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GAZZONI FRASCARA HA PERSO LA VOCE

Luciano Moggi

Luciano Moggi

Luciano Moggi nasce il 10 luglio 1937 a Monticiano, in provincia di Siena. Manager e dirigente sportivo del mondo del calcio, è noto al grande pubblico per aver ricoperto dal 1994 al 2006 la carica di Direttore Generale della Juventus. Attualmente è collaboratore del quotidiano Libero
GAZZONI FRASCARA HA PERSO LA VOCE

Gazzoni Frascara ha perso la voce. La richiesta di due anni per bancarotta ha fatto giustizia delle sue ricostruzioni di parte per spiegare l’ incapacità di gestione di quel Bologna, la cui retrocessione fu figlia esclusiva dei suoi errori, e non di inesistenti maneggi altrui. Per anni Gazzoni Frascara è stato un disco rotto, parlando del campionato che sarebbe stato falsato a danno del club felsineo, il tutto , secondo lui, addirittura provato dai processi, mentre è avvenuto esattamente il contrario, sia i tribunali sportivi sia quello ordinario hanno stabilito che nessun campionato è stato mai alterato. Cosa dunque cercava Gazzoni Frascara se non un alibi all’ insipienza con cui aveva governato il Bologna, magari sperando anche di lucrare da immaginifici risarcimenti ? Sentite in merito cosa scrive Repubblica il 25 luglio 2008 nella terza di Bologna dal titolo CRAC BOLOGNA, GAZZONI VERSO IL PROCESSO a firma (c.g.):<< scrivono i finanzieri che gli indagati posero in essere operazioni dolose ,indotte dalla esigenza di occultare la grave crisi finanziaria della controllata Bologna FC 1909 per consentirle l’iscrizione ai campionati, secondo i parametri di bilancio prescritti dalla Federazione e vigilati dalla Commissione di Vigilanza sulle società,ente che,già nel marzo 2002(si,2002, avete capito bene..)aveva disposto verso il Bologna FC la sospensione dell’erogazione dei contributi federali e la diffida a sanare il pesante indebitamento entro il termine perentorio di 90 giorni>>.Intercettazioni e perquisizioni hanno permesso ai PM Cieri e Lazzarini di far luce sul conferimento della partecipazione del Bfc nel BolognaFC 1909 Holding Spa(Bfch) e sulla cessione della licenza d’uso dei diritti televisivi e di immagine dall’una all’altra,operazioni che avrebbero permesso di sistemare il bilancio Bfc e i relativi indici funzionali all’iscrizione al campionato di calcio 2002-2003. Sotto la lente di ingrandimento, poi, la cessione del marchio”Mondobologna” da Bfch a Bfc, per aumentare i flussi di cassa e avere le carte in regola per l’iscrizione al campionato 2004-2005, e la copertura delle perdite e la ricostruzione del capitale di Victoria 2000<<con cessioni di partecipazioni interne al gruppo a valori sproporzionati>>. Gazzoni dovrà adesso spiegarlo ai giudici davanti ai quali il pm del processo Enrico Cleri ha chiesto per lui la condanna a due anni per bancarotta fraudolenta, anziché andare in Tv a raccontare le “sue ” verità(?). Sentite intanto cosa disse a quel tempo, al giornalista Luciano Nigro che lo intervistò, il suo ex socio Bandiera, su Gazzoni, senza mai nominarlo<<ero tranquillo, mi sono fidato. Pensavo che una persona di quel calibro e livello, mai e poi mai avrebbe fatto una cosa cosi. E il giorno più brutto della mia vita, confessa Bandiera con la voce e la faccia di un uomo di 76 anni proprietario del più bell’hotel della città, il Baglioni, e di un marchio come Les Copains, che si sente tradito dal mondo. Continua l’Intervistatore: Lei si arrabbiò quando Victoria 2000 fallì. Pensava che Gazzoni avrebbe pagato i debiti. E’ lì che sono nati i guai ? <<mi è crollato il mondo quando mi sono reso conto che quel signore(mi scusi, ma non riesco più a nominarlo) non avrebbe fatto fronte agli impegni, come mi era stato garantito>>. E questo è Bandiera. 

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Commenti all'articolo

  • gibuizza

    20 Ottobre 2012 - 11:11

    Che dire! Una persona può imbrogliare, mentire per salvarsi, far carte false per scaricare le sue colpe e questo non è giustificabil ma capibile. Quello che non è capibile, quello che è vergognoso è che l'informazione si appiattisca a questi loschi personaggi e li appoggi, li coccoli, li facci assurgere a povere vittime per colpire un avversario sportivo o per accattivarsi il potere del calcio.

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