Cerca

Finanziamenti elettorali

Dare soldi a Obama? Facile, anche troppo

Dall'estero si possono fare donazioni al presidente democratico senza dover garantire di essere americani, a differenza di quanto accade per Romney. Un ente bipartisan accusa: "Serve più sicurezza". Ma lo staff di Obama minimizza

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Dare soldi a Obama? Facile, anche troppo

di Glauco Maggi

Notizia per gli italiani che pagherebbero di testa propria per eleggere Obama, contribuendo alla sua campagna: per la legge degli Stati Uniti è un atto illegale, ma … si può fare. Se invece uno pensasse al contrario, cioè a far avere qualche soldo al repubblicano Romney, niente da fare. E’ quanto ha dimostrato un cittadino inglese, Chris Walker, che vive fuori Londra e ha raccontato al New York Post di non aver avuto problemi a versare, per due volte consecutive, 5 dollari di donazione al sito ufficiale di Obama usando il suo regolare indirizzo inglese nella dichiarazione di presentazione, e poi fornendo come Stato di residenza l’Arkansas e come codice postale l’12345, che corrisponde a Schenectady, nello Stato di New York. Quando Walker ha cercato di ripetere l’operazione con gli stessi dati falsi entrando nel sito di Romney, invece, è stato respinto, perché l’indirizzo sulla carta di credito non corrispondeva a quello utilizzato nella autopresentazione: il website della campagna del GOP chiedeva entrambi i dati, ciò che non era richiesto nel sito di Obama. 

Per Walker doveva essere evidente alla campagna Obama che lui stava contribuendo con una carta di credito dall’estero, e senza dare prove della propria nazionalità. Non solo "non ho avuto alcuna richiesta email di fornirle", ha aggiunto. "Per giorni e giorni ho anche ricevuto varie email con la richiesta di altri contributi per 188 dollari". Il numero non è scelto a caso. Avendo Walker già dato 10 dollari, con altri 188 arriverebbe a un totale di 198, fermandosi quindi due dollari sotto il massimo di 200 che un candidato può ricevere senza dover riportare il nome del "benefattore", che resta così anonimo, alla Commissione Federale Elettorale.

Quanto possa essere diffusa la pratica dei contributi illegali pro-democratici è impossibile da dire, ma si sa ufficialmente, perché lo ha comunicato la stessa Commissione Federale in settembre, che la campagna di Obama ha accettato oltre due milioni di dollari da simpatizzanti che hanno fornito uno ZIP (è la sigla in America per il nostro CAP, codice di avviamento postale) incompleto, e 130.867 dollari da fans che non hanno dato per niente lo ZIP.

La campagna di Obama, interpellata, ha negato che il fenomeno sia di larga scala, e si è giustificata dicendo che i dati della Commissione Federale sono il risultato "di un errore tecnico di poco peso".  Ma un ente bipartisan che fa il monitoraggio della correttezza delle procedure elettorali, il Government Accountability Institute (GAI), con sede in Florida, ha rilevato che la mancanza di filtri adeguati di salvaguardia rende possibile violare la legge. Esiste anche un sito, www.obama.com, utilizzato da circa la metà dei contribuenti che hanno un indirizzo estero, che rimanda nella sua home page a una pagina da cui è possibile fare donazioni. "Non stiamo sostenendo che il traffico dall’estero sia di per sé un problema", ha detto il presidente del GAI Peter Schweizer, "ma diciamo che una campagna che è molto sofisticata nelle sue capacità di raccolta di fondi non sta facendo sforzi" per tentare di verificare che il versamento sia legale. Per esempio, chiedendo di sbarrare una casella in cui uno dichiara di essere cittadino americano. 

Il rapporto del GAI sostiene che il sito della campagna di Obama non chiede ai donatori di fornire il classico numero di verifica di tre cifre sul retro della carta (il CVV) per assicurarsi che chi versa è il legittimo possessore. La campagna di Romney, invece, richiede questa informazione, che è peraltro considerata una misura standard di sicurezza in tutte le normali transazioni commerciali.

twitter @glaucomaggi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog