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Complimenti per la trasmissione

Tette e onore, la parabola delle due Minetti

la morale di Quelli che

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Virginia Raffaele/Nicole Minetti

Nicole Minetti

Andatura tellurica, tette magniloquenti, il telefonino come protesi, i labbroni pompati di surrealiasmo a cinquanta atmosfere, e lei che esordisce con “Amica Chips mi devi assolutamente briffare su dov’è che devo venire…” , rivolta a un esterrefatta Victoria Cabello.

Di prim’acchito non ci sarebbe  nulla in circolazione di più esilarante di Virgina Raffaele che imita Nicole Minetti nella nuova versione di Quelli che  (Raidue domenica pomeriggio).  Ogni scena di quei 15’ sui 193’ dell’intero programma strappano applausi. La Minetti fintemente persa nei corridoi della Rai (“Vengo così, vengo vestita? Normal look?” ) ; il suo lavorio col burrocacao che sottende squarci erotici inenarrabili; il basculare tra divano e arruolamenti vagatamente escortiani via telefono ; gli ineffabili commenti politici (“Formigoni non è un problema, ha tutta la mia approvazione, può continuare a fare quello che fa”): tutto qui rivela il grado zero toccato dalla politica, e lo mette alla berlina.  E’ come se Jenna Jameson andasse a Ballarò a parlare di Fabbrica Italia, tra Marchionne e Della Valle. Uno speasamento metafisico. Questa, la prima impressione. Ma la seconda è diversa. Guardiamo la caricatura della Minetti  e –a rischio di apparire moralisti- piano piano ci vengono in mente lap dance, bunga bunga, crocefissi e seni enormi su vestiti da suora, 15 milioni al mese pagati da noi alla consigliera regionale, finta indignazione, vero business alle spalle degli altri. Sennonchè, a quest’immagini inquietanti, se ne sovrappongono di più vivide: quelle dell’ altra Minetti –Annalisa- cantante cieca  che fa il record del mondo nei 1500 alle Paraolimpiadi e che dedica vittoria e sacrificio al figlio. E allora ci assale una profonda tristezza. E ci prende un dubbio profondo sulle due Minetti: è lecito lasciare solo un brandello di gloria all’Annalisa, italiana e vera orgoglio di una nazione; e dedicare spazi cosi densi (seppur nella satira, che vuol dire comunque esaltazione del personaggio) alla Nicole, italiana finta formalmente reietta dalla società ma in realtà accolta a braccia aperta da noi voyeurs nel suo lato oscuro? Quando Virginia/Nicole dice: “E’ meglio se mi faccio regalare quattro appartamenti così tre li affitto? Ma sai cosa mi piacerebbe farmi regalare? Una piazza. Pensa Nicole Minetti Square…”, è la denuncia di una realtà terribile e di un modello di vita che probabilmente meriterebbe l’oblio.  Tutto ciò, peraltro è stato ribadito sulla passerella della sfilate milanesi: c’erano tutte e due, le Minetti,  in bikini, lì sopra, a nutrirsi dei flash e degli sguardi da condor dei fan. Eppure, tra le due, è passata soltanto l’immagine della consigliera dalle tette grosse e dal grande silicone (al punto da oscurare perfino. Melissa Satta, Elisabetta Canalis e la Fico – cosa tremenda- incinta) . Uno dice: embhè, qual è il problema?

Il problema siamo noi cronisti: moralisti ad intermittenza che prima ci sdegniamo (giustamente) per una signora che offende l’autentico  senso delle istituzioni; ma che dopo – dando spazio al gossip più balzano- quelle stesse istituzioni mandiamo un po’ a mignotte.  E sia detto senza doppi sensi…

 

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Commenti all'articolo

  • iv178

    28 Settembre 2012 - 10:10

    Come mai una tipa così continua ancora oggi a rappresentare i cittadini al consiglio regionale? Come mai viene permesso che sbatta nella fogna l'immagine della Donna? Come mai tanta superficialità viene premiata con articoli di giornale e imitazioni in tv? Com'è permesso che screditi la politica in questo modo? Le risposte sono inutili perché oltre alle raccomandazioni di qualcuno importante, così come succede per metà parlamento/senato/carico pubblico, di vero talento, di passione/talento per la "cosa pubblica", e non per i "cosi di tutti", c'è ben poca. C'è poco da meravigliarsi. Chi l'ha messa lì, se la riprenda, magari recupera qualche punto, e magari farà furore con un programma sulla chirurgia estetica o lezioni private di lap dance, insomma, la ragazza può anche darcela da sola, non ha mica bisogno di svuotare le casse dello stato per vivere!

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