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Narducci-Moratti-Auricchio

Occasionalmente ( ? )

Luciano Moggi

Luciano Moggi

Luciano Moggi nasce il 10 luglio 1937 a Monticiano, in provincia di Siena. Manager e dirigente sportivo del mondo del calcio, è noto al grande pubblico per aver ricoperto dal 1994 al 2006 la carica di Direttore Generale della Juventus. Attualmente è collaboratore del quotidiano Libero
Occasionalmente ( ? )

Torna Juve-Inter,è la  sfida tra le due principali candidate nella corsa allo scudetto. Nell’occasione  l’incommensurabile (per numero di prescrizioni avute/regalate) Massimo Moratti ci ha infilato per tempo,ancor  prima del turno infrasettimanale, un richiamo tutto pro domo sua ai fatti del 2006, rimuovendo ovviamente tutti gli obbrobri emersi a carico dell’ Inter.  Dalle telefonate sparite, “perché non interessavano”,  alla requisitoria di Palazzi, quando il procuratore federale, ravveduto ma fuori tempo massimo,  indicò gli estremi dell’ illecito sportivo  a carico del club e dei suoi dirigenti, e Moratti sul punto fece l’ offeso e l’ indignato gridando “non ci sto”, “le conclusioni sono  stupide” (testuale) ma si guardò bene dal rinunciare alla prescrizione nel frattempo intervenuta.E adesso ? Recentemente intervistato dalla Rai ha invece detto che la giustizia sportiva va bene cosi (ci mancherebbe pure..).Il celebre Dostoevskij ebbe a dire un giorno ”dopo i 40 anni ognuno è responsabile della faccia che ha” e Moratti i 40 gli ha superati di gran lunga.. Va chiarito, per i lettori, che c’è un tempo entro il quale debbono concludersi le indagini e quel tempo fu superato <a misura>  rendendo impercorribili gli effetti consequenziali  (per illecito la pena automatica è la B) ma non cancellandone il gravissimo peso morale.

E’ qui che Moratti sbaglia, dice che non bisogna dimenticare il 2006, “quella macchia spaventosa”, è proprio così, ma non alla sua maniera, non la sua verità fasulla, ma quella  reale, scavata con immane fatica dalla mia difesa, ora venuta fuori con la forza di un’eruzione anche dal processo Telecom. Se non è bastata la sentenza Vieri  a ricordarglielo, gli presenteranno il conto le altre richieste di risarcimento, fu lui a ordinare – così detto a  verità giudiziale da Tavaroli e Cipriani  - le spiate e i dossieraggi illegali, quando cercava – è questa la pura verità – un alibi alla sua incapacità di gestione dell’ Inter, e attenzione che quelle spiate,sempre Tavaroli e Cipriani, nulla accertarono a carico di chiunque, meno che mai del sottoscritto. 

Nell’ agone è ricomparso anche Narducci, l’ ex pm, giubilato da De Magistris, ora in giro per l’italia per la presentazione del suo libro e per esporre le “sue” verità su calciopoli. 

Ci potremmo domandare magari  perché venga concessa cosi tanta libertà ad un giudice che cerca di reclamizzare pubblicamente il “suo”prodotto. Narducci è quello che presenziò  alla presentazione di un libro, nel quale furono  occasionalmente ( ? ) presenti anche Moratti e Auricchio, quello delle indagini di Calciopoli. E adesso Narducci rilascia addirittura una intervista al sito del Fc Inter con la sua verità, quella del teorema da lui costruito e così mantenuto anche nella sua requisitoria finale, ignorando il dibattimento e le regole del nostro sistema processuale, “la verità si forma in dibattimento”. Cosa volete che dicesse, se non che una cosa sarebbero state le mie telefonate e tutt’altra cosa quelle di Facchetti? Lo rimando alle conclusioni di Palazzi a carico dell’ Inter. 

Si preannuncia, com’è chiaro, un sabato di fuoco. Per un lampo, la Juve non si è trovata l’ Inter a due punti. Si dice che i nerazzurri sarebbero più pronti. Questione dei pochi gol che fanno i bianconeri a dispetto del dispendio di gioco e delle plurime occasioni. Juve-Inter sfugge abitualmente ai pronostici, e se la squadra di Conte ha mantenuto il distacco sia pure per un’incollatura, non è di poco conto. Al di là del valore del Bologna, la gara era delicata per la situazione che si era determinata dopo Catania e il pericolo sventato rianima le energie. L’ Inter ha totalizzato sei successi di fila, fosse solo per questo è da guardare a vista.  Non era facile la sfida con la Samp, vogliosa di rifarsi dopo quattro sconfitte. Il sito della Gazzetta dà ragione a Ferrara (espulso per proteste), il terzo gol nerazzurro era in fuorigioco. Il Napoli imbarca acqua, perdendo a Bergamo ha ceduto il secondo posto, senza Cavani la squadra punge poco. In partite del genere manca uno come Lavezzi, i napoletani  se ne erano dimenticati. Zeman stavolta se l’è presa con le condizioni del campo, ma l’ impraticabilità era anche per il Parma. Giallorossi settimi, immaginate cosa può accadere se la gara con il Cagliari si dovrà rifare, ora che la squadra di Cellino ha preso quattro vittorie di seguito, battuto anche il Siena,  e ha gli stessi punti della Roma.  Milan sempre nei guai, e più che il punto preso a Palermo, ha spaventato il 2-0 iniziale. Ma a parte El Shaarawy chi dà forza alla squadra? Allegri può aver  esagerato con i cinque mediani, ma se i giocatori non li hai, la paura fa novanta. La cura Gasperini non fa miracoli con i rosanero, è una cura di pareggi, troppo poco. Il Chievo ha riscattato la sconfitta di Napoli regolando il Pescara. Altro rallenty per la Lazio, e il Torino era andato per primo in vantaggio, però il quarto posto è solido. Rallentamento anche per l’ Udinese, 2-2 con il Catania, Guidolin non è contento, ma Di Natale c’è sempre.   Luciano Moggi            

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Commenti all'articolo

  • zioFranco

    29 Novembre 2012 - 20:08

    mai quelli della Bjuve nel 2006 ti hanno dato un calcio nel culo? zio Franco

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  • paolo44

    02 Novembre 2012 - 19:07

    Anche nello sport giustizia malata e mendace. Questa vergogna nazionale non sembra avere mai fine. Ma noi lo sappiamo, e non molleremo mai! La verità trionferà, anche a costo di aspettare altri 5 o 50 anni, per la storia.

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