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Capuozzo, El Alamein e la bellezza della memoria

Quando Terra! parla di guerra e d'erosismi

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Capuozzo, El Alamein e la bellezza della memoria

La bellezza della memoria, a volte, può trafiggerti.
C’è una frase, «Arrendersi era una parola non prevista dal vocabolario...», che nel bellissimo Terra! (Rete 4, domenica ore 23.45) viene pronunciata da un reduce di El Alamein, nel 70esimo aniversario della battaglia; l’uomo accarezza il ricordo d’una guerra combattuta «dalla parte sbagliata; e la frase fotografa alla perfezione lo spirito d’un’epoca. Di El Alamein e Tobruk mi parlava, gli occhi velati di commozione, mio nonno, ufficiale decorato, che trascinò la sua compagnia attraverso il deserto prima d’essere fatto prigioniero dagli inglesi. El Alamein fu l’apice di un conflitto sbagliato, ma anche la punta inarrivabile dell’italianità. Toni Capuozzo conficcato alle pendici del sacrario egiziano che raccoglie resti e ricordi di 5.000 militari italiani, ne ha ricordato col solito stile rigoroso il sacrificio. E ha lanciato dei servizi da brivido. Citazioni, così, random: le testimonianze di alcuni reduci raccolte dieci anni fa; il ricordo dei paracadutisti della Folgore; lo scrittore Mauro Corona -cantore di bellezza perduta-  che evoca la figura del reduce/fornaio Berto De Giusti il quale, sopravvissuto, in segno di pace, piantò a terra un’immensa croce di pane. Il tutto a memento dei ragazzi d’oggi che, una volta tanto, hanno rinfrescato parole come «coraggio», «dovere», «patria», roba solitamente inavvicinabile agl’italiani. El Alamein è un mito suo malgrado.  Fu un inferno di morti ammazzati, ma pure il luogo dove il senso dell’onore  giganteggiava sugli scarsi mezzi, e l’eroismo fiammeggiava nei petti di italiani migliori della media, direbbe Toni Capuozzo. Winston Churchill stesso ci concesse uno straordinario onore delle armi: «Prima di El Alamein non avevavno mai vinto, dopo non abbiamo più perso». Me lo ricordava mio nonno che pure, comprensibilmente, odiava gl’inglesi.
La forza evocativa  di questo Terra! l’avevo provata, forse, soltanto nel film  El Alameil- la linea del fuoco di Enzo Monteleone del 2005. «Non arrendersi mai» è una frase che vale anche per il giornalismo di Capuozzo, prima spostato in rete e orario assurdi; ma, tra poco, riproposto in prime time su TgCom24. É una di quelle rare volte che m’inorgoglisco guardando la tv...

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Commenti all'articolo

  • gianko

    11 Novembre 2012 - 12:12

    a parte gli eroismi italiani (bisogna ricordare solo quelli dei vincitori, E' OVVIO!) ma il fatto di aver tentato PURTROPPO INUTILMENTE di cacciare gli inglesi (c'agh gniss un kènker!) dal Mediterraneo ERA PIENAMENTE NEI NS. DIRITTI!! loro avevano solo il diritto della forza.. ma si sa chi perde ha sempre torto; fa specie che un episodio così importante e drammatico della ns. STORIA sia già dimenticato dai lettori.. mah? commentano un sacco di cazzate (e Libero con gli articoli di gossip ci carica la pipa) ma la Storia di 70 anni fa (non della guerra di Troia) non interessa più a nessuno; complimenti! anche quelli di centrodx sono omologati ai sinistrati..

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