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Elezioni Usa

Vi spiego perché Obama ha vinto ancora

Genio politico, lungimiranza, lucidità: tutto quello che ha garantito a Barack la permanenza alla Casa Bianca

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Vi spiego perché Obama ha vinto ancora

Ecco quali sono stati i 4 punti di forza della vittoria di Obama, che si è riconfermato presidente con un margine assai più limitato di quattro anni fa, ma comunque superiore alle aspettative dei sondaggi delle ultime ore, che insistevano su una gara sul filo di lana.

• Il suo genio politico. E’ lo stesso genio che gli aveva permesso di fare brillante carriera politica dagli inizi a Chicago, quando coltivò le amicizie che contavano per diventare prima senatore dello Stato e poi a Washington: a Chicago frequentò la chiesa del reverendo Jeremiah Wright per 20 anni, si fece la base tra i neri estremisti, entrò nella macchina del partito democratico della città, che è famosa come “scuola di partito” senza limiti di decenza. Gli ultimi governatori sono finiti in galera o denunciati per corruzione, e i sindaci sono dello stesso partito democratico dalla fine della guerra. Chi sopravvive politicamente a Chicago è come facesse un master ad Harvard in legge. E lui ha fatto entrambe le cose.
• La sua lungimiranza nello stabilire obiettivi da raggiungere. Non era ancora a metà del suo mandato di sei anni da senatore per l’Illinois a Washington, che mise le basi per la scalata alla presidenza. Sapeva di avere la carta della “negritudine” da spendere, e capì alla perfezione che avrebbe potuto spenderla anche per inserirsi da vincitore nel processo di selezione all’interno del suo partito, così come aveva ottenuto l’accesso al College Occidental in California, e poi alla Columbia, e poi ad Harvard grazie alla politica di ammissione delle migliori istituzioni americane che garantisce una quota alle minoranze al di là dei meriti (la affirmative action). La correttezza politica è un fattore fondamentale nel guidare i comportamenti della maggioranza della gente, e Obama si è assicurato il favore anche di tutti quei bianchi, e sono tanti, che vivono ancora oggi la vergogna (white guilt) di essere della razza “sfruttatrice”. Anche senza avere avuto un bisnonno razzista o tantomeno un avo padrone di schiavi. 
• La lucidità nell’individuare le categorie di persone che possono essere conquistate alla causa. Il politico cavallo di razza non è quello che parte dai problemi per risolverli a beneficio della generalità delle persone, come quei dilettanti dei conservatori che si immaginano una strategia di crescita economica e di posti di lavoro basata sulla libertà dell’individuo di fare un’impresa, e propugnano deregolamentazione e tasse basse per produttori e investitori: così si espongono alla critica di classe perché proteggono i pochi e privilegiati capitalisti – secondo il ritornello demagogico obamiano – e come beffa non portano a casa un voto dai futuri beneficiari della loro politica espansiva, che sono appunto i giovani e gli adulti senza lavoro. E a costoro, invece, il politico di razza (sinistra) si rivolge come fa da maestro Obama: ai giovani girando per i college e offrendo sussidi pubblici sulle tariffe ai più materialisti tra loro e sogni rivoluzionari a tutti gli altri, affamati di ideali; e ai disoccupati portando a 99 settimane l’assegno di sostegno, o moltiplicando il numero dei disabili e di quelli che percepiscono i buoni pasto.
 La meticolosità nel coprire la mappa dei pubblici di riferimento. Non ci sono solo giovani e senza lavoro nel mirino del “bravo politico che pensa agli altri”. Le donne sono un settore ricco. L’aborto è un dramma individuale che riguarda milioni di persone. Ma la risposta di coscienza di difesa della vita, offerta dalla religione ai fedeli, è datatissima e minoritaria ormai. Il femminismo ha trasformato l’aborto in “pratica riproduttiva”, e di qui in “diritto civile al controllo della pratica riproduttiva”, e quindi i liberal sono ora intransigenti nella difesa di questo “diritto”. Al punto che una trentenne fuori corso ha avuto un posto di rilievo in una serata alla Convention Democratica per fare un discorso imperniato sul diritto suo ad avere pagati i preservativi (nell’ambito della polizza Obamacare) : e la scelta è stata pagante perché, evidentemente, Obama ha visto giusto nel farsi paladino della causa femminista, portandosi a casa il 55% del voto delle donne contro il 44 a Romney. Un’altra categoria sono gli omosessuali: fino al 2008 erano reietti anche per Obama, che nella sua campagna disse che il “matrimonio deve essere tra uomo e donna”; da quest’anno, cioè da quando il sondaggio Gallup nazionale dice che una maggioranza di americani è a favore delle nozze gay, Obama ha saltato il Rubicone. Lestissimo a incorporare anche loro nella sua “coalizione”.  E poi ci sono i vecchi: basta spaventarli dicendo la bugia che Romney vuole tagliare la mutua (vero il contraio). E gli ispanici clandestini, ai quali dare, come ha fatto qualche mese fa con un tempistico ordine esecutivo, il permesso di residenza regolare: risultato, il 71% di latinos ha scelto Obama. 
 Glauco Maggi

