complimenti per la trasmissione

Mannino, un po' Saviano, un po' Franca Valeri

la comica di Italiauno a La7

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Mannino, un po' Saviano, un po' Franca Valeri

vispa teresa mannino

“Per un chilo di carne lavorato, per una bistecca, una mucca consuma 15mila litri d’acqua al giorno, 3 milioni all’anno…”; “Ecco perché la mucca è diventata pazza: per i sensi di colpa!”.
Mentre Angela Morelli, giovane  information designer spiega sul palco di Se stasera sono qui il concetto di “consumo virtuale dell’acqua”, ovvero che il motivo  che l’ha catapultata ospite della nuova prima serata de La7 (mercoledì share 4,07% ), la risposta della conduttrice Teresa Mannino sdrammatizza e, in un nanosecondo, ti fornisce la spiegazione della crisi idrogeologica mondiale. E lo stesso mix di levità ed impegno, di narrazione e cazzeggio attraversa come una falena il resto del programma. Arriva Renzo Arbore e ti racconta, battuteggiando sul valore regionale dei cibi, la storia di Nick LaRocca il trapanese che inventò il jazz a New Orleans. Entra Cinzia Leone e fa a brandelli la cultura del call center. Si materializza l’ex iena Pif che cita il motto rivoluzionario Stay Hungry stay Foolish di Steve Jobs, ma ti spiega, commuovendo, la lotta alla mafia attraverso gli occhi di Falcone e di Giangiacomo Ciaccio Montalto, altro magistrato vittima dei clan troppo spesso dimenticato. E mentre Pif timidamente balbetta il proprio orgoglio per tutti i siciliani che hanno voluto cambiare il mondo, be’, il volto della Mannino è una ragnatela d’emozioni, l’occhio si smeriglia. E lì hai l’esatta sensazione che la curva d’ascolto s’impenni.
Se stasera sono qui, mescola la formula del vecchio varietà (c’è un corpo di ballo cinese) con quella –un po’ alla Fazio/Saviano-  dell’ ospite su un immaginario speaker’s corner e parla, canta, balla. Per esempio lo speech di Antonio Sano’, il meteorologo che ha dato i nomi letterari agli anticicloni  è istruttivo e divertente. La Mannino che gli chiede: “Ma il cambio degli armadi quando lo dobbiamo fare?” , lo è di più.  Anche il monologo sulle donne che hanno inventato il tergicristallo o il reggiseno regge il colpo. La Mannino è una specie di Franca Valeri con l’accento di Angelo Musco (immenso comico siculo dell’anteguerra):  non è invasiva, non strapazza i suoi ospiti, sa trasformare, il tran tran quotidiano in sorrisi. E uno è il pensiero che sorge.  Ossignùr: ci voleva tanto? Occorreva davvero sbatter il grugno contro Guzzanti, Dandini (l'ultima Dandini, quella della tigna), Bignardi per dare al pubblico colto e raffinato de La7 (e proprio per questa “identità di rete” qui sfottuto a sangue) un programma senza rabbia politica e senza presunzione?

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