Cerca

Il dopo voto

Bigotti e anti gay, ecco perché i repubblicani hanno perso

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Bigotti e anti gay, ecco perché i repubblicani hanno perso

di Glauco Maggi

Ufficialmente, i vertici del partito repubblicano non hanno ancora analizzato gli errori di linea che hanno portato alla vittoria dei democratici, e non lo faranno in futuro, almeno non in modo formale. Il GOP non è un partito all’italiana, come non lo è il Democratico, e quindi non c’è da aspettarsi un “congresso” che modifichi la piattaforma per la prossima sfida fra 4 anni. Del resto, il leader nazionale fino ad una settimana fa era Mitt Romney, che aveva ottenuto l’investitura alla Convention dopo la vittoria alle primarie, ed oggi Mitt non è più nessuno. E sarà una sua scelta personale quella di continuare, o meno, a far politica. Solitamente, i Repubblicani si ritirano nel privato anche dopo aver fatto i presidenti, vedi i due Bush padre e figlio, mentre i Democratici sono più professionisti della politica, vedi Jimmy Carter e Bill Clinton che in maniera diversa sono ancora sulla breccia. Romney, secondo quello che aveva detto sua moglie Ann prima delle elezioni, non riproverà di sicuro a fare il presidente  - sarebbe la terza volta, cioè accanimento senza speranza – e quindi non ha più influenza alcuna sui ranghi del partito, che si identificano nelle cariche che occupano e che danno il vero potere: legislativo per senatori e deputati, amministrativo per i governatori degli Stati. John McCain, che ha tentato due volte la presidenza (2000 e 2008), essendo un senatore ha sempre continuato a fare politica in Congresso.

Le analisi - Ma come evolverà, allora, il bagaglio di idee e di posizioni politiche del partito repubblicano che, nel 2012, ha mostrato di non saper conquistare una maggioranza di voti pur in un contesto sociale nettamente negativo sul piano economico? Sui giornali è partita l’autocoscienza dal basso, e di particolare interesse sono le pagine degli editoriali del Wall Street Journal. In due giorni successivi, lunedì 12 e martedì 13, sono state pubblicate due analisi con molti punti in comune ma provenienti da due angolature diversissime: il 12 è apparsa una dilettante studentessa del secondo anno alla George Washington University, Sarah Westwood, e il 13 un commentatore professionista conservatore del Wall Street Journal, Bret Stephens. Entrambi hanno parlato dell’ “elefante nella cristalleria”, cioè della fissazione dei repubblicani più ostinati nel mettere le posizioni sui temi sociali, segnatamente le politiche sull’aborto, sugli omosessuali e sulla immigrazione, al centro del loro programma. Se c’è una cosa certa che gli exit poll hanno evidenziato il 6 novembre è che il GOP è percepito come il partito dei bigotti anti gay dalla fascia dei giovani sotto i 30 anni; dei negatori del diritto di abortire dall’elettorato femminile, soprattutto dalle non sposate; e dei “cacciatori” di immigrati clandestini dagli ispanici, anche da quegli ispanici regolarmente americani e votanti ma che hanno amici e parenti alla ricerca di una sanatoria. Bisogna decisamente voltare pagina, scrivono Westwood e Stephens, in una convergenza significativa tra base (la ragazza si dichiara una repubblicana “solitaria” nel mare di obamiani nei colleges) e intellighentsia.

Temi da superare - “Sebbene può essere doloroso, e anche costoso nel breve periodo ai seggi, i Repubblicani non hanno un futuro a meno che non rompono con la destra religiosa e con chi ce l’ha con i gay, con gli estremisti della bibbia che danno una cattiva rappresentazione del partito presso tutti i votanti giovani”, scrive Sarah. “ E combattendo per vietare l’aborto legale il partito elimina il potenziale di dipingere se stesso come una forza ribelle contro la macchina del governo che controlla tutto”. Una forza libertaria, insomma, e del resto i giovanissimi erano i fans di Ron Paul durante le primarie nei  dibattiti in TV.

“Colleghi conservatori, per favore smettetela di essere ossessionati su ciò che altri adulti fanno nelle loro stanze da letto, se è consensuale e legale e non viola qualcosa di vostro. Questa ossessione è socialmente rozza, politicamente controproducente e, troppo spesso, involontariamente rivelatrice”, fa eco Stephens. “E anche, per favore, abbassate il tono dell’estremismo sull’aborto…. Opporsi all’aborto in caso di stupro e incesto, per non parlare di rischio per la madre, è estremismo. E a proposito di idiozia, dov’è il bene politico nel demonizzare gli immigrati latino-americani? Se l’argomento è che gli irregolari ci costano più in tasse per il welfare, questo argomento dovrebbe spingere a ridurre il welfare, non a deportare 12 milioni di persone. E se la tesi è che questi immigrati <rubano> il lavoro, allora questa tesi è di qualcuno che non capisce il libero mercato e spera che i propri figli diventino camerieri o domestiche”.

Se questi sono i primi assaggi, si profila davvero un bella discussione sui valori, anzi una rivoluzione, la prossima volta che i futuri candidati del GOP cercheranno la nomination.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog