Cerca

Mezzucci

L'ultima carta di Obama:
insultare Romney

A dodici giorni dal voto Barack passa all'artiglieria pesante e apostrofa Mitt come "bullshitter" (uno che spara delle stronz...)

26 Ottobre 2012

2
Barack Obama

Barack Obama

 

A 12 giorni dal voto il presidente è passato all’insulto volgare diretto. Quando ha saputo che una bambina di 6 anni faceva il tifo per lui, Obama ha usato la piccola fan per chiamare "bullshitter" (uno che spara stronzate, merda di toro letteralmente NDR ) l’avversario Romney in una intervista appena pubblicata. “Sapete, i bambini hanno un buon istinto”, ha detto, “guardano all’altro tizio e dicono <beh, quello è proprio un bullshitter, lo si capisce subito>”. Se voleva essere una battuta, è penosa: il turpiloquio sparso con acidità, e gratis, non fa un bell’effetto tra la gente moderata che ha un certo rispetto per la carica. Non diremmo che è una gaffe sfuggita al controllo, ma piuttosto l’ennesima espressione di disprezzo che Barack ha coltivato fin dall’inizio contro Mitt, e sparata senza accorgersi che una simile caduta di stile può solo erodere ulteriormente la sua statura agli occhi di quelli che non sono già solidamente conquistati alla sua causa. Certo, se Romney avesse mai sussurrato, anche in privato, una parolaccia simile verso Obama,  o verso chicchessia in verità, lo avrebbero scorticato vivo. Ma, si sa, siccome i giornalisti di tutti i giornali e le tv importanti che votano Obama sono il 90%, come minimo, a lui viene concesso di tutto. Infatti, e a proposito, la bambina in questione è la figlia di Eric Bates, il direttore della rivista liberal Rolling Stones che ha pubblicato l’intervista con l’epiteto messo in una citazione del presidente. Prima di venire ad incontrare Lei, ha detto Bates al presidente, ho chiesto a mia figlia di sei anni se aveva qualcosa che volesse dire a Obama. E la bimbetta, incoraggiante: “Digli questo: ce la puoi fare!”. Il che ha offerto l’assist per il commentino d’infimo gusto e, come ha acutamente notato John Podhoretz sul New York Post, anche fattualmente sbagliato. Gli istinti dei bambini non sono giusti, e i genitori lo sanno bene: è per questo che raccomandano ai figli nell’età dell’innocenza di non accettare le caramelle dagli sconosciuti. Obama pensa invece che la sanno giusta, se si bevono il mito del presidente “buono” (e nero) contro l’altro che “dice stronzate”. 

E’ un episodio piccolo piccolo (non essendo stato gonfiato mediaticamente come i famosi “raccoglitori di donne” di Romney), ma tradisce il panico di una campagna che ha speso centinaia di milioni di dollari in spot TV per bollare il repubblicano come un poco di buono, bugiardo e inaffidabile, soltanto per vedere che, nell’ultimo mese, ha fatto balzi più che preoccupanti nei sondaggi a danno di Barack. Per un Messia che volava altissimo questa caduta di stile è l'immagine di una disperazione crescente. Per la prima volta anche il sondaggio di ABC dà Mitt al 50 contro il 47 di Obama, come Gallup e Rasmussen. E nel Michigan, lo stato delle auto che Obama si vanta d’aver “salvato”, i due contendenti erano ieri a 47 a 47. Tra le donne, il vantaggio che era di 16 punti per Obama in settembre, è ora ridotto a zero, 47 a 47 secondo AP-Gfk (tra gli uomini Mitt è davanti 47 a 42). Insomma, dal primo dibattito di meno di un mese fa, a Denver, l’America ha scoperto chi è il vero Obama, come ha causticamente scritto Peggy Noonan sul Wall Street Journal. Se non riuscirà ad essere rieletto, gli storici avranno pronta la battuta di “Denver città del destino per il primo presidente nero”. Nel 2008 fu infatti nello stadio Invesco Field (ora ribattezzato Sports Authority Field) della città del Colorado, trasformato in tempio con le finte colonne greche a dare alla sua nomination una consacrazione classica, che Barack spiccò il volo verso la Casa Bianca. Nel 2012, è all’università di Denver che il presidente ingrigito, senza idee ed ottimismo, ha permesso una rimonta all’avversario, che quasi non ci sperava più. E, curiosità-presagio?, indovinate quale società di private equity ha finanziato, sviluppato e fatto crescere Sports Authority, la compagnia che è diventata il nuovo sponsor dello stadio di Denver. La Bain Capital fondata da Mitt Romney. 

di Glauco Maggi

 

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Alessandro Tesio

    27 Ottobre 2012 - 15:03

    Il complottismo di stampo comunista dei commenti non lascia spazio al buon senso. "Anche le prossime elezioni saranno truccate" come per dire che tutte le elezioni USA sono finte. Chissà perchè solo quando vincono i Repubblicani (in che modo però non lo dicono!). Oppure quando vince Berlusconi (Prodi nel 2006 ha vinto in modo strano e per un puff di voti) Inoltre i gentili commentatori rimangono legati al pericolo "sionista" alla simil maniera di un certo Hitler. L'ignoranza storica, umana e idologica regna sovrana: questi soggetti cresciuti ad odio contro il "sistema", "i padroni" e gli omini verdi scaricano le frustrazioni generazionali contro gli USA. Mica contro la Cina che ne ammazza migliaia all'anno e che nega l'uso della parola "democrazia" sul web. E neppure quei paesi dove la religione uccide, decapita e prende a sassate le persone. Certo che no... Questi figuri vedono in Obama l'unico paladino di un'ideologia morta. Pertanto forza Romney!

    Report

    Rispondi

  • wavettore

    27 Ottobre 2012 - 06:06

    Ancora una volta, le prossime elezioni USA saranno truccate. Mitt Romney sara' eletto nonostante Barack Obama abbia ricevuto piu' voti nelle elezioni del 2012. L' assassinio politico sara' perpetrato da Bush che si nasconde dietro Crossroads GPS, il piu' influente gruppo di Neocons. I Neocons faranno eleggere Mitt Romney per prima usarlo e poi farlo cadere facile preda. Sul nuovo presidente Mormone cadranno le colpe e le responsabilita' dei prossimi eventi gia' pianificati. La nuova Guerra Mondiale di Religioni e' gia' un affare fatto alle spalle di tutte le genti che saranno forzate a combattere per i loro Paesi nel loro obbligo di cittadini La piattaforma di una alternativa al Piano Sionista dovra' centrarsi sulla risoluzione di quel dilemma Umano che e’ alle radici ed ossia il conflitto fra Individualismo ed Uguaglianza. www.wavevolution.org

    Report

    Rispondi

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

media