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Le presidenziali Usa

Romney rimonta e i repubblicani possono riconquistare il Congresso

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Romney rimonta e i repubblicani possono riconquistare il Congresso

Il 6 novembre si voterà anche per rinnovare tutti i 435 deputati della Camera e un terzo dei 100 senatori. Nel 2010 i repubblicani riuscirono ad ottenere la maggioranza alla Camera, conquistando 242 seggi, e lasciandone solo 193 ai democratici. Le elezioni di medio termine di due anni fa furono contrassegnate dalla grande vittoria del Tea Party, che permise ai repubblicani di guadagnare un numero netto di 63 deputati a danno dei democratici, che ne avevano ben 256 prima del voto del novembre 2010. Continuare ad avere il controllo di uno dei due rami del Congresso è decisivo per il GOP, perché permetterebbe, anche nel caso di una vittoria di Obama alla Casa Bianca, di bloccare ogni tentativo di far passare leggi osteggiate dall’elettorato conservatore, così come è stato nell’ultimo biennio a proposito dei piani del presidente di alzare le tasse agli individui che hanno un reddito oltre i 200 mila dollari, o di passare una riforma dell’immigrazione che avesse le caratteristiche di una sanatoria generalizzata verso i clandestini. 

Le previsioni - La ex speaker della Camera Nancy Pelosi, un paio di mesi fa, si era dichiarata ottimista sulla possibilità di poter riguadagnare quella posizione, che è assicurata al partito con più deputati. Ma si era nella fase post Convention, in cui Obama sopravanzava Romney di tre o quattro punti nella media dei sondaggi nazionali, un elemento che poteva suggerire un effetto traino a livello dei distretti dei 50 Stati che eleggono i 435 deputati che vanno a Washington. Oggi questa prospettiva si è allontanata, al punto che il professore di scienze politiche della Università della Virginia, Larry Sabato, specializzato nelle proiezioni elettorali che presenta regolarmente nel suo blog “Sfera di Cristallo”, ha concluso che il GOP manterrà il controllo della Camera. L’analisi, firmata da Kyle Kondik, sostiene che ci saranno molti ribaltoni a livello locale, nel senso che un largo numero di congressmen in carica oggi perderanno il posto a favore di altri candidati, sia dello stesso partito sia del partito avversario, ma la somma finale continuerà a rispecchiare un vantaggio dei repubblicani, anche se potrà essere inferiore di quello molto largo che si erano assicurati nel novembre di due anni fa.

La “Sfera di Cristallo” nei mesi scorsi aveva già indicato la probabilità che il GOP non perdesse il dominio della Camera, ma oggi ha deciso di uscire con una proiezione definitiva, che non lascia spazio alla rivincita sognata dalla Pelosi. “Mentre abbiamo sostenuto per mesi che i repubblicani erano i grandi favoriti alla Camera, questa è la prima volta che diciamo definitivamente che conserveranno la maggioranza” ha scritto nel blog Kondik, fornendo poi il dettaglio collegio per collegio dei sondaggi distrettuali condotti dalla Sfera. Se non c’è più incertezza sul risultato finale alla Camera, “un guadagno netto di seggi per i repubblicani non è impossibile, ma nello stesso tempo potrebbe anche verificarsi un incremento di deputati democratici a due cifre”, precisa la Sfera registrando un’elevata possibile volatilità in decine di distretti. 
Più in dettaglio, la proiezione della Sfera pubblicata nel luglio scorso dava un guadagno netto massimo possibile di sei seggi ai democratici, che ora si è ridotta a un massimo di cinque democratici in più. E se anche così fosse, la maggioranza del GOP resterebbe sostanziosa, con 375 deputati contro i 198 democratici.
Dell’altra sfida congressuale, quella per la conquista del Senato, scriveremo in un prossimo articolo.

twitter @glaucomaggi

 

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