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verso gli stati generali al lingotto

I militanti vedranno i lavori dalla tv

Venerdì i lavori saranno a porte chiuse, sabato si apriranno con l'intervento di Passera. Senza accredito non si entra. La festa della Lega di Torino metterà a disposizione dei maxi-schermi

Matteo Pandini

Matteo Pandini

Nato a Lecco ma cresciuto a Bergamo, ho lavorato anche per il Giorno, E Polis e altri quotidiani e agenzie varie. Vivo tra Milano e le Orobie. A Libero mi occupo prevalentemente di politica, in particolare di Lega Nord e argomenti simili. Mi vanto di lavorare con Alessandro Giorgiutti e con il grafico Ciro Iafelice. Sono interista-integralista. Stimo moltissimo anche i colleghi del sito Claudio Brigliadori e Andrea Tempestini, sotto la cui dettatura sto scrivendo il mio curriculum per la quinta volta (prima non gli andava bene perché non li avevo citati). Ora posso riavere la mia merendina?
I militanti vedranno i lavori dalla tv

Venerdì 28 e sabato 29 settembre sono in programma gli Stati generali del Nord, fortemente voluti dalla Lega di Roberto Maroni. Appuntamento al Lingotto di Torino. Su Libero, giusto l’altro giorno, abbiamo già avuto modo di segnalare come il Carroccio guidato da Bobo stia mostrando significativi segnali di discontinuità con quello del Senatur. Al di là di alcuni riti come l’ampolla del dio Po, finiti in soffitta, l’ex ministro dell'Interno ha deciso di insistere su concretezza e serietà. Per farlo, ha organizzato gli Stati generali con modalità assolutamente inedite per la Lega. Anzitutto, è stata coinvolta un’agenzia di comunicazione esterna. Tra gli ospiti si segnalano personalità assai distanti dal partito di via Bellerio. Poi, sui manifesti si è fatto ampio uso di termini in inglese. Infine, ed è uno dei segnali più evidenti, i lavori saranno a porte chiuse. Non solo il venerdì e solo per i giornalisti. Anche i militanti rischiano di non poter assistere direttamente al dibattito (sabato la giornata si aprirà con l’intervento del ministro Passera). I simpatizzanti del Carroccio dovrebbero vedere gli Stati generali solo da alcuni maxischermi, sistemati negli spazi della festa della Lega, che peraltro è sempre al Lingotto. Una scelta, a dire il vero, che per certi versi ricorda quanto messo in piedi per alcune sedute del Parlamento del Nord. Quando alcune stanze vicine al salone che ospitava gli interventi erano dotate di tv, per permettere di assistere al dibattito in diretta e nonostante gli spazi ridotti. La scelta in quel di Torino, però, sta creando qualche malumore. Sui social network spuntano dei padani (probabilmente affezionati alla gestione bossiana) che avanzano critiche e dubbi. Al momento, sondaggi alla mano, sembra che il nuovo corso maroniano stia premiando il partito. La Lega cresce, anche se per ora non ha toccato le percentuali a due cifre che vantava pochi anni fa. Prima degli scandali sui rimborsi elettorali.

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