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Mistero a 5 stelle

Favia, a cena con 007 privati
conto pagato dai soldi pubblici

Nuovo giallo sulle spese da consigliere regionale del leader dell'opposizione a Grillo e Caleggio nel movimento 5 stelle

Dopo i soldi dei contribuenti italiani usati per comprare interviste su tv locali, con i soldi pubblici dei finanziamenti a gruppi regionali, che in Emilia valgono più dei rimborsi elettorali rifiutati da 5 stelle, pagata una misteriosa cena con un'agenzia investigativa privata. A cosa serviva?
Franco Bechis

Franco Bechis

Torinese classe 1962. E' stato direttore del Tempo, Italia Oggi e Milano Finanza. Attualmente è Vicedirettore di Libero
Giovanni Favia

Il consigliere regionale m5s e la misteriosa cena

La data non è nota, ma l'episodio risale all'aprile 2011. Secondo la relazione di accompagnamento al bilancio 2011 del gruppo del Movimento 5 stelle nel consiglio regionale dell'Emilia Romagna, una di quelle sere Giovanni Favia avrebbe cenato a spese degli italiani (utilizzando i finanziamenti pubblici ai gruppi) per un misterioso e inquietante "incontro agenzia investigativa". Insomma, il gruppetto grillino cercava degli 007 privati da assoldare, e chissà a cosa sarebbero serviti. La cena alla fine non ebbe un costo enorme (91,80 euro), ma indica una volta di più l'utilizzo quanto meno curioso e fuori dai canoni trdizionali che tutti i partiti- movimento grillino incluso- fanno dei soldi dei contribuenti italiani meno controllati che ci siano. Favia è diventato noto oggi con un fuori onda su La7 che lo ha trasformato nel principale oppositore interno del movimento a 5 stelle, contestatore sia del guru Gianroberto Casaleggio che dello stesso Beppe Grillo. Nonostante la professione di rifiuto dei fondi pubblici, il Movimento 5 stelle in Emilia Romagna percepisce soldi pubblici in consiglio regionale per una somma vicina ai 300 mila euro l'anno, quasi il doppio dei rimborsi elettorali rifiutati. Quando Libero lo scrisse, Favia prima attaccò il quotidiano in modo violento con un video, poi mi telefonò e in privato sostenne che nell'articolo da me scritto non c'era nulla di falso, e che a dire il vero solo Grillo aveva detto che non si prendevano soldi pubblici in generale, lui invece si era sempre riferito solo ai rimborsi elettorali, quindi nessuna incoerenza. Visto che sulla posta elettronica ero sommerso da insulti e minacce di grillini infiammati dallo stesso Favia che in pubblico mi accusava di dire il falso e in privata ammetteva che tutto era vero, dissi che avrei fatto sentire l'audio privato di Favia. Lui me lo impedì, facendomi mandare a tempo record la diffida del suo avvocato, che rispettai. Ora dal giovane e un po' confuso consigliere regionale del movimento 5 stelle arriva un nuovo mistero, quello dello 007 privato. 

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