Cerca

La stima di Forbes

Romney vincerà perché ha lasciato le sue ricchezze per la politica

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Romney vincerà perché ha lasciato le sue ricchezze per la politica

Mitt Romney non userà questo argomento nel prossimo dibattito, in cui Obama disperatamente cercherà la rivincita. Sarebbe da fanfarone. Ma se è vero che la carta non tanto segreta che ha a disposizione il presidente suo avversario “che difende i poveri” è di attaccarlo perché lui, Mitt, è straricco, il repubblicano potrebbe ribattere sventolando l’analisi fatta dai giornalisti di Forbes, quelli che snidano le ricchezze dei paperoni come i cani (quelli specializzati) fanno con i tartufi. “Ricco io?”, potrebbe dire Mitt. “Sì, ma potevo esserlo più di otto volte tanto se non mi fossi fatto prendere dalla voglia di darmi al servizio civile”. Come è noto, una quindicina d’anno dopo aver fondato, nel 1984, la società di private equity Bain Capital, l’allora amministratore delegato lasciò il posto e si dedicò a salvare le Olimpiadi Invernali di Salt Lake City, che erano sull’orlo della bancarotta e rischiavano di saltare. Trattandosi dello Utah, il mormone sentì l’obbligo morale di fornire le sue qualità manageriali e, in effetti, raddrizzò benissimo la situazione. In precedenza gli era già venuta la voglia della politica quando, da repubblicano, cercò di scalzare dal seggio senatoriale del Massachusetts Ted Kennedy. Fallì, ma fece tesoro dell’esperienza nel momento in cui cercò, e ottenne, la carica di governatore di quello stesso stato. 

Da allora non è mai rientrato nel mondo degli affari, ma si è invece dedicato a rincorrere il sogno della Casa Bianca. Nel 2008 fu sconfitto alle primarie da John McCain, questa volta è riuscito a vincere la nomination e fra un mese se la vedrà con Barack. Ai soldi può permettersi di non pensarci più, viste le risorse, ma i curiosi di Forbes che gli hanno guardato nel portafogli sostengono, in un articolo firmato Nathan Vardi, che se avesse continuato con la sua carriera da venture capitalista sarebbe un miliardario, e non un semplice milionario come viene valutato oggi. Ed entrerebbe al 239esino posto della classifica dei 400 più facoltosi americani, con due miliardi di patrimonio, al fianco del fondatore della Cnn Ted Turner. Invece il candidato repubblicano alla Casa Bianca, dove se entrerà avrà uno stipendio di meno di 500 mila dollari, non compare in quella lista, anzi ne è lontano con il suo patrimonio di circa 230milioni. 

Romney, dicono le carte della Sec studiate da Forbes, possedeva una larga fetta del capitale della Bain, che aveva confondato. Le dichiarazioni pubbliche depositate da altre aziende comparabili, in cui c’erano uno o due manager-padroni come TPG e First Reserve, suggeriscono che Mitt avrebbe finito con l’avere una quota sua del 30%, più degli altri singoli partners che si sarebbe spartiti il resto. Avendo la Bain circa 66 miliardi di dollari della clientela in amministrazione, una stima ragionevole della società è sui 5 miliardi, il che significherebbe una fetta da 1,5 miliardi di valore in azioni in tasca a Romney. Ci sono poi da aggiungere i soldi “persi” per non aver intascato in questa dozzina d’anni le commissioni di performance e i capital gain realizzati dalla Bain. 

Non si fosse mosso da lì, dunque, sarebbe smodatamente più facoltoso di quanto non sia oggi. Il paradosso è che non lo conoscerebbe nessuno. E soprattutto nessuno penserebbe, come strenuamente Obama cerca di convincere gli americani, che è  uno straricco insensibile, lontano dalla classe media. E’ un’accusa che recentemente Romney si è meritata per quella improvvida frase sul “47% di gente dipendente dal governo di cui non mi devo curare perchè tanto non li convincerò mai”. Sull’onda della vittoria di mercoledì scorso il repubblicano, con una autocritica esplicita, ha riconosciuto di “aver totalmente sbagliato” a usare quell’espressione. Spera di aver tolto forza a un probabile attacco di Obama in Tv sul suo status di benestante altezzoso contro il popolino. Ma se la battuta arriverà, a Mitt non converrà dire “potevo essere anche molto più ricco, ma ho scelto la politica”. Piuttosto, farà bene a ricordare la gaffe del suo avversario contro gli imprenditori, che non ha citato nel primo confronto: “Se avete un’azienda, non l’avete costruita voi" disse, ma lo stato che le strade e paga i maestri..... Come offesa ai piccoli e grandi businessmen suona l’esatto contraltare al “47% è dipendente dal welfare e io non posso badare a loro”.

@glaucomaggi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • antonimo

    10 Ottobre 2012 - 20:08

    Romney è espressione delle lobby della finanza speculativa più aggressiva e pericolosa, quella che ha creato la crisi del debito, anche il nostro. Fare il "tifo" per lui cercando di "umanizzarlo", è contro gli interessi generali del nostro paese. Libero non dovrebbe dimenticare che coloro che hanno "indotto" Berlusconi a cedere il passo a Monti, sono gli stessi che appoggiano Romney; O sono forse così potenti che bisogna "aiutarli comunque".

    Report

    Rispondi

  • imahfu

    10 Ottobre 2012 - 08:08

    Chi se ne frega dei poveri.. dice il Repubblicano. Ma sono così numerosi che condizioneranno lo sviluppo successivo. La vedo brutta se Obama é sconfitto. Il suo avversario é per l'isolamento USA. Vedremo. Una cosa é certa: rappresenta il grande capitale che sta portando avanti la crisi laddove costoro guadagnano.

    Report

    Rispondi

blog