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Freccia blu

Pure i sondaggi negli Stati ballerini
confermano il sorpasso repubblicano

L'aggiornamento del "full Swing State trackin" conferma: Romney è in vantaggio. E' la prima volta dal 19 settembre

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Mitt Romney

Mitt Romney

I sondaggi negli Stati ballerini, circa una dozzina su 50, sono quelli che contano di più: è lì che si deve vincere, perché il resto dell’America è o blu (democratica) o rossa (repubblicana) in percentuali che è praticamente impossibile da sovvertire dal candidato in minoranza. Quindi i sondaggi in questi Stati, a 28 giorni dal voto, sono i più frequenti, e i più seguiti dalle campagne, che vi indirizzano i milioni di dollari raccolti dai fans per acquistare spot sulle tv locali, e dal pubblico per avere un’idea più concreta delle chance di vittoria finale dei due sfidanti. Infatti, è capitato diverse volte, nella storia delle 44 elezioni presidenziali, che ad affermarsi alla Casa Bianca fosse il candidato con minori voti popolari in totale (l’ultimo è stato George W. Bush nel 2000) ma con più Grandi Elettori (attribuiti tutti, in numero prestabilito e proporzionale sulla popolazione stato per stato, a chi vince anche per un solo voto).  

L’aggiornamento di oggi del “full Swing State tracking” (il complessivo andamento del lotto degli Stati Swing, cioè in altalena) curato da Rasmussen mostra il sorpasso del Repubblicano sul Democratico, tra i probabili elettori, per 49% a 47% (il 3% sono ancora indecisi e un 1% preferisce uno dei vari candidati di contorno). E’ la prima volta (da quando viene effettuato, cioè dal 19 settembre), che Mitt è avanti in questo sondaggio, che viene comunicato su base quotidiana: per 17 giorni era stato in testa Obama, e in due occasioni c’era stata parità. 

E’ un dato che è perfettamente in linea con i sondaggi nazionali di Pew, di Gallup e di Reuiters-Ipos di oggi, che hanno registrato la forte ripresa di Romney dopo la vittoria senza ombre nel dibattito Tv di mercoledì 3 ottobre.  

Gli 11 stati inseriti nel sondaggio “Swing State” di Rasmussen, Colorado, Florida, Iowa, Michigan, Nevada, New Hampshire, Nord Carolina, Ohio, Pennsylvania, Virginia e Wisconsin produrranno un ammontare complessivo di 146 “Grandi Elettori” . Il numero magico che un candidato deve raggiungere per vincere la presidenza è 270, e per ora i Grandi Elettori attribuiti dalla media dei sondaggi RealClearPolitics negli Stati “sicuri” sono 251 per i Democratici e 181 per i Repubblicani. Obama appare insomma più vicino al traguardo anche quest’anno, come sempre del resto per la colorazione tradizionale degli Stati, in maggioranza liberal tra quelli più popolosi. Per esempio, New York State, Illinois, New Jersey e California sono raramente in dubbio come riserve di voti di sinistra alle elezioni politiche, mentre il Texas è territorio conservatore. Ma ciò non ha impedito a Ronald Reagan (che per il suo bis nel 1984 si aggiudicò 49 Stati su 50) e ai due Bush di entrare e poi stare alla Casa Bianca per un totale di 20 anni degli ultimi 31.  

di Glauco Maggi

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