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Complimenti per la trasmissione

Se "zainetto" del TgCom24 ti mette a nudo i politici

le innovazioni tecnologiche dell'all news

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Se "zainetto" del TgCom24 ti mette a nudo i politici

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Gli americani direbbero «Pov», il racconto cinematografico dei diversi point of view, i punti di vista.
Di qui c'è un Matteo Renzi che cazzeggia, si abbottona e sbottona il cappotto, e chiede ai cronisti di non calpestargli i mocassini; di là un Bersani che sorride (sorride!) a tutti nonostante il Pd; di mezzo un Pierferdy Casini che «si sta togliendo il cappotto», si produce in smorfie di stizza, fa spostare i giornalisti come fosse una rockstar e alla domanda della collega: «Presidente, è il bacio della morte ad Alfano?», la sua risposta di ghiaccio: «Non so di che parla!», convinto che l'aver mandato a quel paese la libera stampa sarà poi gesto tagliato nel montaggio del servizio. Invece nel TgCom24 dell'altra sera, scaricato in diretta tv senza passare da redazioni, montaggi e furgoncini, è andato in onda tutto il backstage dei politici che si mostrano umani - troppo umani - prima d'ingessarsi nelle dichiarazioni ufficiali. TgCom24 lo ha fatto prima degli altri tg concorrenti. Nel silenzio che avvolge l'all news, la rete Mediaset sta infilando una raffica di scooppetti - la copertura del terremoto emiliano, le dimissioni della Polverini, le primi immagini della recente alluvione - dietro l'altro. Magari sono immagini «sporche», che danno un'idea di beccheggio, un po' incasinate. Ma sono fotogrammi-documento che arrivano prima degli altri, specie sulla cronaca. La spiegazione è tecnica: lo « zainetto ». Lo  zainetto  è un pc/ telecamera portatile che limita all'osso gli uomini impegnati in un servizio e che consente di trasmettere in diretta da qualsiasi località e muoversi ovunque senza bisogno di mezzi d'appoggio, cavi, parabole. In pratica si salta il ponte satellitare e il segnale viene scomposto ed inviato attraverso le normali linee telefoniche mobili; si usano solo 8 schede umts di vari operatori. Mario Giordano direttore del canale, ha trovato l'uovo di Colombo. A costo (quasi) zero.
Oddio, ad esser pignoli, il vero anticipatore fu, nel '90, la Rai di Agostino Saccà. Che, grazie ad un apparecchio simile progettato dal centro tecnico Rai di Torino, si permise di concedere le proprie immagini della Guerra del Golfo perfino alla Cnn. Quando si dice «essere sul pezzo»...

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