twitter @glaucomaggi

 

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Commenti all'articolo

  • Liberal81

    10 Novembre 2012 - 13:01

    Non condivido quasi niente di quello che scrive, però la leggo sempre. Dipingi, come sempre con il solito miope ma appassionato livore, Obama come un cinico opportunista. Non sarei così sicuro che il suo accesso al California College, alla Columbia e ad Harvard sia stato favorito dalla sua "negritudine". Sa perchè? Perchè sono andato a vedermi i suoi voti. Sono pubblici. Così come è pubblico il fatto che sia stato a 35 anni direttore della Harvard Law Review e professore associato di diritto costituzionale. E' fortunato, senz'altro. ma anche molto capace e coraggioso: lo vada a chiedere ai colletti blu, bianchi, con la licenza media del midwest. Il problema non è che i Rep, poverini, vorrebbero il bene del mondo ma non riescono a convincere il prossimo. Il problema sono le loro politiche applicate in 25 degli ultimi 35 anni (e questo è il risultato). Lo chieda a i 50 Mln di americani senza copertura sanitaria. Il metodo "Boffo" o quello "Saddam" sono finiti: anche per il suo amico Rove

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  • Gianna1

    09 Novembre 2012 - 11:11

    Obama vive di razzismo e parassitismo, altrimenti non avrebbe mai vinto. Difatti gli americani che ricevono aiuto da parte del governo è salito dal 32% quando Bush era presidente, al 47% con Obama.

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  • Anna 17

    Anna 17

    09 Novembre 2012 - 10:10

    Obama avrebbe dovuto perdere ed avrebbe perso se non fosse fortunato, ed anche questa è una dote. L'uragano lo ha salvato. Gli americani nei giorni dell'uragano hanno seguito Obama che disponeva ed organizzava le difese. Lo Staff di Romney ha continuato imperterrito ad inondare i media con la sua campagna elettorale. Chi pensate che gli americani abbiano seguito proprio nei giorni precedenti al voto?? I risultati si sono visti, nonostante un precedente leggero vantaggio di Romney. Tutto il resto sono chiacchiere.

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  • gianko

    08 Novembre 2012 - 18:06

    quello di fare le cause alle banche (prima di essere eletto faceva l'avvocato) per obbligarle a concedere mutui per le case ai sottoproletari che mai avrebbero potuto estinguerli? poi la cartolarizzazione la vendita TRUFFA ai risparmiatori, la crisi (CHE GLI USA HANNO ESPORTATO IN TUTTO IL MONDO) ecc.. e questo sarebbe un "GENIO POLITICO" siamo messi bene!

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