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Presidenziali americane

Romney troppo freddo e distante ha fatto vincere Obama

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Romney troppo freddo e distante ha fatto vincere Obama

Una fotografia puntuale dell’America che ha eletto Obama è quella scattata dal Pew Research Center, ente di analisi politiche che, al pari della Sfera di Cristallo del professor Larry Sabato dell’università della Virginia, aveva visto giusto pronosticando la vittoria di Obama. Il presidente del Pew, Andrew Kohut, ha commentato per il Wall Street Journal i risultati emersi dai suoi exit polls, che sono interessanti perché, attraverso le interviste alla gente uscita dai seggi, si possono ricostruire i veri “schieramenti” in campo: non solo le preferenze delle diverse categorie di persone per l’uno o l’altro dei candidati, ma anche le loro opinioni su tutta una serie di temi, dall’economia alle questioni sociali. E’ da queste ripartizioni di umori che i partiti avranno elementi utili per confermare, o correggere, la linea politica con cui affronteranno le prossime scadenze elettorali. 

Candidatura debole - La considerazione generale secondo cui Obama ha vinto perché ha saputo tenersi stretta la sua bas e- gli afro-americans, i latinos, gli asian americans, i giovani, le donne - è vera, ma, per Kohut, molti osservatori stanno esagerando nella drammatizzazione dei problemi del GOP perché non danno il giusto peso a “quanto debole sia stata la candidatura di Mitt Romney” di per sé. E cita l’indice di “quanto favorevolmente” siano stati valutati i due: solo il 47% vedeva Mitt positivamente, contro il 53% pro Obama. Durante tutta la campagna, Romney ha sempre sofferto di un giudizio più negativo che positivo, anche grazie agli spot efficacemente distruttivi dei democratici. I votanti, al seggio, per il 53% contro il 43% hanno risposto che sentivano Obama più capace di “connettersi” con persone come loro, rispetto a Romney. E questa freddezza non ha risparmiato gli stessi repubblicani, che non l’hanno mai sentito veramente vicino, come era stato invece con George Bush, per non parlare di Reagan. Mitt ha avuto il 33% di “forti sostenitori”, contro il 39% di Obama, e mentre l’80% di chi ha votato Barack ha detto di averlo fatto a “favore del candidato e non contro il suo avversario”, tra i votanti di Romney questa percentuale è stata del 60% (il 40%, insomma, avrebbe votato chiunque ci fosse stato contro Obama sulla scheda). 

L'economia - Neppure la economia in grave forma ha fatto la differenza: solo il 25% ha detto di stare meglio di 4 anni fa, eppure i due hanno finito quasi pari alla domanda “chi la maneggia meglio?”: il 49% ha risposto Mitt, ma il 48% ha scelto Obama. E c’è stata la percezione “di classe”, poi, a favorire il presidente: secondo il 55% l’economia Usa favorisce i ricchi, ma mentre le politiche di Obama sono pro poveri (per il 31%) e pro classe media (per il 44%), il 53% pensa che le politiche di Romney aiutano i facoltosi.

Qualche dato - Pur con questa debolezza attribuita al candidato, comunque, la Pew ha rilevato che i Repubblicani hanno migliorato le posizioni all’interno di alcuni tra i maggiori gruppi demografici rispetto ai risultati del 2008: 4 punti in più tra gli uomini, 4 tra i bianchi, 6 tra gli elettori più giovani, 7 tra i bianchi cattolici, 9 tra gli ebrei. Romney s’è imposto tra i moderati per 50% a 45%, mentre 4 anni fa Obama aveva vinto per 52% a 44%. Inoltre, contro il 52% che nel 2008 vedeva bene un “governo attivista” (o Big Government, nella definizione negativa del GOP), quest’anno solo il 43% ha detto di apprezzare un governo attivista. E persino sulla riforma ObamaCare, che pure aveva passato il test di costituzionalità della Corte Suprema, gli americani che si oppongono continuano ad essere di più (49%) di quelli che la approvano (44%). 
La conclusione del sondaggista Kohut è che l’elettorato non è affatto decisamente ostile al GOP, ma “i repubblicani devono riconoscere che gli americani restano moderati, in equilibrio, e che mantengono un misto di vedute liberali e conservatrici”. Se il piccolo governo è meglio di quello grande e ObamaCare non piace, in compenso il 59% pensa che l’aborto debba essere legale (com’è già adesso, del resto), il 65% è a favore di una qualche soluzione che dia la cittadinanza agli immigrati irregolari, e coloro che approvano le nozze gay come legge del proprio stato sono più numerosi degli oppositori. 

Bisognerà che il GOP, ma anche i Democratici, sappiano piegare le loro ideologie a questo elettorato, è l’invito finale di Kohut.

@glaucomaggi   

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Commenti all'articolo

  • gianko

    16 Novembre 2012 - 13:01

    ma quando l'abbronzato pronuncia 'sta (CON L'APOSTROFO, IGNARI!) cagata “Michelle, non ti ho mai amato tanto in vita mia come in questo momento” pronunciata nel più importante discorso alla Nazione, mi viene la nausea.. e noi li prendiamo come modello? mah..?

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